La rabbia

Malcolm X
  • Di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente; si limitano a piangere della propria situazione. Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose. (da Malcolm X Speaks)
Voi non siete nemmeno tristi. Voi siete contenti.
Quando ad ognuno verrà tirata via la libertà individuale, quando tuo figlio non potrà curarsi in italia, quando il tuo posto di lavoro non esisterà più, quando ti chiuderanno la tua chat in cui ti fai le pippe con sconosciute, quando quello che ti ha fregato i soldi non verrà nemmeno processato, quando ti mancherà da mangiare e quando verrai umiliato, picchiato, offeso e incarcerato perché decideranno che non sei un essere umano, allora sì che vi incazzerete.
Ma non diteci che non ve lo avevamo detto.
La motivazione.
Lamentarsi e pensare che accada il miracolo di qualcosa che si potrebbe contribuire a far accadere, non porta a niente.
Se vuoi veramente qualcosa, fai di tutto per realizzarla.
Passo dopo passo.
Oppure sei cosciente che sei paralizzato e anche in questo caso è inutile lamentarsene.

Limiti

Non sostengo nemmeno un impegno con una compagnia telefonica, figuriamoci cose di altro tipo.

Ieri 13 novembre il mio contratto di due anni con 3 è finito ed io mi sento immensamente sollevata.

Sempre peggio

Ultimamente sono senza controllo.
Quello che penso non fa nemmeno in tempo a passarmi dal cervello che mi esce dalla bocca.

Non è una cosa buona.
Dovrei delle scuse a tutti

Sono semplicemente stanca

Stanca delle ovvietà.
Stanca di sentire cazzate.
Stanca di gente che ripete le stesse parole che la tv propone.
Sono sfortunata? può essere che io sia circondata da persone "clonate" che preferiscono non pensare.

Sono stanca.

Fuori argomento. Ma che tipo di persona sarei stata se avessi avuto vita facile, se a quest'ora fossi una con la famiglia, i figli. Una di quelle soddisfatte e perciò non curiose del resto? o di quelle che girano in web a cercare nuove emozioni? Cosa avrei perso e cosa avrei guadagnato.

The Wall

20 anni? ma pensa 20 anni.
io del muro mi ricordo solo che per me era Ovvio che crollasse.
Perché ovvio che il mondo sarebbe stato unico, come davvero in star trek. Un pianeta rispettoso degli altrui spazi e credi e culti e tutto il resto per farne un minestrone.
Non ero un'idealista. Ne ero CERTA.

Stasera ho guardato lo spettacolo sulla 7 di Marco Paolini. Tra parentesi rinunciare alla pubblicità della prima serata mi è parsa una scelta coraggiosa.
Mi sono accorta che da quando ho scelto di andare a vivere da sola e ho provato cosa vuol dire fare Rate (debiti, cambiali si diceva un tempo) non compro più niente, se non strettamente necessario a rate. Tutto in contanti. Parto dal principio opposto. Mi ratealizzo per comperare nel futuro in contanti.
Ho sempre odiato quel senso di oppressione nell'avere scadenze. Non mi sento libera e di libertà ne abbiamo così poca.
Paolini ha raccontato in maniera semplice cosa ci è successo. Avere al posto di essere. E il principio con cui ci siamo distratti dalle cose che accadevano intorno. Il principio per il quale abbiamo ora anche un parlamento così perché alla fine che ce ne frega se un po' va anche nelle mie tasche, no? Basta apparire e possedere essendo posseduti. Il mercato. L'economia. Il guadagno. Le cose.

In contemporanea su Canale 5 c'è stato il tripudio dell'ipocrisia e dell'andare in basso del Grande Fratello. Si è applaudito una donna che sta diventando uomo, che in realtà sappiamo benissimo che molti li vorrebbero bruciare vivi o al massimo ci vanno a fare marchette, ma non sta nella nostra Realtà inneggiarlo come eroe. Se davvero fosse la normalità non lo si sarebbe nemmeno dichiarato.
E' andato in una desolante caduta nel fango dal primo esperimento notturno su rai 2 di studenti estranei messi in una casa e seguiti nella loro quotidianità. E non perché mi reputo migliore, anzi mi divertono i pettegolezzi leggeri, le liti stupide ma il limite è stato superato da anni. In un cliché in cui non c'è nessuno che faccia un discorso come si deve. Mettere insieme persone e limitarne gli stimoli dovrebbe portarle a parlare, a confrontarsi ed è quello che successe 20 anni fa su Rai 2, non a questo scenario devastante che però riflette bene il nostro miserabile tempo.

Lamerica

Strano che in un periodo, nel nostro paese così razzista (che poi lo siamo stati sempre, dai meridionali a seguire, con le stesse accuse che adesso si smuovono a chi arriva nel nostro paese) guardiamo all'America come il paese da invidiare e seguire. L'america è un paese "bastardo".

*Il titolo non è un refuso, è voluto
Ecco,
ora vorrei qualcuno che dice:
Dammi quello zaino, lo porto io per un po'. Tu riposa. Ci penso io.

Nel silenzio del cuore

...
e poi c'è la noia quieta.
Alla noia ci si abitua, un po' come alla coperta di Linus.
Ti sembra che tutto sia già stato detto ed è il tempo del silenzio.

Hai uno zaino pieno sulle spalle, pesa tanto, ma anche a quello hai fatto l'abitudine.
Si sopravvive di abitudine.
Si vive di nuove cose.
Ma bisogna aver la curiosità, il tempo e bisognerebbe che ci fosse il sole.

Però è inverno, ho una coperta, non mi lamento... troppo.

Il crocifisso

Premessa
Dalla costituzione italiana
Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
La parola laicità, in senso politico e sociale, denota la rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell'autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui.


Ha suscitato più di una perplessità questa notizia.
Il crocifisso va tolto dalla classe.
Lo stato, in teoria, è laico. Laicità vuol dire
"La parola laicità, in senso politico e sociale, denota la rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell'autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui."

Allora mi chiedo, perchè mai vi indignate?
Se non erro, ed è mia abitudine farlo, chi ha fatto ricorso è un'atea. Non c'è nemmeno guerra tra religioni.
Sapete per una come me vedere questo uomo crocifisso cosa vuol dire? a parte il nulla di simbolico oramai, la violenza. E' un atto violento. Al pari di vedere alla parete appeso uno impiccato. In simbiosi ho questa sensazione di vedere qualcosa di stonato, come davanti alla messa il rito mi sembra fatto da invasati al pari di chi bruciò il vitello d'oro.
Io non ho ancora ben capito chi sono, agnostica dicono di no. Ma la religione è intima. Ci sono luoghi apposta per pregare, c'è una casa per educare i propri figli alla propria religione, anche se bisognerebbe aspettare che crescano per sapere in cosa vogliono credere (mio piccolo parere).
Come vedono Gesù i bambini? come babbo natale, come la fatina dei denti. E' gesù. E' buono e ha creato il mondo.
Il punto è: scuole, comuni, ospedali, tutto quello che è stato e comune deve essere sgombro da oggetti religiosi.
I luoghi comuni no. Si chiamano comuni infatti.
Il lasciar perdere sempre, perchè la maggioranza è cattolica o così si dice (perchè se davvero lo fosse non ci sarebbero corna, violenze, reati) non è sempre una buona cosa.
Il rispetto muore quando invade il mio mondo.
Lasciar troppe cose andare se ne fa una montagna.

Ed ora io, siccome ho i miei diritti, credo in Quelo. E me lo dovete mettere in scuole, ospedali, comuni. Perchè io ho diritto come tutti gli altri.