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domenica 15 settembre 2013

Testamento spirituale

Domani mi operano e per forza di cose mi fanno l'anestesia totale.
Operazione di routine, non ho paura, avrei preferito un altro tipo di anestesia ma dicono che non si può e si sa che a volte non ci si risveglia.
Preferisco essere più previdente e perché ho già detto a mio padre cosa vorrei se morissi o entrassi in come.
Di mia madre non mi fido, non mi lascerebbe mai andare via.
Non ho cose in sospeso, ho detto tutto a tutti e fatto tutto quel che c'era da fare.
Quindi vorrei nessun accanimento terapeutico, lasciate che io vada, tanto anche se non è legge in ospedale lo fanno lo stesso. 
Non vorrei essere l'esempio come Eluana, anzi mi arrabbierei non poco se mio padre mi "usasse" per principio, per far cambiare una legge che limita la libertà di scelta.
Se dovessi morire, vorrei che qualcuno rispettasse le mie volontà.
Vorrei donare gli organi
Vorrei essere cremata e siccome io sono atea, vorrei una cerimonia laica.
Almeno nella morte vorrei esser libera e rispettata.


giovedì 20 giugno 2013

Ho messo via

Ci sono cose che ho messo via, le ho ben chiuse a chiave nei cassetti della mia mente.
Io non li voglio aprire.
li ho già guardati, studiati, sentiti, vissuti.
Non ne vedo l'utilità se non quello di soffrire ancora e di morirne di malinconia.

E' vero, son più dura, più disillusa, più indifferente ma non è aprendo quei cassetti che ritroverò me.

Io non mi voglio ritrovare, voglio trovarmi. E ho 43 anni non più 30, non più 20, non più 16.
Mi devo solo convincere che la vita non finisce ai quaranta, si può cominciare.
Convincermene non è facile.
Ma è la via di uscita.

Il passato è già passato e mo il passato se lo tiene.

venerdì 3 maggio 2013

Dice, la gente si uccide perché egoista

Come si può giudicare la vita altrui? 
O meglio la morte degli altri.

Io provo comprensione per chi si è ucciso.
Piuttosto che chiedere l'elemosina, dormire in stazione, di una cosa sono certa. 
Mi toglierei la vita.

C'è poco da dire, non mi ha mai consolato il mal comune, non mi consola nemmeno pensare alle persone che sono in guerra, io so che bisognerebbe vivere una vita degna e per ognuno la dignità è diversa.



martedì 30 aprile 2013

i libri

Non è il libro di carta, non è il tatto o l'odore. Son le parole.
E' quando per ore e ore io mi dimentico di essere qui e son altrove.
Un altrove che mi piace.

lunedì 29 aprile 2013


In quest'oscuro
colle mani
gelate
distinguo
il mio viso
Mi vedo
abbandonato nell'infinito

Ungaretti

martedì 24 aprile 2012

amor proprio ed orgoglio

L'orgoglio ha sempre mietuto vittime.
Ma la vittima è chi lo prova.
C'è una netta differenza tra amor proprio ed orgoglio.

Mi chiedo ora come stai, ora che io non ci sto più. Se chi ha preso il mio posto è all'altezza o magari è anche superiore a me.
Mi chiedo che è successo se mai è successo qualcosa.
Forse è solo l'illusione che ci portiamo sempre appresso ogni volta che iniziamo un qualsiasi rapporto intimo, quella speranza che saremo amati e accettati, che saremo unici.
In verità l'unicità è per poche occasioni, per piccoli miracoli di affinità.

La fermata è arrivata. Sei sceso. Il treno parte.
Aspetto il prossimo passeggero che prenderà il tuo posto.
Perché è proprio l'amor proprio che mi guida, l'orgoglio lo lascio a te.

mercoledì 21 marzo 2012

Amicizie a tempo


Non credo nelle amicizie che scadono, che al primo intoppo se ne vanno.
E' vero quel che dice bic, che ci sono allontanamenti e poi ritorni.
Forse credo nei viaggi fatti insieme, ma la fine deve essere dignitosa.

Credo nei don chisciotte.
Credo in chi si espone per te e in chi ti crede.
Credo in chi c'è nonostante i tuoi difetti ma forse proprio per i tuoi difetti.

No, non credo nelle scadenze.

Questo è uno dei miei periodi in cui torno a casa, affronto i mostri, poi corro a letto per non pensare che domani saranno ancora lì ad aspettarmi.
Ognuno ha i suoi mostri, ma credo che i mostri insieme si possono sopportare.

Credo che davvero, dopo poche ore, niente mi faccia più male.

Credo di essere merce avariata.

mercoledì 3 agosto 2011

Ogni grande cambiamento nella storia, è stato accompagnato da una persona che poi ha fatto da calamita ad altri uomini.
Ma una frase è stata ripetuta a tutti negli anni: tanto non cambierà mai niente, è inutile.

*Per fare un esempio oggi c'è un presidente nero alla casa bianca.

domenica 29 maggio 2011

Eppure qualche volta è il prendere posizione che ci rende delle brave persone.

mercoledì 16 febbraio 2011

"tra un vaffanculo e un bacio"*

La morte mi è amica
Mi è passata accanto, l’ho accolta, l’ho odiata, l’ho buttata fuori a calci ma ora sento che mi è amica.
Nulla sarebbe come è ora se non ci fosse stata lei a tenermi per mano.
Mi sono congedata alcune volte, alcuni non hanno potuto dire nemmeno addio ed allora ho scritto lettere di commiato.
Ma altre volte ho salutato per poi accorgermi che non ce n’era bisogno.
Ho fatto cose come se non ci fosse un domani e domani c’è stato.

Ma è davvero tabula rasa.
Davvero non ho conti in sospeso come direbbe melinda**
... Sorrido...
E’ stato difficile, è stato come se non ci fosse più carne e pelle, come se l’anima fosse sangue e il sangue scorresse veloce tra le mani da non riuscire a trattenerlo, come un taglio in verticale nelle vene.
Eppure sono in piedi e non so nemmeno se traballo.
Ho smesso di chiedermelo.
Ho smesso di progettare.
Ho smesso di pensare ad un futuro improbabile e godere di un presente certo.

Ovviamente tutto quello che sento ora è labile ed incerto ma ora vedo in tutto questa la magnificenza del non sapere.

*Bob
**Belinda

giovedì 20 gennaio 2011

Prendere o lasciare

Ho scritto delle persone che vogliono cambiare, educare, modificare il partner, negli altri tipi di rapporto non avevo mai riscontrato questo tipo di meccanismo, finora.
Nessuno principio di amicizia di basa sul "se tu cambissi" o "se tu facessi", non credo funzioni così.
Si ha solamente la scelta di accettare l'altro nella nostra vita o scegliere di intraprendere strade diverse.
Gli amici si scelgono. Almeno in questo dovremmo essere d'accordo.
La scelta comporta nessun tipo di consiglio se non richiesto,
comporta il non giudicare o al massimo parlare, comporta anche il silenzio.

E comporta anche scendere alla propria stazione e lasciare l'altro continuare per la propria strada.

mercoledì 29 dicembre 2010

Prologo




La mia fissazione per il corpo delle donne, per il femminismo, del percepire quel pesante fardello di essere bambina o femmina ha origine molto lontane.
Io lo so che è un chiodo fisso.
So persino perché me la prendo con le femmine che stanno al gioco, perché riducono le poche ad essere mosche bianche, almeno nella realtà in cui vivo io.

Il femminismo diceva
E' mia e la gestico io.
Allora il fatto di usare il proprio corpo per ottenere qualcosa non è una liberazione, ma assomiglia molto alla prostituzione.
Qualunque cosa si voglia.

Il fatto di entrare in una stanza in cui parlano le donne, sia fisicamente che virtualmente e l'argomento del giorno son Ricette, uomini, smalti e mestruazioni mi svilisce in primis come persona e in secondo luogo perché non mi riconosco con le mie simili.

Siamo tornate negli anni 50. Un due tre. Forse ci siamo sempre rimaste. Ma almeno prima un qualche moto di ribellione c'era, ora invece è socialmente accettato anzi e il fare le oche (quando non è davvero un cervello piccolo che suggerisce) avvilisce l'intelligenze.

Il sentirsi nulla a 30 anni senza un uomo è solamente educazione errata.

Poi se ogni giorno sento frasi tipo: avrà le mestruazioni, deve aver bisogno di una bella ripassata o certi commenti a voce alta di tette e culi è che non è cambiato nulla, si è solo dimenticati l'educazione.

venerdì 24 dicembre 2010

Non credo

Fotografo: RubberBall Productions

Non credo in nessuna religione, nemmeno nell’ateismo

non credo che mai potrò andare d’accordo con la massa o i piccoli gruppi di 300 persone, le persone insieme si comportano come i lupi

non credo che riuscirò mai a stimare donne che usano il loro corpo per ottenere quel che vogliono

non credo che riuscirò mai a stimare uomini che usano l’aggressione anche non fisica con le donne

non credo che riusciranno mai ad interessarmi thread o post che spiegano come si mette uno smalto, quelli del yep, quelli che non dicono mai niente per non esporsi (almeno spero), quelli del DENIGRIAMO TUTTI INSIEME UNA PERSONA PERCHE’ NOI SIAMO FIGHI, quelli che poi li guardi e abbassano gli occhi

non credo che le persone siano davvero felici. lo scrivono per sembrare brillanti, ma non lo sono.

non credo che bere ogni sera o farsi le canni comporti la serenità di spirito che c’è se non lo fai

non credo negli slogan ribattuti e manco pensati

non credo che mi piacerà mai foursquare

non credo a chi sparisce senza una parola, è solo codardia

non credo che le decisioni si prendano solo da una parte, se ci tieni ad una persona per amicizia, affetto o amora, ci provi a rincorrerla

non credo che alcuni rientreranno mai più nella mia vita

non credo nei buonisti, di solito sono dei codardi

e rimane una domanda, perché ti ho nei contatti se non mi rivolgi la parola?

sabato 11 dicembre 2010

se uscissi con un uomo e aprisse ipad o iphone o qualcunque altra cosa, non mi vedrebbe mai più.

giovedì 9 dicembre 2010

Schiettezza e sincerità pagano?
Ma va, le persone hanno bisogno di bugie. Di raccontarsele le bugie.
Di pensare che si fa così, ma non si fa così.
E' solamente essere scorretti.
E' solamente venire a patti con se stessi.

Anzi, sì. Schiettezza e sincerità pagano. E si paga molto.

mercoledì 8 dicembre 2010

La fragilità non rende cattivi. La cattiveria ce l'hai insita.
La fragilità rende forti. Forti dei propri limiti, forti anche di imparare a chiedere aiuto.

giovedì 25 novembre 2010

Violenza sulle donne





Non credo molto alle giornate dedicate, ma non credo che se rimango silente faccia la differenza, preferisco lanciare il mio sassolino nello stagno.

Non ho mai avuto paura, sarà inconsapevolezza, sarà che la violenza nella mia famiglia non c'è mai entrata. L'infanzia è un marchio che ti porti tutta la vita addosso, la mia è stata felice e assolutamente dedicata ad insegnarmi cosa è giusto e cosa è sbagliato.
La violenza era sbagliata. Punto.

Ho imparato come tutte a difendermi negli autobus gremiti, da quelle piccole molestie che dobbiamo subire quotidianamente.

La violenza fisica l'ho vissuta di rimbalzo, l'ho vissuto per empatia, l'ho vissuta ai margini.
Quella psicologica è arrivata nella mia vita nel 2006.

I primi sintomi son stati il cercare allontanare genitori e amici. 
Con tono mesto e amorevole in cui ti dice che noi eravamo unici e quindi soli. 
Voleva eliminare chirurgicamente ogni conoscenza che potesse togliergli attenzione.

E' un film tv di quelli che passano il pomeriggio, il lui è sempre un angelo quando si presenta ma è chiaro che lo è solo perché i primi tempi difficilmente si innescano meccanismi di diniego.

Al mio primo no ci fu l'inferno. Ruppe tutto in casa, fortunatamente la sua. La violenza era lì accanto a me. Mi sfiorava. La sentivo forte e presente mentre cassetti e armadi venivano sventrati. Paura? No. Rabbia. Incoscienza, non lo so. 
Ho raccolto le mie cose e son andata via. Tante le ho lasciate lì ma son solo cose.

Mi pareva abbastanza. Ma così non fu. Cominciò un anno di persecuzione sul web, fortunatamente non usciva dalla sua città, non so se fosse vissuto a Milano come sarebbero state le cose. Era uno stillicidio. Era un continuo e ininterrotto accanimento e molestie contro me e contro persone in contatto con me.
(anche in quella occasione la trama del setaccio ha eliminato le conoscenze più deboli).
Cosa provavo?
Rabbia ed impotenza.
Paura? a volte, quando vedevo un camioncino bianco parcheggiato sotto casa o che era in coda con me.
La paura non fa parte della mia vita, credo. Non quel tipo di paura.
La ribellione scorreva nel sangue calda.
E' nulla in confronto di quel che hanno passato altre donne.
Io violenza vera non l'ho mai vissuta. Credo che mio padre abbia fatto un buon lavoro con me. Credo che mi sarei difesa da subito con la stessa violenza, almeno ci avrei provato.
Il mio primo istinto è stato quello di fare le valigie pensando che lui era sbagliato, che l'angelo era solo la maschera superficiale.
Altre donne pensano invece di essere loro sbagliate, che è impossibile che il sogno si infranga così, che in qualche modo son loro colpevoli del cambiamento.
Ed invece no.
Vittima e carnefici sono complici. Ma lei rimane vittima. Non dimentichiamocelo. Mai.

Mi ha segnata e tanto. 
Non ho avuto più nessuna pulsione verso nessun uomo per diverso tempo.

Ora al primo sintomo di aggressione da parte di conoscenti li metto alla porta.
No, non puoi aggredirmi e poi non pagarne le conseguenze. 
Non son giochi che mi piacciono, non stimolano nulla in me se non l'allontanamento immediato.

Non son una vittima. 
Non lo sono mai stata.
Fortunatamente.

sabato 20 novembre 2010

venerdì 19 novembre 2010

Debole e labile è tutto ciò che si sgretora in un attimo.


Tendo ad allontanare da me le persone aggressive, insultami e poi far finta di niente, non funziona.


La memoria emotiva non dimentica

e adesso

 Adesso ho smesso di piangere, ho smesso di mangiare,  sono in convalescenza. Ci stiamo sbagliando ragazze... ho fatto un tour delle canzoni...