lunedì 21 febbraio 2011
Di questi mesi
Sono stanca di mettermi perennemente in discussione.
Stanca di pensare, sarò sbagliata per questo mondo.
Poi capisci. La gente è clemente solo quando ha un altro tipo di interesse
allora tutto viene perdonato
perchè lo scopo ultimo è un altro
Potrei fare la finta tonta, la finta bionda, la paracula,
no, non sono io.
Potrei farlo perchè son capace ma mi rinnegherei ogni volta che mi guardo allo specchio alla mattina
e non lo voglio più fare.
Mi è bastata la milano da bere e la punizione che mi sono inflitta dopo.
E no, non son poi neppure fatti vostri.
perchè non c'è l'interesse a capire, perché troppe volte mi è stato detto
sii così
oppure prendere o lasciare io sono così
ora è tempo che lo dico io
prendere o lasciare
prendersi il tempo anche per conoscersi
e basta umiliarsi raccontando cose intime
basta con il raccontare i fatti miei a chicchessia
no, non è vergogna.
anzi ne vado proprio fiera del mio vissuto.
E' che bisogna meritarsela la condivisione
Non mi vergogno nemmeno die miei refusi, sono lettere scritte volecemente e senza pensare,
sono lettere indirizzate a me e a chi ogni giorno viene a sbirciare ciò che scrivo.
e dire che volevo solo sorridere
lunedì 7 febbraio 2011
Sembra
Sembra pure l'esito sia positivo.
Ora aspetteremo.
Ma sia per le cose brutte che per quelle belle ho bisogno di tempo per abituarmi all'idea.
Per ora guardo questa luna meravigliosa
giove
e ho pure intravisto il carro mi pare
o era la cintura... chissà.
martedì 5 ottobre 2010
a crederci come fossero nostre
la mia si sgretola ogni secondo.
La vita non risponde, la vita ricorda.
Ricorda quello che è importante.
E nulla più di quel che ho visto stasera lo è.
E' naturale che ognuno creda di essere re del proprio dolore
come è naturale che ora io lo sia del mio.
Che non mi va di condividere con i molti ma solo con i pochi
quelli che la maschera a volte se la tolgono
anche se la condivisione è impossibile
quelli che possono restare in silenzio anche solo per 5 minuti
e pensare solo a te
e poi, magari, riprendono la loro vita come è giusto che sia.
Però non mi capacito di una cosa, questo pensiero persistenze che io possa pensare a qualcosa di diverso da quel che sto vivendo.
Allora pulizia.
Niente diplomazia,
accolgo con calore non fa viaggi inutili sulla pelle degli altri.
giovedì 30 settembre 2010
"io l'ho fatto per te, tu ora lo fai per me"
"stronza, l'ho fatto"
Ecco bravo, arrabbiati. Forte e più forte.
Arrabbiati che è vita.
Tu sei l'uomo a cui ho fatto sempre riferimento.
L'uomo con difetti e umanità ma integrità. Ti stimo.
Quanti potrebbero dire lo stesso?
E ti racconto di me, di loro, del mondo, delle piccole cose.
Voglio scuoterti. Niente è importante, solo tu.
Tu gli altri vadano a farsi fottere, non hanno nemmeno un minimo del coraggio che hai tu.
Per il valore di quella mia frase ti hanno crocifisso.
Perchè io ti ho detto: NOn sono pronta. ti voglio accanto.
Io ti amo.
non è voler bene.
non è affetto
è amore ed è solo tuo.
Non te lo dirò
Ti lascerò scrutare dentro i miei occhi
e capirai
come da sempre abbiamo fatto
sabato 25 settembre 2010
Stacca la spina e sii te stessa
Per stasera me lo posso anche permettere,
domani si riprenderà a combattere.
me lo concedete stasera di stare un po' stesa a terra?
Fotografo: Marwood Jenkins
mercoledì 22 settembre 2010
quanto mi è prezioso e quanto luccica?
Lo uso per aprire il mio cuore quando è chiuso e non trovo la chiave,
lo uso per colpire la testa se non sta pensando,
lo uso per fare tutto ciò che da sola non potrei fare.
Un cacciavite.
"Cosa potrebbe succederebbe senza cacciavite?
Sareste già caduti dalla sedia
Vi fidereste a passare su un ponte che non abbia mai visto un cacciavite?
chi assembla il vostro PC senza cacciavite?
Pensate che l'uomo sia andato sulla Luna senza un cacciavite?"
Tu sei quello che mi raggiunge su Marte, con un solo cacciavite. cacciavite? stupido, se solo vedessi come ti vedo io non ti sentiresti così, ma un'astronave meravigliosa che può andare dove vuole
mercoledì 11 agosto 2010
Ma che te lo dico a fare
Cade il teatro, cadono gli attori e cade pure la scenografia.
Rimango sola in scena.
E da pagliaccio divento un pierrot triste che il pubblico pagante non applaudirà.
mercoledì 6 gennaio 2010
giovedì 26 novembre 2009
La cambiale
Non può più fare finta di niente, torna il tempo dell'attesa. Niente più scacciapensieri, come nell'intervallo della scuola.
Arriva.
Lo specchio è un rituale abitudinario, non si osserva, si guarda senza vedersi. L'occhio per l'eyeliner, la bocca per il rossetto, i capelli li asciuga in fretta e distrattamente. I vestiti son solo robe che coprono dal freddo, niente di effimero o vanitoso. Se per caso sono begl'abiti è qualcosa rimasto del passato.
Di giorno tutto è patinato di normalità, di notte non ci sono pensieri, ma qualcosa che la tormenta inconsciamente e non la fa più dormire. Metter le cose sotto il tappeto non è mai stato utile, sovente la polvere nascosta diventa una piccola duna per trasformarsi in montagna.
Ed ecco che arriva l'intolleranza persino per le più piccole cose, l'irritazione continua, il distacco per gli altrui guai. L'ignobile egoismo.
Dicono che la vera lei si nasconda.
Dicono che di lei si vede ancora quello che era, lei no.
Lei non vede niente.
Dovere, abitudine, piccole e stupide curiosità.
Ma nulla di più.
Semplicemente quella parte di lei che gli altri vedono per lei non esiste.
Morta, in coma, scomparsa.
Ha imparato molto ma di quella conoscenza non sa che farsene, sa per esempio che si gestisce le proprie malattie mai quelle dei propri cari. L'impotenza distrugge.
E pensa che non le rimarrà nulla.
Solo onde un po' increspate che non lasciano traccia nella vita.
Solo comparse che vanno e vengono ma non riescono ad infrangere quel vetro.
Perché se ne andranno anche loro.
Il domani è una fede.
Lei la fede non ne ha mai avuta.
giovedì 17 settembre 2009
Un bacio
il vaso coscientemente lo apre
Si prende le proprie responsabilità.
Le cose sepolte sotto il tappeto le tira fuori.
Glielo hanno chiesto. Lo ha fatto.
Coscientemente ora andrà a letto, forse a dormire
ma con forza desidera ardentemente un bacio.
lunedì 14 settembre 2009
Bolle di sapone
"ognuno col suo viaggio
ognuno diverso
e ognuno in fondo perso"
Non ha molte soluzioni. Ha solo molta musica in testa di questi tempi. Canzoni che tamburellano e rimbalzano che spiegano molto meglio di lei le cose. Il prezzo delle cose.
Intanto scartabella nomi e luoghi, conversazioni, sentimenti, risate e lacinanti tradimenti. Quasi di tutti ha una foto fissa negli occhi, altri nemmeno ne ricorda le gesta o il perchè esistono in quella agendina.
Le persone se ne vanno, chissà forse c'è persino un motivo che la memoria non riesce a scorgere, ma così è. Vanno via. Come fossero bolle di sapone. Un momento ci sono, quello dopo no.
Anche lei si è avviata da sola molte volte.
Ma di quelle volte i motivi li conosce bene.
Ma c'è qualche nome, pochi a dire il vero. Rari. Che splendono ancora nei loro lettere. Di cui ricorda persino le rughe, pure quelle che si formeranno in futuro. Quelli che rimaranno giovani per sempre nella sua memoria ma che può o spera d'intuire che adulti siano ora.
Bolle di sapone. Che scoppiano. Senza spiegazioni apparenti.
E qualcuno sorprendentemente le manca. Proprio quando non se l'aspetta. Dopo anni. Per raccontarsi e per ascoltare. Come si era soliti fare. Nudi, mano per mano, sotto un albero.
"Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire"
Poi scuote la testa e ripone l'agendina.
martedì 8 settembre 2009
Eppure se ne è andato
L'aria così presente nel respiro da sentirla quasi tattile nelle narici del naso.
Il sangue così consapevole di fluire nelle braccia, nei piedi, nelle gambe, nelle mani. Come onde. Ondate di sangue ad ogni battito assordante e sommerso del cuore.
Il caldo sulla pelle di una stella lassù che vien chiamata sole.
La percezione delle mani che toccano il palmo.
Gli occhi no. Gli occhi non appartengono a quell'istante. La visione non esiste. Come se gli altri sensi fossero troppo occupati ad essere presenti per occuparsi del vedere.
Come far l'amore con la vita dopo averci litigato.
Come se fosse stato un ultimo bacio.
lunedì 3 agosto 2009
La fuga
Si guarda le mani pigre e insolenti.
Solerti un tempo, ora svogliatamente appoggiate sul grembo.
Come se nel grembo ci fosse qualcosa di così pesantemente dolente da non riuscire a portarlo in giro senza un paio di mani.
Un paio di mani che invece di essere da sostegno, appoggiano al di sopra di esso, come ad aggravarne il peso.
Ci pensa.
Nessun luogo dove scrollarsi via le gocce come fanno i cani bagnati.
...e tagliare tutti quei fili invisibili che le rendono l'esistenza gravosa
lunedì 27 luglio 2009
lunedì 29 giugno 2009
Un promemoria efficace
I motivi del perché si trova in questa situazione sono molteplici, forse qualcuno o forse nessuno di preciso.
Rapita e custodita in una rifugio consapevole che somiglia molto ad una prigione, sbarre che non fanno entrare e nemmeno uscire.
Delle quali, sotto sotto, è innamorata.
Dicono che sia innaturale, lo percepisce perché non serena in quel luogo, ma non è serena nemmeno fuori.
Almeno lì si sente sicura.
I rischi che può correre ancora non ha capito bene quali siano, é sopravvissuta a molto, molto può ancora superare.
Eppure rimane.
Invece di far girotondo con chi condivide le stesse pene, sembra un gioco a farsi più male, chi di più riesce a sfogare e ferire i compagni di cella.
Stranamente è proprio quando condivide che si sente sempre più sola.
venerdì 25 luglio 2008
Alcune sere
e rimane con i tasti a portata di mano
e il cuore nell'altra
cercando ancora una volta di far ordine
nelle emozioni
nei pensieri
nella vita
dove un ordine mai è regnato
Lei regina indiscussa dell'imperfezione
e della contraddizione
prova ad acquietare il respiro
e portarlo ad un grado di leggerezza
tale da sostenere una sera come questa.
mercoledì 9 novembre 2005
Parigi Brucia
Beve il caffè, si guarda la faccia e come al solito non si riconosce.
Guarda le email come se fosse il giornale del primo mattino e accende la tv sintonizzandosi sulle notizie.
Parigi Brucia.
Lei nemmeno se ne era accorta.
e adesso
Adesso ho smesso di piangere, ho smesso di mangiare, sono in convalescenza. Ci stiamo sbagliando ragazze... ho fatto un tour delle canzoni...
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UAAR 1. Credo profondamente nel diritto di ognuno di Credere anche alla fatina dei denti se questo gli è di consolazione. 2. Che, nella bib...
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* Nella mia lunga carriera di blogger ho attaccato così tante volte la chiesa, la religione, i musulmani passando persino per intollerante,...
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Ovviamente qualcosa si è rotto in me. Non so più scrivere. Ho come questo dolore addosso da sempre che adesso è diventato macigno. Non so do...


