Strano come da bambina isolata e non capita ora ho il totale rispetto o quasi.
Si commuovono se mi vedono, come una concessione, come se io fossi una regina che dedica tempo.
E in realtà è così.
Ma è stato un poco divertente.
Le solite cose. Liti. Parolacce. Cavolate. Brindisi.
Parliano male degli assenti.
Una cosa già vista e rivista.
Proprio come in life on mars
ma oggi l'ho presa con lo spirito giusto, dopo due bicchieri di vino, e poi l'amore fa fare questo ed altri sacrifici.
Unica cosa troppo divertente.
So che siamo in minoranza. So anche che son tutti leghisti/fascisti terroni
ad un certo punto ho esclamato:
Allora, parliamo di politica?
Boato!
Mussolini, Berlusconi, giudici.
Non sanno nulla. Nulla.
Io dalla mia qualche cosa so. e lo dico così convinta che niente, non ci riescono a battermi
E al suono, se berlusconi deve essere condannato
la loro risposta scontata
Anche gli altri!
ed io sì.
e poi me ne sono andata.
Credo continuassero a parlarne :D e così tra la tombola e mussolini chissà chi ha vinto.
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sabato 25 dicembre 2010
domenica 21 novembre 2010
Finalmente è ora. Me ne vado. Prendo la sciarpa, mi copro la testa e faccio un giro intorno al collo.
zia: Ma ti metti il velo?
io: è ovvio. sono diventata mussulmana.
zia: va beh, se è una tua scelta (con aria di chi mi prende per pazza)
l'altra zia accanto: come è diventata mussulmana?
io le guardo entrambe. le lascio commentare due minuti.
ah ignoranza, è risaputo che il velo si mette e si toglie come si vuole.
poi sbotto: Mavostrodio. PIOVE!
zia: Ma ti metti il velo?
io: è ovvio. sono diventata mussulmana.
zia: va beh, se è una tua scelta (con aria di chi mi prende per pazza)
l'altra zia accanto: come è diventata mussulmana?
io le guardo entrambe. le lascio commentare due minuti.
ah ignoranza, è risaputo che il velo si mette e si toglie come si vuole.
poi sbotto: Mavostrodio. PIOVE!
domenica 1 agosto 2010
Eccheccosè
Nonna in visita
fino ai 35 anni mi chiedeva se e quando mi dovevo sposare, con quella speranza non troppo velata nella voce.
Ora è passata a: Un bambino? quando lo fai un bambino?
Ansia
PS: con chi? perchè? quando? adozione se fosse possibile in Italia
fino ai 35 anni mi chiedeva se e quando mi dovevo sposare, con quella speranza non troppo velata nella voce.
Ora è passata a: Un bambino? quando lo fai un bambino?
Ansia
PS: con chi? perchè? quando? adozione se fosse possibile in Italia
giovedì 25 dicembre 2008
mercoledì 24 dicembre 2008
lunedì 27 ottobre 2003
La famiglia
Il mio grosso grasso matrimonio greco che volendo tradurre potrebbe essere
La mia grassa grossa famiglia italiana
Chiassosa, enorme, talmente enorme da perdimici ogni volta che l'incontro e questo succede ogni Natale oramai, da quando ho facoltà di scegliere, di pensare. E chissà forse lo salterò questo Natale. Li ho sempre evitati. Credo di essere un ramo di mia nonna materna e mio nonno paterno
Timidi, solitari, amorevoli, troppo sensibili, che si sono persi mille volte. Gli altri? GLi altri li guardo come essere scesi da un altro pianeta. Urlano e strepitano, si fanno gli affari degli altri. Troppo presi dalla vita altrui per vivere la propria.
Ma, a differenza dei miei parenti che vivono a Parigi, questi di Milano se c'è un problema lo affrontano tutti insieme, ogni ferita è rimarginata insieme.
A Parigi invece si sente che sono satelliti isolati della stessa famiglia. Pensavo di esser anche io un satellite ed invece sono stata una cometa che seguiva la mia nonna, ma assolutamente diversa non solo per cultura, ma per sentimenti e valori.
In Francia è così tutto... "apparenza", o almeno alcuni fratelli e sorelle di mia madre la pensano così. Tutti a pensare a quanto dimagrire ma assolutamente assenti se qualcuno è in ospedale... e dire che le radici sono siciliane. Chissà da chi hanno preso... chi ha venduto loro il cuore. Perché piangere una madre morta ed essere stati assenti? venderla in un tribunale per non spendere cento mila lire? Ma queste sono vergogne che non vanno dette in pubblico, panni sporchi che si lavano nelle quattro mura, perché ti vergogni così tanto di fare parte di quella famiglia... ma così tanto. E non poter parlare per paura che le cose si ritorcano contro quella piccola vecchietta che ha perso la memoria e il passato, e contro suo marito che è perso senza lei.
Ma lei muore.
Ed allora per me diventano solo sorelle e fratelli di mia madre. Qualcosa che non fa più parte della mia vita. E il rancore non si acquieta. Pensavo di tornare da Parigi e trovare le braccia calorose di questa di famiglia, che altri meriti non ha se non stare vicino a chi soffre. Ma mia madre non fa parte della famiglia in fondo. ed io...""non è possibile che soffra così tanto" perché si crea una sorta di gelosia e di orgoglio ferito, perché io a loro non ho mai così voluto bene ed allora ci hanno lasciato sole. A me e alla mia mamma.
E' brutto non saper perdonare. Ma non ce la faccio. Non perdono l'errore consapevole, ci son cose sempre più grandi in cui vecchi rancori e invidie vanno per forza messi da parte.
Ho un brutto carattere? oh si, brutto carattere di chi si ostina a guardare la gente negli occhi e sentirsi pulita. Mi sento pulita. Pulita e con il privilegio di poter guardare tutti negli occhi. Perché se non ce la faccio, lo dico. Se ho fatto del male sono stata sempre consapevole delle conseguenze.
Senza nascondere il male che è in me.
Senza nascondere il bene che è in me.
Ed allora siamo noi. Io mamma e papà. La famiglia.
La mia famiglia.
Ed i miei satelliti sono i miei amici.
Sorelle e fratelli che mai ho avuto ma che ho scelto e che mi hanno scelto.
La mia grassa grossa famiglia italiana
Chiassosa, enorme, talmente enorme da perdimici ogni volta che l'incontro e questo succede ogni Natale oramai, da quando ho facoltà di scegliere, di pensare. E chissà forse lo salterò questo Natale. Li ho sempre evitati. Credo di essere un ramo di mia nonna materna e mio nonno paterno
Timidi, solitari, amorevoli, troppo sensibili, che si sono persi mille volte. Gli altri? GLi altri li guardo come essere scesi da un altro pianeta. Urlano e strepitano, si fanno gli affari degli altri. Troppo presi dalla vita altrui per vivere la propria.
Ma, a differenza dei miei parenti che vivono a Parigi, questi di Milano se c'è un problema lo affrontano tutti insieme, ogni ferita è rimarginata insieme.
A Parigi invece si sente che sono satelliti isolati della stessa famiglia. Pensavo di esser anche io un satellite ed invece sono stata una cometa che seguiva la mia nonna, ma assolutamente diversa non solo per cultura, ma per sentimenti e valori.
In Francia è così tutto... "apparenza", o almeno alcuni fratelli e sorelle di mia madre la pensano così. Tutti a pensare a quanto dimagrire ma assolutamente assenti se qualcuno è in ospedale... e dire che le radici sono siciliane. Chissà da chi hanno preso... chi ha venduto loro il cuore. Perché piangere una madre morta ed essere stati assenti? venderla in un tribunale per non spendere cento mila lire? Ma queste sono vergogne che non vanno dette in pubblico, panni sporchi che si lavano nelle quattro mura, perché ti vergogni così tanto di fare parte di quella famiglia... ma così tanto. E non poter parlare per paura che le cose si ritorcano contro quella piccola vecchietta che ha perso la memoria e il passato, e contro suo marito che è perso senza lei.
Ma lei muore.
Ed allora per me diventano solo sorelle e fratelli di mia madre. Qualcosa che non fa più parte della mia vita. E il rancore non si acquieta. Pensavo di tornare da Parigi e trovare le braccia calorose di questa di famiglia, che altri meriti non ha se non stare vicino a chi soffre. Ma mia madre non fa parte della famiglia in fondo. ed io...""non è possibile che soffra così tanto" perché si crea una sorta di gelosia e di orgoglio ferito, perché io a loro non ho mai così voluto bene ed allora ci hanno lasciato sole. A me e alla mia mamma.
E' brutto non saper perdonare. Ma non ce la faccio. Non perdono l'errore consapevole, ci son cose sempre più grandi in cui vecchi rancori e invidie vanno per forza messi da parte.
Ho un brutto carattere? oh si, brutto carattere di chi si ostina a guardare la gente negli occhi e sentirsi pulita. Mi sento pulita. Pulita e con il privilegio di poter guardare tutti negli occhi. Perché se non ce la faccio, lo dico. Se ho fatto del male sono stata sempre consapevole delle conseguenze.
Senza nascondere il male che è in me.
Senza nascondere il bene che è in me.
Ed allora siamo noi. Io mamma e papà. La famiglia.
La mia famiglia.
Ed i miei satelliti sono i miei amici.
Sorelle e fratelli che mai ho avuto ma che ho scelto e che mi hanno scelto.
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