Mal comune un cazzo

Non so, sto facendo un corso per fare colloqui.
A me sembra di tornare a scuola, varie tecniche di comunicazione e tesi psicologiche di quelle che trovi nei libri tascabili.
L'unica cosa che si respira è la disperazione.
Ne sono uscita piena di ansia, che è l'unica cosa che non mi manca in questo momento.

Boldrini e le mamme

Io non so se avete il cervello a scomparti o cosa.
Non vi ha detto che fare le mamme o cucinare è cosa brutta e oscena, ha detto che il ruolo della donna nelle pubblicità è pieno di stereotipi, magari far vedere (come fa barilla... ops) il padre che cucina, tutti che si danno una mano è più realistico del ruolo della donna delle nostre bisnonne. Oppure un padre che fa pure i mestieri! esistono sapete?
Non ci vuole una scienza.
Madonna ma allora ce lo meritiamo proprio di essere trattate da cretine.

Chiese

Ieri ero in un capannone.
Ne hanno fatto una chiesa, come insegna gesù.
Ero lì per questioni lavorative, ma mi è piaciuto perché è povera, perché danno la spesa a chi è povero, aiutano le persone e le ascoltano e son rimasta entusiasta perché c'erano anche i mussulmani.

Se fossero tutte così, La Chiesa, avrebbe tutto il mio rispetto.

PS: non mi ricordo che ci fosse scritto da qualche parte che Cristo abbia detto di fare grandi cattedrali in suo onore. Sbaglio?

Parliamo del dolore fisico

Si dice che la mente è regina e il corpo suddito ma il dolore violento fisico
annulla tutto il resto, il corpo è proteso solamente a combattere, annientare il dolore. Tutto scompare e nemmeno i pensieri hanno senso.

La mia sincerità ha mi ha portato a fare la piccola terrorista in ospedale:
- Cri, vieni a dire a questa signora che l'operazione è una cavolata, perché ha paura.
- Signora, e fa bene, mai nella mia vita ho provato un dolore così forte. Non ne ha idea.

Ne hanno idea gli altre degenti che nella notte son venuti a trovarmi.
Ho l'impressione di aver urlato forte

Testamento spirituale

Domani mi operano e per forza di cose mi fanno l'anestesia totale.
Operazione di routine, non ho paura, avrei preferito un altro tipo di anestesia ma dicono che non si può e si sa che a volte non ci si risveglia.
Preferisco essere più previdente e perché ho già detto a mio padre cosa vorrei se morissi o entrassi in come.
Di mia madre non mi fido, non mi lascerebbe mai andare via.
Non ho cose in sospeso, ho detto tutto a tutti e fatto tutto quel che c'era da fare.
Quindi vorrei nessun accanimento terapeutico, lasciate che io vada, tanto anche se non è legge in ospedale lo fanno lo stesso. 
Non vorrei essere l'esempio come Eluana, anzi mi arrabbierei non poco se mio padre mi "usasse" per principio, per far cambiare una legge che limita la libertà di scelta.
Se dovessi morire, vorrei che qualcuno rispettasse le mie volontà.
Vorrei donare gli organi
Vorrei essere cremata e siccome io sono atea, vorrei una cerimonia laica.
Almeno nella morte vorrei esser libera e rispettata.


cartellina

la cosa che mi ha un po' emozionato è la cartellina
la mia cartella per scambiare i file
che è ancora lì
la usano
insomma come se non me ne fossi andata via
e dovessi tornare dopo una malattia o le ferie

Stelle morte

Il fatto che molte volte noi guardiamo stelle in cielo già esaurite mi riempie di tristezza.

Arresti domiciliari

Mesi di estrema solitudine, di duro lavoro interiore:
il fallimento, tornare al punto di partenza, avere tra le mani una manciata di terra e basta.
Poi affacciarsi.
Vedere che il mondo non è cambiato, rimane immobile con tutti i suoi personaggi.
Qualcuno aveva già aperto la porta ma stava lì sulla soglia, ora ha già un piede fuori, l'altro piede tra poco lo seguirà.
Qualcuno non ha potuto aspettare e ha già voltato pagina.
Il peso di tutti questi sentimenti che mi escono dal petto ai quali non sono più abituata.
Mi dico, fa male, son senza pelle.

Poi vedo lei lampeggiare sulla chat e tutte queste spariscono, provi empatia, ricordo, dolore e la pelle si ricostruisce come in un film di fantascienza. Diventa quasi più spessa.
tutto il resto son solo sciocchezze.

e mi faccio una ragione di quelle schiene che se ne vanno.

Insonnia. un attimo di amabeh

Cerco nell'arte un quadro che rappresenti quel che sento questa notte. Non me ne vengono in mente nessuno.
Dicono che ho un brutto carattere, che son sempre arrabbiata. E' vero, ma non ho mai mentito, così mi son sempre presentata.
Vorrei essere più "solare", più serena ma si dice che chi nasce tondo non muore quadrato o qualcosa di simile.

E' un anno duro.
Ci son stati giorni, giorni lunghi e dolorosi in cui ho collezionato sonniferi.
Lo confidavo solo a silvia e a daniele, perché se lo dici in realtà chiedi aiuto.

Ripenso al periodo del "purgatorio". Certo ero dolorante ma ero come drogata e quindi non faceva poi così male, il mondo passava indisturbato sotto ai miei occhi ed io pensavo solo alla mia ossessione.

Altre persone avrebbero reagito diversamente a certi accadimenti, io mi sono distrutta. Mi sentivo in colpa perché non ero in grado di non potere fare di più, pretendevo sempre di più da me stessa, dicevo sempre sì, e poi in angoli come il blog scaturiva la rabbia e anche la consolazione di avere un posto tutto mio in cui io ero l'unica protagonista. Mi son punita. Poi ho scoperto il No.
Ci sono stati troppi no, al punto di dimenticare l'empatia. L'empatia fa un male cane.
Non starò a parlare di quel che mi è successo, succede a tanti, forse a me un po' prima degli altri.
Comunque la conseguenza è stata il purgatorio, poi l'isolamento e poi c'è stato il personaggio.
Come quelli dei telefilm quelli un po' cattivi, menefreghisti, insolenti.
Mi stava bene, era una tecnica che funzionava, risultavo simpatica. Chissà perché. E sopravvivevo.
Certo io son anche un po' così ma non totalmente così.

Quando mi ripresi un pochino c'è stato un altro evento. E poi un altro. Non ho reagito bene. Era tutto così insopportabile, che non mi permettevo di non essere il soldato. Ma poi in qualche modo bisogna che il soldato dica riposo a se stesso.
Ogni cosa un tragedia, le piccolezze, le piccole discussioni.
Fece bene Mariposa a sparire in quel periodo, certe situazione le puoi condividere solo con gli amici veri. Ma a me lo aveva ordinato il medico e non lo dico per dire.
Trova un posto con della gente.

Ma è il passato. Penso che la gente si aiuti a vicenda, ma non è così. Si incorre nella guerra tra poveri. C'è una rabbia in giro, una voglia di sfogarsi tra prese per il culo e insulti che credo sia solo lo specchio di come le persona davvero stiano male. Ma non in senso strafottente che di solito si usa. Soffrono. Sono arrabbiate.

Almeno in questo blog a volte mi autocommisero. A volte ci sta. Arriverà il momento della reazione, per ora c'è la presa di coscienza.

Il lavoro duro che sto facendo è tirar giù il muro. Non è facile. Stanotte è crollato. Ma so già che ci sarà il crack e dopo non sentirò più niente.

Non sentire niente mica si vive davvero.

Nessuno chiama a parte Silvia. Forse non ho seminato bene. In fondo lo dico nella presentazione.
Forse non capisco quando si ha bisogno di me e non ci son stata come è stato con Luigi.

Le persone che mi è dispiaciuto perdere son state Maria più di tutte. G.ma non so perché, probabilmente non comprendevo abbastanza il testo e V. perché mi faceva ridere.
Ho condiviso molti momenti intimi con queste persone.
Ma la vita va così.
Si volta pagina.

L'unica cosa che mi dispiace è che la gente percepisce difetti che non ho. Come l'invidia, come l'ipocrisia. Ne ho altri.

Sono ignorante, sono testarda, sono solitaria, e poi tanti altri.

Per ora c'è Silvia. Mi basta.
Per ora devo riportare a galla i sentimenti anche se fanno male perché a volte fanno bene.
Per ora non ho voglia di litigare con nessuno, perché mi sembrano tutte conversazioni effimere che non meritano il tempo o la rabbia.

Buona fortuna a tutti.
Ma specialmente a me. Ho dato già abbastanza.




Eppure

C'è sempre stata quest'idea, folle direi. Io e te.
Un giorno.
Tra dieci anni.
Come dice Rosalino Cellamare, vorrei incontrarti tra cent'anni.
Vorrei guardarti negli occhi. Perché con gli occhi davanti capirei cosa provi davvero.
Forse ci sarà un'altra vita.
Forse ci sarà un'altra occasione.
Forse non è cosa.

Credo che se esistesse un destino, un'opportunità ce la darebbe.

Dietro il nick

 

vedere che tutti i curiosi vanno a vedere e leggere i tuoi sentimenti che hai tenuto nascosto dietro ad un nick, è giusto? ha importanza, non è violare? o peggio guardare dal buco della serratura?
e a me?

mi piacerebbe?

Se davvero volessi che tutti i miei conoscenti leggessero quel che penso, terrei il mio nome sul blog, invece scelgo il nick. Perché il nick ha sapore di libertà.

Non so, ho già detto che forse crimilda come amabeth ha fatto il suo tempo. 

Direi di no.

Non lo so mica se è una buona tecnica sputare il veleno, il dolore e la rabbia sui socialini.
Stare sempre a parlare male di questo o di quello o dare rispostacce a chiunque ti capiti a tiro.
io non lo so.
io so che non fa per me.
Non trovo per niente edificante impoverirsi di animo, di...
beh insomma, alla fine siete sicuri di star meglio?

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

Ho messo via

Ci sono cose che ho messo via, le ho ben chiuse a chiave nei cassetti della mia mente.
Io non li voglio aprire.
li ho già guardati, studiati, sentiti, vissuti.
Non ne vedo l'utilità se non quello di soffrire ancora e di morirne di malinconia.

E' vero, son più dura, più disillusa, più indifferente ma non è aprendo quei cassetti che ritroverò me.

Io non mi voglio ritrovare, voglio trovarmi. E ho 43 anni non più 30, non più 20, non più 16.
Mi devo solo convincere che la vita non finisce ai quaranta, si può cominciare.
Convincermene non è facile.
Ma è la via di uscita.

Il passato è già passato e mo il passato se lo tiene.

Frasi da ottocento

Le ci vorrebbero 3 quarti di minchia.

Sì vabbhè e poi parliamo ancora di femminismo

Le femmine non si amano

Ho conosciuto donne colte, intelligenti, belle e con tutti gli altri aggettivi che vi vengono in mente che si son annullate per un uomo, che accanto a lui non osano parlare, che sia violenza fisica o psicologica, subiscono.

In questo momento sto pensando se mai ho conosciuto qualche uomo nell'identica situazione... No, non me ne vengono in mente.

Mi chiedo perché mai le femmine non si amino mai abbastanza.


Flashpoint: L'eroe del web. "Ho migliaia di follower ma sono solo come un cane"

Non vado più d'accordo con la "rete"
Anzi direi che non vado più d'accordo con i social.
Prendendolo con le pinze, magari per certe notizie, ma quell'esserci la rete non me la dà.
Sono nata con la pelle e la vorrei usare, sono nata con gli occhi e li vorrei usare.
Nessun messaggio o sms o tweet o che altro può sostituire un abbraccio.

Più follower più popolarità. Ma se non lo sai per mestiere, quanto solo ti senti per cercare di averne così tanti?

Frase storica:
Io l'ho scritto in rete. E chi se ne fotte? se siamo amici mi chiami e me lo dici.



e basta

...

è uno di quei giorni

Questo è il giorno del 
Non posso.
Non ce la faccio.
Lascio.

A conti fatti non ho nulla da dire o da fare, ho già fatto e detto.

Dell'amore e di altre sciocchezze.

vi invidio. Avete una fortuna sfacciata a lamentarvi di queste mancanze, che se vi impegnate potreste anche trovare l'amore.
Io consiglio sempre una buona presa di autocoscienza, perché se va sempre male non è colpa degli altri.
Non è regola però io credo che se si scelgano sempre le persone sbagliate, quelle che non ci amano, forse il motivo è da ricercare in se stessi e non nel destino infausto.
Detto ciò, vi invidio.

diversità

Devo operarmi.
Mia madre si preoccupa di camicia da notte, vestaglia ecc.
Io faccio l'elenco mentale di libri, portatile e chiavetta.

Sarò stata adottata.

PS: ho paura e se mi compera le pantofole con il piumotto sopra anni 70/80?


La volpe e l'uva

Oramai son passati così tanti anni,
mi son convinta così fortemente di non volerla quell'uva,
che non mi ricordo né perché la volevo né il colore, il sapore o se fosse proprio uva.

La porta di quel pezzo del cervello è chiusa e non trovo più la chiave

il più grande rimpianto è che avrei potuto far molte cose, non ho fatto niente.

il più grande rimpianto è che avrei potuto far molte cose,
non ho fatto niente.

ho perso il senso

Io lo sapevo chi ero e cosa volevo.

Poi per un po' di anni sono stata l'amica di.. la figlia di... la collega di... e per ognuno di questi ruoli mi adattavo come un camaleonte.

Ora che ho perso, che rimane?

Ho bisogno di una chiusura totale, di far tabula rasa in ogni senso. Non so ancora se sarà definitivo e reale.
Ho aiuto in abbondanza ma mi è totalmente indifferente.

E poi sarà giusto lasciare parti di me in internet? la scomparsa non dovrebbe essere definitiva?

Basterebbe la simpatia non dico empatia


Dovreste fare un corso per approcciare i pazienti, voi medici del cazzo, vi sentite tutti quanto degli dei ma non è che siete dei, dio si dice che sia compassionevole, voi no. Voi siete dei pezzi di merda.

Bravo mi hai detto le 4 regoline base. Prima ti ho risposto due o tre volte gentilmente, poi quanto ho lanciato la bomba sei stato zitto pezzo di merda.

Scriverò una lettera ai tuoi capi, sai bello. Magari è una monetina in mezzo al mare ma è pur sempre una monetina.
Coglione!

Radici

Bambina (Congo) di Ugo Lucio Borga


io non lo vidi, ma mi ricordo che tutta l'italia si commosse davanti a quello sceneggiato.
Ed allora perché ora è tornato l'odio?
Leggendo quello che è successo in Ruanda noi dovremmo accoglierli a braccia aperte i superstiti o no?
o in Darfur, Nigeria, Congo, Somalia?

C'è qualcosa che non ho capito io degli esseri umani.

leggo e rileggo

Sono anni che me lo ripeto.

E' che in realtà per tirare avanti io oramai mi sono persa.
Come in qualche puntata delle serie di fantascienza, mi ritrovo nel nulla.

titolo del post

Non si può scegliere chi ci ama.
Però a me mancano davvero tanto.
Un pezzetto infinitesimale di me è tornato indietro.
Non mi importa niente di quel che pensa o dicono gli altri.
sto cominciando a togliermi il maglione pesante.

"c'è chi dice è una strega
tanto lei sei ne frega"

Dice, la gente si uccide perché egoista

Come si può giudicare la vita altrui? 
O meglio la morte degli altri.

Io provo comprensione per chi si è ucciso.
Piuttosto che chiedere l'elemosina, dormire in stazione, di una cosa sono certa. 
Mi toglierei la vita.

C'è poco da dire, non mi ha mai consolato il mal comune, non mi consola nemmeno pensare alle persone che sono in guerra, io so che bisognerebbe vivere una vita degna e per ognuno la dignità è diversa.



"cuore in allarme"

è che io stavo bene, eh.
Non ricordavo bene, ma me ne hai fatto parlare ed allora eccolo lì.
Riaffiora e mi annega.
E fa male, fa un male cane quanto la nostalgia, il sapore, la pelle.
Ognuno ha un amore prima o poi, il mio è stato prima.

Il passato bisogna tenerlo nel posto che gli compete.

Se ci ritrovi a farmelo tornare in mente ti do una testata sulla fronte.
Chi minchia sono io, ancora non lo so.

niente di utile

Ho letto, li ho letti tutti. Son solo lunghe lettere d'amore
I nomi si sussiegono ma non hanno molta importanza.
Son lettere d'amore all'amore in fondo.

Adesso tutto questo non mi è utile.

i libri

Non è il libro di carta, non è il tatto o l'odore. Son le parole.
E' quando per ore e ore io mi dimentico di essere qui e son altrove.
Un altrove che mi piace.

Non basta

Per recuperare sogni, speranze e me stessa devo tornare ancor più indietro del 2000 ancora di più, forse nel '95, forse ancora più indietro quando mi credevo immortale e bastava chiudere gli occhi forte forte per far divenire realtà qualsiasi fantasia, anche quella di ritrovarmi in Candy Candy

Io sono una statua

E' l'indifferenza il cemento sotto il quale si muore.
Quando il cemento è così forte che non senti più niente, nessuna emozione, nessun bene, nessun male.
Ascolti le 4 ricette di felicità che ti elargiscono amici, famigliari e conoscenti.
Io sono una statua, possibile che non se accorgono?


In quest'oscuro
colle mani
gelate
distinguo
il mio viso
Mi vedo
abbandonato nell'infinito

Ungaretti

ora avete fame?

Noi ve lo avevamo detto, ma voi non ci avete dato retta.
Ve lo abbiamo ripetuto e ripetuto.
Poi io mi son arresa e ho detto: le cose cambieranno quando le persone si incazzeranno e si incazzeranno quando avranno fame.
Ora hanno fame e rinnegano i 20 anni nei quali hanno votato a cazzo.
Ma non è ancora abbastanza.
il 30 per cento ancora non ha abbastanza fame.
Gli altri si inventano un movimento in cui ci sono cani e porci insieme in un minestrone di incompetenza.
Noi ci ritroviamo a votare il meno peggio o almeno quello che si avvicina un po' di più in ciò che crediamo.

Cosa abbiamo sbagliato noi della nostra generazione? abbiamo dato le cose per scontate quando niente è mai scontato.
Dovevamo tenere gli occhi aperti, ma chi se lo immaginava che la maggior parte di noi sarebbe diventata cretina, chi si immaginava che gli ideali se li sarebbero svenduti con una manciata di soldi facili?

Ho sentito la notizia delle due persone che si sono impiccate per i pochi soldi.  Tra gli altri problemi sento molto la preoccupazione dei soldi, non avevamo niente quando ero bimba però c'era lavoro. E ci arrangiavamo, quindi non mi fa paura vivere con poco.
Ora invece non vediamo futuro, è questa la differenza?
E questa vergogna che ci portiamo dietro come se fosse colpa nostra non arrivare a fine mese?

i Social

A me i social non bastano.
Ne sto diventando quasi allergica, come se un commento potesse eguagliare una telefona, una lettera o un incontro.

Resto basita un pochino dal fatto che ogni cosa, persino se si è fatta la cacca, lo si mette online tra le varie app. Cosa vedi, cosa mangi, dove sei.
Sarò vecchia, ma non capisco.

Grillo e Grillini. Ma che davvero?

A parte che son sicura che ci siano giovani politici capaci,
a parte il fatto che uno che pensa che una persona è migliore perché ha una laurea è un cretino,
a parte il fatto che "io vi aiuto solo ad entrare e poi scompaio" ora è invece "e questa è casa mia e qui comando io"!

Ma parliamo di ideali che son importanti, e sì signori miei.
Sono basilari le cose in cui crediamo profondamente, mi spiegate come è possibile che un leghista, uno del pdl, un comunista coesistano nello stesso movimento?

Siamo poveri e siamo in crisi, la nostra classe politica fa schifo, non si schiodano dalle sedie e bla bla bla. Ma davvero devo svendere i miei ideali per questo e andare a  braccetto con un rappresentate del movimento razzista, complottista o altro?
davvero?

Davvero devo fare questo tipo di rivoluzione per vivere in un paese Normale?

E davvero devo rispettare un adulto che si fa fare fotomontaggi come un ragazzino? che anche se ora è in politica usa gli stessi termini di berlusconi, usa gli stessi trucchi, gli stessi insulti?

Gesù e San pietro. Foto da giornalettismo
Nota a margine, sì li avrebbero votati anche dopo la presentazione pietosa che hanno fatto gli eletti del M5S, viviamo in un paese che sotto sotto invidia i furbi e vota Silvio Berlusconi e Maroni, basta esserne coscienti.



laurea

Medico. Difende Silvio. Dice così fan tutti. La laurea non dà di per sé intelligenza onestà e discernimento (https://twitter.com/La_Crimilda/status/311375990003728384) Scarica l'app ufficiale di Twitter da https://twitter.com/download

L'invidia del maschio


Lo guardo. "cos'è un cancro? oddio?"
"no, signora, è semplicemente un follicolo maturo in attesa della fecondazione"
Mi fa uno strano effetto.
E' triste.
E' pronto. E non servirà a niente.
Forse sono pronta anche io, ma sono una specie di peter pan.
Sto crescendo ora.
Fa miseramente male sapere che si hanno pochi anni per riprodursi e quando questo non corrisponde
né alla casualità della vita né alla maturità emotiva per farlo, è un peccato.

Mi chiedo se questa assoluta necessità di libertà e indipendenza non sia una schiavitù in verità.

Oggi è scoppiato oggi è il giorno della autocommiserazione Del futuro che non vedo Di tutto quello che ho costruito che è andato a pezzi E Quei pezzi li Devi rimettere a posto da sola Il soldatino Ha disertato finalmente Ora scappo

Dicono

Il giorno della memoria

E' qualcosa che rispetto.
Ma non è una cosa che non accade più, accade continuamente nel mondo.
"perché non succeda mai più"
...

L'unico modo per andare avanti E‘ non pensare Ma il cervello gioca brutti scherzi e ogni sonno è incubo.

Lo schifo della pedofilia

Sto giusto vedendo buongiorno
Falling Skies. Gli alieni ci fanno fuori.
Ho trovato un file nella seconda puntata, invece del telfilm. Era un file pedofilo, ora dopo aver fatto segnalazione alla polizia postale, se arrivassero gli alieni darei loro il benvenuto.

4 soldi

Il blob in tutti questi anni mi é stato di aiuto non tanto da sfruttare come un diario di azioni ma una sorta di autoanalisi, riordinare emozioni e pensieri illogici e confusi. Non mi è mai fregato molto dei giudizi altrui. I social li trovo quasi inutili ancora non ho trovato una piattaforma in cui scambiare davvero opinioni, avendo rispetto, ascoltando e non l‘affermazione della propria ineluttabile verità personale. Persino chi si crede un colto è solamente un bullo da 4 soldi e ho un“opinione precisa del bulli. E perciò sto zitta ora che non ho voglia di cazzeggiare. Forse tornerò qui
 

son troppo buona.

A volte mi sembra di essere la bimba dei baci perugina,
mi faccio in quattro per tutti, dentro di me vorrei anche donare a chi non sta  bene quello di cui ha bisogno, poi però mi sento stanca e mi dico:
son troppo buona.

PS: è facciata quello che vedete dall'internette

E sti cazzi

E' come se tutto mi sfuggisse di mano. L'incubo che faccio ogni volta che dormo è quello di non riuscire ad arrivare alla meta, di essere in ritardo, delle cose che mi si sgretolano tra le mani.
(...)
C'è di buono che vedo ancora il lato comico di alcune situazioni.
C'è di buono che sento.
Il sentire è meglio del nulla.
Il nulla è il buio ed io l'ho provato.
(...)
Ecco. Siamo a metà mese. Il resto si vedrà.
E sti cazzi

io non lo so che colore hanno questi giorni, ma vorrei dei giorni con colori più belli e intensi

Non più la morte

La morte è un attimo che non conta niente,
la vita è quel che in realtà lasciamo come eredità.
E' questo che ho imparato dicendo addio negli anni. E' davvero un attimo e quell'attimo non lo voglio portare come un bagaglio ingombrante e pesante che sfocia anche i miei sogni, perché non ho mai avuto un sogno, un sogno bello in cui abbracci ancora una volta chi non c'è più.
Oggi tornando a casa pensavo a quanto vorrei che avessero ragione chi dice che c'è un dopo, un dopo fatto di energia, un dopo dove poter ritrovarci, sarebbe consolatorio, sarebbe come unguento su una ferita. Ma io non ci riesco. Io penso che è finita. Ed allora l'unica possibilità che ho io di onorare è ricordare.
Non più la morte.
La vita.
Il vissuto, il riso, il pianto e quella gioia che si intravede in ogni filmato che riguardo con emozione.
Sono stati i miei momenti di piena felicità quelli vissuti in quella casa in francia.
La morte è sconfitta.

Nessun senso

Quando sto per perdere qualcuno, allora rivedo tutto il vissuto insieme.
Proprio come succede nei film.
Banalmente.
Proprio come nei film mi commuovo. Poi mi addoloro.
E davvero non capisco il senso.

e il vostro orticello com'è?

In italia abbiamo un modo tutto nostro di percepire la violenza. Oggi quasi tutti sono rabbrividiti per un video di un bambino che viene trascinato via dal padre e dalla polizia.
No, non è un bel vedere. Ovviamente.
Ma rimango sempre basita che alla stessa gente non è fregato niente dei bambini nel deserto (basta che non vengano qui con i barconi) la stessa gente non sa che succede in iran, alla stessa gente frega davvero una sega di quelli in Africa o in Thailandia.
mah.
e il vostro orticello com'è?
Quando la vita ti da mille motivi per cadere, tu rialzati
quando i giorni sembrano bui e senza via d’uscita, tu spera,
quando le delusioni urlano più forte dei sogni, tu costruisci
quando le rughe solcano il tuo viso, tu sorridi,
quando ti senti solo, vieni a cercarmi,
ti parlerò di come fare a rialzarti, ma tu fa lo stesso con me.
Ne ho bisogno… Miglioriamo insieme!
Stephen Littleword, Nulla è per caso

Papà

Ho una pessima notizia da darti

Come vedi i tempi sono duri, non c'è lavoro e non crediamo che arriverà, questa è la tua lettera di licenziamento.

Non so che reazione ho avuto, è la prima volta che mi capita, non intacca la fiducia nella mia capacità di lavorare né di imparare.
Non ho il cervello pigro, mi adatto e mi appassiono.
Non ho pensato nemmeno per un momento che fosse colpa mia, mi stavo già alzando, mi hanno trattenuta.
Ho detto che non c'era niente da dire, ho firmato e son scesa.
mi hanno commosso i miei colleghi che mi hanno detto: come tu? no, non ci credo.
mi hanno commosso che qualcuno si è messo a piangere
Io no, ho aspettato di svoltare l'angolo.
Con silvia al mio fianco ovviamente.

Mi spiace per loro, per il nostro affiatamento, per come lavoravamo bene insieme ma, a parte i soldi per cui sarà molto dura, per il resto io ho riso molto anche con i miei clienti, lavorando si entra in sintonia.
Non so cosa mi aspetta.
Decanto questo licenziamento.
Poi vedrò.
Poi si vedrà.
L'unico fallimento sarà tornare dai miei genitori a vivere se davvero le cose si mettessero male.

*Scelgo l'immagine di Giuliana che mi sembra la più azzeccata.

La pazza



Questo quadro continua a starmi nel cervello come un fisso immagine.
Così son dentro.
Forse così appaio pure fuori.
Mi sento sempre più aliena, sempre più commediante, sempre meno me.

Le notizie sul mondo scorrono e non mi sorprendo più, mi indigno con la consapevolezza che non serve a niente.
Vivo camminando e a volte trascinando i piedi. Vivo e combatto. Ma il senso qual è?

E più la vita e gli esseri umani mi deludono più l'illusorio disincanto e l'indifferenza crescono. il giorno che scoppierà sarà un fiume in piena e io non la saprò gestire.

Non ho nostalgia di me ma ho nostalgia di quando sapevo scrivere quel che provavo.

il giorno del passato.

Puntuale è arrivato, lo so, lo so sempre però sempre mi sento fallita e sconfitta. Non importa quanto avanti io sia andata da quei giorni, oggi è il giorno del ritorno e torno indietro. E mi ritroverò ancora a spiegare i motivi, mi ritroverò ad ascoltare le solite minchiate che mi vengono dette come chi recita una preghiera in chiesa. Lo so. So che starò seduta e mi sentirò sperduta, non capiranno le lacrime, mi giudicheranno una poverina che ha paura per un nonnulla perché loro non sanno. Nessuno lo sa realmente, nemmeno chi c’è passato ha l’esatta percezione. Ognuno ha sentimenti propri, esperienze diverse, reazioni ed emozioni simili ma assolutamente diverse. Così sarà. Spero che passi in fretta. Ma ora sono in purgatorio ed espiare i miei peccati.

Noi vediamo ciò che scegliamo di vedere. dal film "Al di là dei sogni"
Il mio posto è stato già preso.
Sorrido.
Faccio tacere l'orgoglio, perché è solo quello che parla quando sento quella fitta allo stomaco.
Lascio parlare il cuore.
Non ha niente da dire.
Prendo il cappello che avevo lasciato sul sedile e scendo.
Credo che sia tempo di un altro capitolo, di altre cose nuove. Quelle vecchie mi son venute a noia.
siamo nel 2012 ma di strada da fare ce n'è ancora tanta per avere pari diritti e doveri.  a volte mi sembra che si sia preso una cantonata, il femminismo non è servito per far svestire le donne come vogliono o a far l'amore con gli pare, anche questo ma c'è altro. molto altro. far da bamboline non è mica far la rivoluzione, casomai un altro modo di essere sottomesse ad un ruolo già vissuto e rivissuto.

Non è giusto

E' vero si può vivere di poco e vivere lo stesso, lo abbiamo fatto per anni.
Però ti guardo, hai lottato tanto per avere quel poco in più ed ora non possiedi più niente, che te ne capita una dopo l'altra ed io non posso sollevarti di nessun peso.
E so quanto ti sta costando e so come ti fa sentire.
Ed è profondamente ingiusto che dopo 40 e passa anni di lavoro quello stato in cui credevi ti abbia deluso, che le promesse non siano state mantenute, che hai dato molto per non ricevere niente in cambio.

Sto assaggiando cosa vorrebbe dire stare sola. davvero. ed allora il giorno che arriverà quel momento non varrà la pena di vivere.

L'inquietudine

Io quando non ce la faccio più mi isolo. Poi quando tutto ricomincia a tornare normale ho sprazzi di lucidità.
Che son io che son il centro, l'artefice. Certo, se voglio, in poco tempo ritrovo una vita sociale e quindi credo di essere un pochino simpatica, ma nell'isolamento non c'è nessuno, se non poche persone.
Cioè mi accorgo che non vengo cercata, né chiamata, né contattata, ed allora è proprio in queste occasioni che mi rendo conto che ho attorno molti conoscenti e che forse, dico forse, non son stata brava a costruire rapporti intimi.
chiudo questo pensiero in un cassetto e vado al supermercato

Lode alla dimenticanza

Cri, tu porti rancore?
No, io no, dimentico.
Sei brava, perdoni.
No, io dimentico! Appena mi ricordo mi incazzo come se fosse accaduto 2 secondi fa.

Dice

Dice che è un modo per proteggermi dalla vita.
Dice che così posso restarmene rintanata.
Ho risposto che ogni volta la vita mi dà dei pugni che se ci fa attenzione si vede ancora la botta.
Dice il vero, forse.
Dico il vero pure io.

(Ho sempre ammirato i deboli perché hanno una forza incredibile a tirarsi su.
Noi, gente dalla faccia dura, alla fine siamo molli come un purè.
Basta un niente e cadiamo giù.)

Voi parlarne? mi chiede
No, non voglio. Cadrei e ora non posso permettermelo.

Chiusa in auto, la grandine si abbatte furiosa.


Durante il temporale in auto...

Flickr: DISAMISTADE_my life is a reportage!'s Photostream

Tienitelo.

Tienitelo.
io non lo voglio più.
Ogni bacio, ogni parola gentile, ogni moina, ha fatto perdere valore al posto. A qualcosa che doveva rimanere nel passato.
E' che io non credo più alle moine, ai baci e alle parole gentili.
Siamo solo icone, parole, carta
interscambiabili con altre
icone parole e carta straccia

cuore, anima e cervello

E partito tutto da un puntino su una mappa postata da un amico ed io inconsciamente mi son ritrovata su google maps a cercare per le strade quella casa bianca.
Ho fatto un viaggio virtuale e mi son ritrovata lì davanti a quel cancello in cui non abita più nessuno, in quella strada solitaria, e...
alcuni lo chiamano cuore, altri anima, per altri è solo cervello ma qualunque cosa sia, il mio è andato in frantumi ancora. Quante volte si può rompere.
Mai più.
Come un tamburo.
Mai più.
ma ho girovagato per le strade per un'ora da panettiere al bar, al cimitero alla casa in cui, oramai è certo, morirà pure lui.
nomi stranieri così familiari per me, mi son domandata che vita avrei fatto se fossimo rimasti lì. Ma poi è inutile pensare a cose che non sono, l'immaginazione è oramai rimasta in qualche antro del mio passato.

Niente imprime una cosa così intensamente nella memoria quanto il desiderio di dimenticarla.
Michel de Montaigne.

e purtroppo a volte vuoi dimenticare anche quanto sei stata felice.

il tempo è passato

il tempo è passato. L'unica cosa che è davvero passato è stato il sogno.
Ad un certo punto vivi alla giornata e non hai tempo, non hai voglia, non hai testa.
Tutto il resto è mutato immutabile

Quel che non faccio più

Le parole sono pietre che possono colpire e fare male, in questo io son molto brava. Potrei uccidere con solo parole.

Il blog

Da quando non ho più il mio amico, il blog ha ripreso il suo perché.
Riflettevo insieme a lui, insieme cercavo di metter insieme  i pezzi come in un puzzle.

Non so

Non ho ancora capito cosa sento,
so che la sofferenza l'annuso, sento i pianti, sento la miseria.
Non so ancora cosa proverò. So che sono caduti le migliori persone che ho conosciuto, gli stronzi son sempre là, son i migliori che vedo soffrire e a cui non posso dar nulla o far nulla, gli altri svaccati in una vita di indifferenza.
So che oggi son rimasta ferma al mio posto. Per oggi.
Domani dovrò trovarlo il coraggio per affrontare il dolore puro.
Vedo che il cerchio intorno è già stato creato, son lì a sostenere quei due ragazzi.
Un po' ho sempre invidiamo la famiglia di milano per questa loro capacità, di chiudersi, di fare come un balletto
a mani giunte formando il cerchio come per giocare a girotondo. Il cerchio si forma e tu ti senti protetto.
Ma solo quando i morti son i loro.
Se no, resti sola, in un angolo sperando che facciano il cerchio solo per amore verso te.
Ma son contenta che ci saranno per loro.

Cicatrici

Non è tanto che provi molto dolore per la perdita,
ma quanto il funerale comporti alla tua memoria emotiva.

vite miserabili

Ci raccontano favole da bambine, si parte da povere, reiette, orfane ma poi alla fine siamo felici e contente.
Tu non hai mai avuto nulla di felice, la tua vita è stata una scala di sofferenze, delusioni, povertà e malattie.
Sei stata una cenerentola, niente finale a sorpresa.

Lode alla vita.
Ma credo che esista un "destino" ingiusto per alcuni, che davvero non mi rassegno a dargli un senso

Io no

Continuo a scoprire cose di me che non avrei detto mai. Nel bene e nel male.
mi irrita molto che la gente dica, siamo tutti uguali, se c'è l'occasione si ruba e si pensa al piccolo orticello.
Spero di non scoprirmi mai così, per ora continuo a mandarli al diavolo e dire Io no.

3 volte

Continuo a non rifare gli stessi errori tre volte.

"ci stiamo sbagliando ragazzi"



Io capisco la disperazione, la voglia di fare vedere quanto si vale, ma così ci stiamo svendendo.
Svendiamo un'idea e la diamo in pasto a chiunque.
Sono prezzi di cui bisognerebbe vergognarsi.
C'è poi la questione che è tutto pubblico. Quindi io pubblico un'idea, non vinco, non mi danno quei 100 euro ma il mio progetto è lì alla portata di tutti. Copiabile. Usabile.
Mi hanno segnalato un altro sito inglese credo, la cifra si aggirava sui 1500 euro a progetto e la creatività era a disposizione solo del cliente.
Non so chi sia questo Giulio Ardoino, ingegnere, ma non ha idea del danno che anche lui arreca in questa professione già agonizzante e piena di stagisti sottopagati e sfruttati.

l'aliena

E' tornata questa sensazione, mi pare tutto strano, tutto fuori posto.
E' un posto che non riconosco, non mi diverte e mi fa venire voglia di andare a casa.
Ma casa non so più dov'è.

Faccio cose che non mi appartengono, apparecchio sorrisi e li do in pasto ai porci
L'autenticità mi pare troppo cara per condividerla, l'autenticità  è per pochi. Quasi nessuno.
E' cara e si paga un prezzo altissimo.

Strana la gente

Si sono tutti fermati vedendo un uomo morire di morte naturale su un campo di calcio.

Cambiano canale e girano la pagina ogni volta che fanno vedere i bambini morti in guerra.

amor proprio ed orgoglio

L'orgoglio ha sempre mietuto vittime.
Ma la vittima è chi lo prova.
C'è una netta differenza tra amor proprio ed orgoglio.

Mi chiedo ora come stai, ora che io non ci sto più. Se chi ha preso il mio posto è all'altezza o magari è anche superiore a me.
Mi chiedo che è successo se mai è successo qualcosa.
Forse è solo l'illusione che ci portiamo sempre appresso ogni volta che iniziamo un qualsiasi rapporto intimo, quella speranza che saremo amati e accettati, che saremo unici.
In verità l'unicità è per poche occasioni, per piccoli miracoli di affinità.

La fermata è arrivata. Sei sceso. Il treno parte.
Aspetto il prossimo passeggero che prenderà il tuo posto.
Perché è proprio l'amor proprio che mi guida, l'orgoglio lo lascio a te.

Facciamo cambio

Mi sono accorta che sto reggendo il personaggio che mi hanno affibbiato, o che mi son costruita, chi se lo ricorda più.
Solo che non mi ricordo più chi sono.
Cerco il produttore, il regista e l'autore per patteggiare un cambiamento di stile.

Non parlo

Quasi per niente. Davvero non parlo. Blatero.
Dei ritorni è bello il non dire niente di più.

il senno del poi

E a volte hai una rivelazione inaspettata.
Era sepolta lì da anni, forse la conoscevi da sempre, ma ne prendi coscienza in un secondo...
magari guardando le prime scene di un film tv.
E li ricordi. E sai il motivo di questi anni.
Sapere e conosce la ragione non se ne ricava quasi mai la soluzione.
Cazzo mi son sbagliata, ho messo cose preziose nella pattumiera.
L'unica certezza è che tanto andranno perdute.

Ho voglia di andare via

Ed invece sto qui. Incatenata dall'amore e dall'affetto. Dal dovere e dal bisogno.
Sto qui ma già non ci sono più.
E metto un piede dopo l'altro all'indietro, come un gambero. Facendo finta di niente, sperando che se ne accorgano.
Mi allontano inesorabilmente dal più niente da dire o fare.
Dalla brutto, dal meschino, dalla sfiducia.
Dalla disillusione mai sconfitta dagli eventi
Come  lo si dice addio?
io l'ho detto ai miei cari che son andati quando ho fatto in tempo. Un misto di cose mai dette. A volte.
Altre volte l'ho urlato e ho mandato via. Senza ragionamento, travolta dalla rabbia del tradimento o dell'abbandono.
Non ricordo di aver detto un addio consono. un addio tranquillo.
Quelli detti tra sé e sé non contano, è qualcosa che decidiamo o di cui prendiamo atto.
Non so come si dice addio alla fine.
ma so come si ascolta un addio.



Oggi non mi fermo.
Oggi scappo a casa mia.
Siete una coppia. Avete giurato, mantenete quel giuramento.
Oggi ho bisogno della mia casa.

Amicizie a tempo


Non credo nelle amicizie che scadono, che al primo intoppo se ne vanno.
E' vero quel che dice bic, che ci sono allontanamenti e poi ritorni.
Forse credo nei viaggi fatti insieme, ma la fine deve essere dignitosa.

Credo nei don chisciotte.
Credo in chi si espone per te e in chi ti crede.
Credo in chi c'è nonostante i tuoi difetti ma forse proprio per i tuoi difetti.

No, non credo nelle scadenze.

Questo è uno dei miei periodi in cui torno a casa, affronto i mostri, poi corro a letto per non pensare che domani saranno ancora lì ad aspettarmi.
Ognuno ha i suoi mostri, ma credo che i mostri insieme si possono sopportare.

Credo che davvero, dopo poche ore, niente mi faccia più male.

Credo di essere merce avariata.

mi fa male il cuore.

mi fa male il cuore. un tempo ci avrei scritto qualcosa di romantico, ora mi fa male il cuore davvero. fisicamente. come se quel macigno fosse diventato tangibile.
Ognuno davanti ad una malattia reagisce in maniera diversa. 
Ma te lo dico con qui, che non leggerai mai, sono stanca di essere lo sfogatoio.
Siamo soli. Prima lo impari e meglio reagirai. Le tue urla non faranno guarire nessuno.
io so che faccio il mio dovere, anche troppo a dire il vero. 
anche troppo. 
troppo.

E della musica ripetuta in questi giorni

Se sapessi qual è la mia meta, cosa voglio nel mio profondo, sono convinta che farei ogni cosa per provarci.




Titolo del post

Ad un certo punto tu diventi "l'uomo di casa".
Specie se sei figlia unica, specie se non hai un marito o un compagno.
Sei tu quella che deve star sull'attenti, non piangi più, continui ad andare avanti non osando nemmeno di chiedere aiuto a qualcuno.
perché non c'è nessuno che ti dà quella sicurezza che solo la mano grande di un padre ti dava.
o l'abbraccio di chi davvero ti ama.

A volte non ascolto la musica perché mi spezza il cuore.
A sentire il cuore non son più abituata.

Il potere delle parole. presunto stupro

i giornalisti che dicono "presunto stupro" riferendosi a quella ragazzina pestata a sangue e lasciata sulla neve dovrebbero vergognarsi sara t.

 e comunque avete un curioso modo di spostare l'argomento: dal "presunto" stupro al diritto all'informazione alla definizione di reato; questa tecnica la conosco, scema io che ci son caduta: "quando non hai ragione nel merito, slitta la discussione un po' più in là". Direi che è ora di lasciarvi alle vostre verità. Voglio solo sperare che non siate davvero così [inserire aggettivo a scelta] da non capire che la parola presunto nasconde tutto un sottotesto inevitabile e offensivo - Livia [Mrs Bubba]

il disinteresse

C'è qualcosa in stato di coma in me.
Credo sia il mio solito modo di costruire barriere. Son un bravo muratore. Metto mattone su mattone ed ad un certo punto ritorno non sento niente.
Lascio da parte società, politica, quotidianità. Penso solo ai passi da fare giornalmente. Non faccio più bilanci. Non lascio che la speranza possa darmi qualche illusione.
Illusione poi disillusa.
Mi servirebbe un miracolo. Uno di quelli ai quali la gente crede. Qualcosa di bello. Qualcosa che mi faccia "sentire".
Nemmeno le menzogne mi scuotono, l'unica cosa che mi scuoto sono le spalle di fronte alle nevrosi della gente di internet. Le nevrosi nella vita fisica son diverse, son gestibili, son leggere. Credo che la solitudine di una tastiera tenda ad ingigantire tutte le frustrazioni.

Lettera d'amore #8


Virginia,


io non lo so se si sparisce così, da un giorno all'altro. Forse sarebbe più giusto dire "da un'ora all'altra" anche se sono certo che - qualora fossi proprio costretto a catalogare la tua sparizione in un intervallo temporale - ecco, direi che tu sei sparita da un minuto all'altro. Non so se si sparisce così, ma ho il sospetto che non sia giusto.
È vero, ti ho conosciuta all'improvviso. Non ti ho vista seduta da sola in una soffice poltrona di una libreria del centro, né ti ho seguita con lo sguardo mentre salivi su un taxi nella piazza che mi ha visto crescere. Io ti ho conosciuta come si conosce la vita, ti ho sbattuto contro come gli alveoli di un neonato vanno dritti verso l'aria aperta. E, mentre ti sbattevo contro, i tuoi preziosissimi appunti prendevano letteralmente il volo. Li guardavamo entrambi sparpagliarsi sulla neve sporca di un inverno che non faceva sul serio.
C'è una condanna che la tua sparizione mi commina: consiste nel credere che tu sia assente. Così c'è una condanna che la tua assenza mi commina: consiste nel credere che tu ritornerai.
Sono il bambino innamorato della compagna di banco costretta in casa dalla varicella.
Sono un vecchio che aspetta una morte che è assente da ottantaquattro anni.
Sono una madre che aspetta un bambino nel primo giorno di primavera.
Sono il tuo amore per me che hai deciso di fare assentare da scuola senza prendere il libretto delle giustificazioni e firmare e dirgli "sì, oggi stai a casa ma domani fili in classe".

Tuo,
Roberto

http://indirizzoinesistente.com/home.html

Isola del giglio

Eppure hanno l'intelligenza, hanno pure la sensibilità, ma non hanno discernimento.

Se ne sta parlando, ad un certo punto lei abbassa la voce e dice:
certo è napoletano.
Abbassi la voce perché lo sai che te ne devi vergognare ma nonostante questo non ti limiti.

Ma porca vacca, ma è mai possibile che nel tuo intimo tu sia così piena di pregiudizi nemmeno vissuti ma solo assorbiti per osmosi?

Almeno che i tuoi pregiudizi siano per vita vissuta
il senso della morte di un giovane
non lo capisco.

non lasci niente.
solo dolore,
non è aratro
ma asfalto freddo.
Lasci il vuoto
che gli altri sentono
Alcuni si illudono che la loro vita sia fonte di interesse da parte di altri.
In realtà non è così,
ma per nessuna ragione al mondo vogliono ammetterlo con loro stessi.

Io faccio parte dell'altra categoria.
Quelli che si meravigliano dell'interesse altrui

la resa

E' la fine.
E' quando proprio energie non sai più dove trovarle
e viaggi da reparto in reparto con una speranza nel cuore che sei talmente abituata a vederla disillusa che non la chiami più nemmeno speranza
Poi c'è questo non riuscire a respirare che mi accompagna da giorni, settimane, questa rabbia come una sorella gemella.
Ti segue ad ogni passo. Perché non c'è mai sollievo. Perché sono arrabbiata e la rabbia mi tiene in vita.
ma sono stanca.
Non ho mai amato molto le persone.
Non trovo conforto negli altri.
Purtroppo

Lei sta tornando. La sento. Son così tentata di cederle.
E' tornata. Non credo che rimarrà a lungo. per ora qualche volta mi tiene compagnia.
Niente mi dà quella sensazione di onnipotenza, pulizia, finalmente un po' di pace.
Questo è il mio momento che ogni cosa è troppo. Troppo. Non riesco più a gestirlo.
E' troppo.
E son stanca e arrabbiata.
Sento il gusto dolce della resa.
E il resto è niente.

Lettera d'amore #7



Luca.
Te lo scrivo perché non te lo so dire.
Mi è sfuggito di mano. Credevo di essere capace, di potermi fermare in tempo. E invece ora ti amo.
Cosa facciamo?
Sentivo che stavo precipitando sempre più velocemente verso di te, e allo stesso momento sapevo che non avrei mai potuto raggiungerti. Non mi sono voluta fermare. Non mi sono sentita così viva da tanto, tanto. Una gioia talmente grande che non poteva essere sbagliata.
Ma adesso, cosa faccio?
Adesso che non c’è nient’altro, solo il fatto che ti amo, dimmi: cosa facciamo adesso?
Cri

(I postini raccontano di lettere perdute, di consegne mai effettuate, di indirizzi inesistenti, di parole che prendono polvere su vecchi scaffali. Le lettere d’amore, spesso, non arrivano a destinazione. I destinatari cambiano indirizzo, vanno ad abitare lontano; a volte non rispondono al campanello, nonostante il postino suoni sempre due volte. Una mattina ci siamo svegliati e abbiamo pensato di fare un giro tra gli scaffali impolverati, ricopiare queste lettere e mandarle a persone che avrebbero sicuramente apprezzato)


http://indirizzoinesistente.com/home.html
La malattia terminale non dà scampo.
L'eutanasia è una scelta, una scelta perché magari il malato non può suicidarsi da solo.
Il cancro, la sclerosi multipla, tutte le malattie inguaribili non possono essere equiparate ad una depressione. Perché dalla depressione si esce.
Non lo trovo giusto.
Non è suicidio assistito ma omicidio. Alla stessa maniera di quelli che si son fatti mangiare dal cannibale.

Aggredito in pieno centro a Milano

Tre ragazzi di una banda che sono diventati in tanti e hanno dato sfogo a una violenzasenza significato. Spintoni e pugni, tanti pugni, senza che nessuno venisse a difenderci


Difenderci.
Questo, più del reato, mi infastidisce.
Davvero vivo in una città così?
La paura e l'indifferenza prendono il sopravvento?

Io non voglio vivere così. 
Io non voglio una città così. 
Io voglio continuare a sentirmi sicura almeno di pomeriggio, quando c'è tanta gente, gente che magari prende le tue difese, chiama qualcuno, si intromette.

Già è stancante aver paura di notte se sei sola,
è vergognoso che si continua a non aiutare gli altri.
Nemmeno facendo una telefonata alla polizia.

Le aggressioni. Se la gente cominciasse ad intromettersi nelle ingiustizie quotidiani, magari, dico magari, questi branchi intolleranti che circolano in giro...
Mi chiama.
Dice che cammino curva, come se avessi il peso del mondo sulle spalle.
Piange.
Io non so che dire.
E' la verità.
Passerà.
Forse un giorno, zac, lo farò passare io.

Non sopporto più nemmeno un granello di sabbia in più sul mio zainetto.

Il buio si avvicina sempre di più
non riesco più a scappar via
anzi mi sembra un posto eccellente per tornare a dormire.
non c'è più nemmeno poesia in me.
nemmeno una parola.
nemmeno uno scenario.
io non mi voglio bene.
ci sono troppe cose che faccio contro me, anche inconsciamente.

questi sono i giorni di tirare su le coperte e rimanere lì sotto o in alternativa
infilarsi a sacco il poncho e non sentire più niente
Sembra che io lo ripeta troppo spesso:
non ce la faccio più.
Poi ovviamente si va avanti.
Ma il mio corpo è qualche mese che mi suggerisce che manco lui ce la fa più.
Basta con le attese, con gli esiti che non arrivano, il senso di colpa perché non si fa mai abbastanza, il senso di fallimento in ufficio, la malattia che bussa sempre più forte e sempre più spesso.
Basta con la diplomazia, questo paese che non mi piace più, con il mondo dei furbi, dei maleducati, delle troie e dei venduti e comprati.
Basta.
E' che sono stanca.
Dentro.
Fuori.
Tutto intorno.
Ma son io che mi devo occupare di me e mi porta rabbia, perché alla fine, non c'è mai nessuno intorno.
allo specchio, con fatica, mi riconosco. Nelle foto no. Penso, ma chi è quella?
mi fido di voi che dite che sono così. Certo che son brutta forte.

E' che ho finito i gettoni.


Eppure pensavo di averne per sempre.
Guardai quel sacco così grande di gettoni, di pallottole, di palline colorate. Mi parve che mi potessero durare un'eternità.
Colpii palloncini, colpii anatre, colpii il centro. Il centro di ogni cosa. Ed ogni cosa poi risalì, come una giocattolo a molla.
Ma non mi arresi e tentai ancora e ancora.
L'inconsapevolezza, i sogni, le speranze.
Colpii con incoscienza.

Ho perso. O forse non ho vinto niente.
Non ha importanza la differenza in questo momento.
Forse il gioco è truccato e mi hanno fregata.

Ma ho finito i gettoni. E quindi il gioco è finito.

Comma ammazza-blog. Post dedicato a Gasparri & C.

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.


Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

QUI l'articolo completo

La Lista

La chiamano Listaouting.
La prima cosa che ho provato è soddisfazione. Lo ammetto.
Ma non perché mi interessa chi va con chi, ma per giustizia.
Non si può inneggiare all'odio di chi è diverso da te, non si può nemmeno essere ipocriti quando sei una persona (non un personaggio) pubblica che dice falsità.
Seguendo gli eventi poi, ho pensato, forse mi sbaglio.
Se c'è tanta gente che stimo che dice che non è giusto, allora forse mi devo fermare a riflettere.
ho riflettuto.
Non è la lista dei nazisti.
Non è nemmeno un'offesa.
Mi hanno detto: sei lesbica.
Ho risposto, purtroppo no.
Per me diffamazione non vuol dire solo che non è vero, ma che offende.
Non si è offeso nessuno.
Vero o non vero che sia.
Il punto è che con la storia dell'essere migliori di coloro che denigrano, gli stiamo facendo fare quel che vogliono.
No, non voglio essere migliore. Mi butto nel fango insieme a te.
Se fai parte del mio governo, se in qualche modo mi danneggi, allora mi butto nel fango e lotto sporcandomi.
mi manchi.
mi manchi come un profumo appena percepito.
mi manchi perché mi obblighi a volermi bene
mi manchi perché prima c'è il tu e poi c'è l'io, quando parli con me.
Ti metti un po' di fianco e mi fai posto, tanto posto,
solo per me
attento a tutto quel che sono io 
che dico
che scrivo
che vivo
attento a me.
io che non mi ritrovo e ce mi ritrovo solo quando ci sei te che ascolti.

son stanca di volare
mi fai scendere un pochino e tornare ad essere un gatto solo per un po'?

Quel che rimane

Loro parlano, discutono.
Io mi rendo conto che mi sto dimenticando com'era. Che non son stata IO per troppo tempo oramai o forse c'è stato troppo IO.
Lui mi guarda e mi dice: sei stanca.
Quando ci si conosce ci si riconosce.
lui mi ha riconosciuto.
Niente rabbia, niente di niente, solo la stanchezze e la resa.
Lo specchio lo evito in bagno,
lo specchio che mi rimanda quel che io voglio evitare di ricordare
non ho tempo
non me lo posso permettere.
Se solo potessi permettermelo
ne rimarrei uccisa.
Per quanto io non abbia più paura di niente
almeno quel poco che è rimasto
devo salvaguardarlo.

Quella mia ingenuità.

Pensavo che ogni amplesso fosse un orgasmo, che l'amore mi fosse dovuto, che il mondo dovesse a tutti qualcosa per il semplice fatto di essere nati.
Lottavo con la forza della speranza non con quella della rabbia.
Quella mia ingenuità mi manca.
Perché mai vogliamo così tanto crescere?

A parte questo ho tutti i sogni del mondo.

In questi giorni ho pensato che è un sollievo non possedere nulla. No, davvero ho solo una vecchia auto rossa mia che non vale niente.
E mi è venuta in mente la poesia, pessoa forse.
Pensavo di averli finiti.
Ed invece no, ne ho solo più grandi. Ho smesso di sognare cose semplici, come da ragazzina. Che so la carriera, l'amore.
Ora sogno un mondo migliore, sogno e davvero ci credo fortemente che dopo il buio arriverà. Nel momento che l'essere umano sarà spacciato diventerà migliore.
Ho solo sogni più grandi.
E forse sono i più belli.
una piccola parte della Famigghia
Eravamo felici?
Non lo so.
A quel tempo forse no, ma nel ricordo dell'infanzia le cose si addolciscono e ogni cosa è intrisa della comicità che viene dal ricordo.
Ci ho pensato oggi, il mare. Le case in affitto in tre famiglie minimo.
Papà che mi insegnava a nuotare ed io pensavo volesse affogarmi.
Il salvagente, i braccioli e poi le pinne.
Nuoto ancora così, come se avessi le pinne ai piedi.
L’incanto del mare sott’acqua in cui c’erano ancora mille pesci diversi.
Mamma e il formaggio sul fornello. Era buono, forse perché era fatto di amore.
E i cugine, quella enorme famiglia.
Le lumache se pioveva, dividersi i soldi se mancavano, i viaggi in treno infiniti.
Il canotto e il nonno che era sopravvissuto alla guerra ma che aveva paura dell’acqua.
C’era sempre molto rumore. Un chiacchiericcio continuo.
Le balere e loro ubriachi.
Ci ho pensato tanto.
mi son detta, ora li chiamo quei cugini, quelli che io ho imboccato. Quelli dell’aeroplano per farli mangiare. Quelli dei giochi e dei dispetti.
Castelli di sabbia e pane e nutella.
Ma siamo cresciuti.
Non abbiamo più niente da dire, da condividere.
Che rimanga lì il ricordo, in quelle foto ingiallite, in quei filmati senza suono. Cristallizzati nel tempo della mia felicità.

Ho nostalgia della mia giovinezza.
Dell'ingenuità, del mondo ai miei piedi, del tutto e del niente che avevo.
E di tutti quelle infinite possibilità che mi pareva di possedere, il poter rimandare perché, pensavo, di possedere tempo infinito per ogni cosa.
Ieri, cercando foto, vi ho ritrovati.
Quando la smetterete di mancarmi. Vorrei potervi tirare fuori da quelle foto per un ultimo abbraccio.
Ogni grande cambiamento nella storia, è stato accompagnato da una persona che poi ha fatto da calamita ad altri uomini.
Ma una frase è stata ripetuta a tutti negli anni: tanto non cambierà mai niente, è inutile.

*Per fare un esempio oggi c'è un presidente nero alla casa bianca.
Preferisco indignarmi ogni giorno, che arrendermi.

Lezioni

Alla fine ogni esperienza serve no? per conoscersi un po' di più.
Non sono più capace di scrivere di sangue e anima, son più razionale.
Infatti il blog, alla fine è più brutto.
Il salto nel mondo c'è stato. Il mondo è per tre quarti un posto che non fa per me.
Life on mars è la canzone che davvero mi rappresenta.
But the film is a saddening bore
'Cause I wrote it
ten times or more 
No, preferisco i grandi spazi ai piccoli centri, che ancora e ancora per quanto mi sforzi i film di pierino non mi fanno ridere né le coesioni dei molti contro pochi.
Non riesco a prendere alla leggera nemmeno comportamenti da sedicenni da persone adulte, ne ho da leggere a iosa sui giornali ogni giorno.
Che persone che inneggiano alla tolleranza poi si scannano per sciocchezze, che i più talentuosi rimangono in un angolo e scrivono per loro stessi. Incuranti, forse, del numero di lettori.
Ed è così che son asociale, di quell'asocialità che mi ha insegnato l'educazione, forse un po' falsa, di essere al massimo cortesi con chi non si conosce. 
E la debolezza di prenderla per il mondo che mi sembra ingiusto.
Sempre e comunque.
Da ogni angolazione io lo guardi.

Ah signora mia

"E no, a casa io stira, pulisco i vetri. Mica sono lavori da uomo." Cit

E certo ora ogni volta che un uomo pulisce i vetri gli cade il pisello

Falcone, Borsellino e gli altri

Mi chiedo perché bisogna morire per ottenere credibilità in questo paese.
Forse perché così non si sentono sporchi, si sentono nel giusto.
E' impensabile che qualcuno di onesto sia rimasto ed allora dobbiamo infangarlo in tutti i modi, allora via con la pulce all'orecchio.

Se tu stai nel fango, sei sporco lo stesso.
Io son pulita.
Altri son puliti.
E non basta dire: hanno fatto soldi, hanno fatto carriera. Perché è come dire che in italia la si fa solamente imbrogliando ed io voglio ancora sperare che non sia così.

L’arte di Essere (se stessi?)

Ispirato da Ful

Io sono me stessa così tanto che altro non potrei essere, progetti no grazie.
Dai piccoli ai grandi ho imparato che nulla va come deve andare e che tutto cambia, irreparabilmente in un momento.
Il momento lo vivo perché so che qualsiasi cosa sarà passerà, come sono passati tutti i terremoti. Non ho timore di niente, perché niente mi fa paura.
Forse ho timore di non sentire.
Ma dicevo, sono me stessa ora, per cosa son diventata come lo ero dieci anni fa e non sono più. E' un mutamento. E' un divenire della persona. La più grande scoperta sono io. Ogni giorno.
Per il resto, hai ragione.
Meglio vivere di ricordi che di immaginazione.

* solo gli stolti non imparano dai propri errori.

La speranza

"Mi assumo la piena responsabilità di questo, gli elettori mi giudicheranno".



una volta sola, lo vorrei sentire dire anche in Italia

L'emozione


E' partito l'ultimo shuttle
L'Atlantis è stato lanciato da Cape Canaveral

Nirvana

Cominci un viaggio, difficile e lungo.
Immaginate una mongolfiera.
Si sale con un carico, ti sembra che tutto ti tornerà utile, che di tutto hai bisogno.
Nel viaggio osservi a lungo ogni singolo aspetto di ciò che ti sembrava necessario e ti rendi conto che non lo è. Se lo tieni cadi giù ed allora lo butti via.
E così via via, tenendo conto del vento, a fasi alterne butti cose, persone, luoghi, pensieri, dolori.
Un viaggio che dura anni fino a quando ti ritrovi tu da sola. Sei talmente scevra che ti sembra di essere ricca.

il disfattismo e il qualunquismo hanno perso

Io non facevo la fila da anni per andare a votare. Ieri son rimasta sbalordita dalla gente, persino un vecchino che non ricordava più le schede e le cabine ha chiesto lumi.
No, ecco, il mio è un paesino di vecchietti. Il parco davanti a casa mia, un tempo pieno di "noi" oggi è vuoto, giusto qualche nonno con i nipoti, qualche cane, una decina di giovani ma in confronto a quanti eravamo noi son davvero pochi.
Non pensavo, che, con la malainformazione, senza internet, senza giornali, senza una buon passaparola questo paesino si sarebbe svegliato.
No, io non ci credevo più.
Non ci credevo che la gente davvero cominciasse a svegliarsi dal lungo letargo. Per me era marginale i Sì e i No (dei risultati di Milano non sono pienamente d'accordo) ma li accetto.
Astenersi è perdere.
Perdere il diritto a dire la tua, perché non parlare è non avere un'opinione.
Con il referendum è stato provato che forse non ci importa che cosa ci sta propinando il premier (che poi si è dato lui la denominazione) e la corte, che forse non ci si crede più, che le sue barzellette non fanno più ridere, che a noi se bossi ce lo ha duro non ci importa perché abbiamo problemi seri e veri da affrontare.
Forse sono i giovani senza più scuola, futuro o ricerca che hanno fatto la differenza tra queste e le elezioni scorse.
Forse fahrenheit non ha più presa, i reality vanno giù a picco, le tette cominciano ad annoiare e siamo affamati di contenuti.
Forse siamo solo affamati.
Credo che quando si comincia ad avere fame e quando si è arrabbiati per questo, le corse, forse e dico forse, cambiano.
Non so se è cambiato il vento, di leader non ne vedo, ma è tristemente vero che oramai inneggiamo a persone di buon senso senza veder più l'appartenenza politica.
Diffido ancora ma un'altra piccola speranza ce l'ho.
Che venga il giorno in cui ci sarà il Basta.

E che sia, basta bugie, basta telefonate alle trasmissioni, basta baciamano, basta festini, basta prese per il culo da tutto il mondo, basta la vergogna nell'accogliere un noto dittatore, basta parrucchini e basta leccaculi vergognosamente pagati, basta "è colpa tua", basta stronzate.

Vi ha fottuto. Degno successore di Craxi è ora di metterlo alla porta.

Non avete votato? No, non avete detto no. Siete stati in un angolo ad assistere e quindi ora continuate a tacere. L'astenenersi non è un voto.
Vi hanno mentito e ora ogni volta che parlerete dei 4 quesiti qualcuno vi dirà, taci non hai diritto.

Confusione

Di tutto quello che sto passando credo che la cosa che mi sorprenda ancora e sempre è la forza. Dal fare l'infermiera ad altre cose.
Può distruggermi il cuore ma se devo far una cosa, la faccio.
A volte ti senti così piccola. Ti senti così sola. Fisicamente sola. Perché vorresti una sacrosanta mano.
Ma le cose vanno così e anche se borbotto un pochino, poi vado avanti lo stesso.
Altro giro, altro setaccio.
Altre cose che ho capito. Sulle cose che voglio ma soprattutto su quelle che non voglio.
Che poi ci sono quei messaggi che sembrano nulla ma che mi danno forza, quelle mail, quelli che mi fanno sapere che mi pensano.

Di tutto quello che ho passato non basta mai dire che ci vogliamo bene.

Chi è amico di tutti non è amico di nessuno

Preferisco chi si prende la responsabilità anche di risultare antipatico, preferisco chi discute, chi dice la sua con coraggio, preferisco chi mi manda al diavolo, preferisco chi non tiene rancore, preferisco chi non ha paura.

Il titolo del blog è esplicativo

Disillusa ma non troppo. Un po' ci spero ancora.
Sempre.
Spero in sorprese, in cose belle, nel giusto.
Lunedì questo per me si è avverato.
Buon senso e onestà.
E milano si è rimpita per festeggiare e stavolta non erano i mondiali.

Foto by

il sole

C'è un momento in cui pensi che sarebbero bello arrendersi, lasciarsi andare, non fare più niente, non combattere. Stare lì. Magari guardando in faccia il sole ed accecarsi da non veder più né brutture.
Io che ho sempre viaggiato leggera, mi ritrovo uno zaino che giorno dopo giorno si riempie, mattone dopo mattone diviene sempre più pesante.
Ed è in quel momento che ti senti come una tartaruga in bilico, tra poco cadrai all'indietro e forse davvero potrai accecarti di sole

Presa di coscienza.

Non mi tocca più. I problemi son altri. Mi capita di ritrovare la mia 'vecchia' amica solo per le preoccupazioni e il mio volerle controllare
Ed infine ho avuto amore.
Amore vero.
Che niente e nussuno potrà mai intaccare, che vive di sicurezza, che non ha niente di cui temere.
Che vive di sé perché di niente altro ha bisogno.

Il male

Ho avuto il male. Il male vero. Quello che mica lo puoi liquidare così. Quello del dolore profondo, quello che ti sembra di cadere nel nero più profondo in cui non c'è luce né scampo.
In cui se cadi in ginocchio è perché è la morte e la malattia che ha vinto.
E da quel pavimento o ti rialzi da sola o caschi giù per terra, come il mondo.
Ho avuto uno stalker, oramai è uso comune averne almeno uno nella vita a quando sembra.
Sembra che non si abbia più diritto di lasciare un uomo senza che questo provochi conseguenze.
Le calunnie, le diffamazioni, i dispetti, l'intrusione.
E cambia numero di telefono e guardati dietro.
La rabbia fluisce copiosa, perché il tuo mondo è fatto di libertà e non puoi fare niente per difenderti se non rimanere indifferente e abbandonare le tue abitutini.
La cosa più strana che mi son sentita dire: Posso far qualcosa per te?
C'è l'ignoranza. L'ignoranza è serpeggiante. Non si vuole scavare, comporta tempo e impegno, e non si ha voglia. Allora è meglio credere a Trota, Ce l'ho duro, Il re, la corte e tutti i suoi giullari. La cosa che mi indigna è che troppo pochi ancora si indignano

I giorni dell'attesa

Sembriamo tre automi.
Io cerco di mettermi al centro, ho il potere dell'amore, quello che per me si fa tutto.
Ma resta la confusione, la paura, la stanchezza.
Siamo stanchi. E più facciamo finta di niente e più stiamo male.

Di questi giorni

Ho visto un uomo portato via perché dissentiva.
Ho visto gente invece pagata per urlare Evviva.
(Processi Berlusconi)

I giorni dell'attesa

Ritornano i giorni dell'attesa. I giorni in cui ti pesa non avere qualcuno a cui appoggiarti.
In cui non puoi essere figlia ma indossi ancora una volta i panni logori del soldato sull'attenti.
E non importa se il tuo stomaco oramai è un pugno stretto che fa male, non importa se ogni singola parte di te stessa chiede pietà, se il corpo si ribella a ciò che la mente deve fare.
Per ora devi fingere. Fingere che sei figlia e prendi le veci del capofamiglia, in cui consoli e con pazienza dai speranza anche se tu per prima sei presa dal panico.

E' in questi momenti che avresti voluto un fratello o un uomo.
Perché era tuo padre che prendeva in mano la situazione, che proteggeva, che riportava quel senso di serenità e di protezione con una mano enorme che stringeva la tua. Che era come un pilastro a cui aggrapparti e rimaneva immobile anche se intorno c'era la tempesta.
Ma non c'è nessuno.
Prendo i colori e mi pitturo la faccia.
Che almeno fuori si veda che son in guerra, che sono disposta anche a frantumarmi.
Senza nessuna carità verso me stessa.
Ho letto che il blog non deve essere un diario personale.
Ho letto ultimamente un sacco di cavolate su regole e affini.
Posso rimanere basita per il modo in cui alcuni usano i vari strumenti di internet, ma credo fortemente che ognuno debba e possa fare quel che vuole del suo spazio.
E questo è il mio spazio.
Lo spazio, sì oramai molto cencusato ed ermetico che non ricorda nemmeno lontanamente Il cuore in equilibrio, ma rimane mio.

la morte di osama bin laden

A dirla tutta ieri mattina la cosa mi ha lasciato indifferente.
Non capisco le implicazioni ancora, a parte la vendetta.
La cosa che mi ha lasciata più perplessa e quanta brava gente che assale il prossimo come niente punta il dito contro chi ha manifestato negli stati uniti, chi ha gioito, chi ha festeggiato per strada.
Si dimentica quanto fu doloroso, quanto fu scioccante, quanto terrore ci fu  nel 2001.
Io ero in Italia e ne rimasi sconvolta, non posso nemmeno immaginare cosa fu per loro.
A parte il dolore per amici, parenti, cari. Nel vedere le persone buttarsi giù, nel sentirsi indifesi nella propria città.
Certo un assassino è uguale e preciso a persone che vanno a lavorare. Vuoi mettere? Ci furono festeggiamenti per più di 3000 persone morte, civili.
Ma loro non possono festeggiare e gioire per un assassino.
Come siamo bravi a giudicare. Come giudichiamo tutto e tutti.
Anche per gheddafi si è passato dal "dobbiamo fare qualcosa" al "l'italia ripudia la guerra". E allora decidetevi.
Sì, assomigliate a quei salotti in cui si parla di tutto e del niente, solo per passare tempo.
E siete gli stessi che mettono alla gogna una persona perché ha sbagliato a scrivere un verbo.
Che scrivono "devi morire male".
Hanno ancora peso le parole o è solo e sempre un passatempo?

Il matrimonio di William e la beatificazione

In questi giorni mi sembra di essere stata catapultata nel medioevo.
Guardo quelle immagini e non capisco. Non capisco perché mai ci sono ancora carrozze ma peggio, perché mai la gente scenda per strada per acclamare qualcuno che non ha nessun merito se non quello di essere nato.
Mi chiedo se ai giorni nostri abbia senso una monarchia, qualcuno che proclama di avere il sangue blu.
Blu?
Eppure la gente è felice, felice che ci siano questi personaggi che vivono nello sfarzo, che sentono superiori. Superiori?
Tutto questo mi lascia perplessa. Il mondo mi lascia perplessa.

E domenica ci sarà la beatificazione del vecchio papa wojtyla.
Cercate di vederlo con i miei occhi da atea, mi sembra un rito tribale.
Un morto che viene beatificato da chi? Dagli esseri umani.
Quindi gli uomini decidono che questa persona, dopo morto, si possa pregare ed essere raccomandati a dio.
Mettiamo pure il caso che dio esista, non era suo figlio che diceva che tutti siamo uguali agli occhi del padre?
Un dio muto e comodo. Comodo perché così silente, gli uomini in nome suo posson fare quel che pare loro.

Attraverso i miei occhi, tutto questo appare folle.
L'umanità è folle, la maggioranza non si è evoluta a stadi più alti di razionalità e vive nel medioevo perché trova conforto in tutto questo?

10 anni e più

E' dal 1999 che non c'è giorno in cui mi alzi senza una novità nel mio corpo, un nuovo fastidio, un nuovo tarlo. L'ho messo così in punizione che oramai anche se lo coccolo rimane lì nell'angolo in attesa di un altro colpo inferto da me stessa.

Pensieri distorti

Quando non son più io a curare, a fare attenzione, ad annaffiare allora muore.
Muore perché dovrebbe essere cosa reciproca.
Se non ci penso io, ci dovresti pensare tu.

Sto facendo i conti con me, ancora una volta, perché in fondo non basta mai.
Se non cerchiamo di imparare qualcosa da ogni nostra esperienza, è stata vana.
Mi colpevolizzo sempre.
Ma anche no.
Io ho il potere.
Magari non ho il potere di far sacrifici, ma ho il potere di tenerla sottocontrollo. Oramai da 3 anni.

Ah signora mia

Tralasciamo tutto quello che sta succedendo nella nostra Bell'Italia che è bella solo se hai un pacco di soldi se no son dolori.
Tralasciamo pure il mondo politico, perché ti politico non c'è più niente.
Parliamo di senonoraquando.
Parliamo che oramai dire ad una donna femminista è insultarla, perché non si sa mai che poi non trova l'uomo.
Parliamo del fatto che pensano di essere libere di far vedere tette e culi perché loro sono ironiche o artistiche, no è sempre l'ultima spiaggia per trovare l'uomo.
Parliamo che oramai si chiamano tra di loro puttanella e affini perché fa tanto figo e nel frattempo non si sa mai che attiri l'uomo.
Parliamo di quelle che fanno tutte le gne gne, che fanno finta di essere ignoranti e stupide, perché si sa che poi hai quei 3000 commenti sotto, appunto, dei maschi.
Parliamo che esiste pure un premio per essere scopabile e ci si compiace per averlo avuto.
Parliamo di tutto questo.
Ma no, meglio di no. Che poi divento moralista e vecchia.
Devo, ho bisogno di cambiare tutto.
Ho bisogno ma non riesco a far un solo passo avanti, perché?
cosa mi sta bloccando?

E poi esplodo. Ieri mi sono ricordata il male e l'abbandono. Come al solito. No, ora potete stare pure dove eravate a settembre. Dove siete stati a ottobre.
Provo rabbia, niente di ché, ma solo quando mi ricordo.
No, il sangue non è amore
I tulipani bianchi stanno morendo ma indomiti rimangono dritti e non si piegano.
Dovrò tirarli via dal vaso di vetro e buttarli via.
Tanta resistenza, però, dovrebbe essere premiata, vorrei avere il potere di curarli.
Mi mancano alcune persone che son buchi profondi, senza consolazione, solo la certezza di non poterli mai più rivedere.

Mi mancano alcuni altri. Nel quotidiano. So che ci sono ed io aspetto paziente come loro hanno fatto con me.

E' un periodo difficilissimo. Ma son brava a gestire il dolore.
E son certa di una cosa, anche la rabbia è meglio del vuoto. Chi non ha mai provato il vuoto non può comprendere.

La libia e tutti gli altri

Io la guerra la voglio fare. E no, non perché son cattiva ma proprio perché non si può stare senza far nulla di fronte a bombardamenti su civili che manifestano.
Io la guerra la farei per ogni arrogante che si pone al di sopra dei tutti. Per ogni che lede i diritti di un essere umano.
Io la guerra la ripudierei, perché credo che la guerra renda tutti animali, ma non essendo un mondo felice allora è il caso che noi Sì esportiamo non la democrazia, ma la libertà (anzi gli altri, noi siamo sotto effetto Fahrenheit 451).
So che è ingiusto, ma so anche che se il mio vicino di casa sta massacrando la moglie o i figli io intervengo.
Ognuno è responsabile delle proprie scelte. Devi scegliere ed affrontare anche i sensi di colpa poi.
Ma non è in alcun modo giustificabile rimanere senza far niente, come facciamo sempre di fronte all'africa, all'iran, cina  e a tanti altri che giorno dopo giorno vengono massacrati.
Nemmeno per i vostri sporchi soldi.
Pensavo di averlo saldato il conto, almeno per ora.
Ed invece no.
Invece torni sempre a presentarmi un'altra rata di quel che io non so più se posso pagare.
E io torno ad alzarmi ogni mattina, con una nuova preoccupazione nella testa.
Ma oggi è domenica, oggi posso tornare a letto ad autocommiserarmi un po'.
Domani mi alzerò dal letto.
Piove. Le persone son disperate. Quando è successo non so, ma non si trova pace. Forse troppo tempo, forse poche priorità vere, forse il non ribellarsi e accettare ciò che altri voglion per loro, per come dovrebbero essere e ciò che dovrebbero volere. So solo che la disperazione è mascherata dai più belli e brutti travestimenti.

Il giappone, La devastazione.

Amo talmente il mare che non ne ho paura. Mai. nemmeno vedendo l'onda che arriva. E' bianca enorme e pacifica, non mi entra in testa della distruzione che può portare.
Poi ho visto questo filmato
e sì per la prima volta ho avuto paura del mare.

Perché continuo a guardare? perché son stata talmente abituata a vedere film telelefilm, le immagini che passano davanti allo schermo che mi sembra tutto finto.
Allora guardo e riguardo. Per mettermi in testa che è vero. Che quelle persone in un secondo non ci sono più. Che i sopravissuti sceglieranno la morte per aver perso tutto e tutti.

Ah Sì. La vita mi ha reso arida.
I film continuano ad essere solo film. Finzione.
Le immagini vere mi fanno davvero perdere colpi al cuore. Cose così.
C'è. Non c'è più.