Ieri discutendo con W. su politica e su idee politiche mi ha detto:
A voi non vi dicono che lo hanno votato, perché voi insultate, minacciate e li trattate come cretini
Ho un brutto vizio (un bel vizio): io alle cose ci penso su.
Tra dubbi e punti di vista diversi dai miei, cerco di capire.
Io ho il coraggio di dire quel che penso. La maggior parte delle volte mi cacciano dal carro dei vincitori, la maggior parte delle volte non è un pensiero collettivo ma mio. E non mi vergogno delle mie idee, posso cambiarle, posso discuterne. Ma non me ne vergogno.
Non mi vergogno di chiedere cosa vuol dire questo o altro, il significato delle parole, i punti di vista.
E’ così che imparto.
Gli ideali sono miei. Se ci credo e penso che siano giusti, per quanti insulti posso prendermi, li difenderò e li dirò sempre a voce alta.
Vale per politica, società, intimità, sentimenti. Tutto.
I vigliacchi non mi son mai piaciuti un granché.
Bisogna aver il coraggio di esprimere chi si è.
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condivido...anch'io ho imparato ad avere le mie idee...
RispondiEliminaSì!...questo è il punto. E' necessario questo coraggio, proprio perché è quello che manca a tutti i livelli, dalle sfere più personali e intime(vedi la fragilità con cui si affrontano gli ostacoli) ai rapporti di lavoro (nei quali ci si trincera in una torre d'avorio e si cerca il successo a tutti i costi) alla dimensione politica, nella quale, ormai, tutto il "fare" sociale è vissuto come un'affermazione di bisogni individuali.
RispondiEliminaQuale sia la via per risalire da questo impasse non mi è ancora chiaro.