La Lista

La chiamano Listaouting.
La prima cosa che ho provato è soddisfazione. Lo ammetto.
Ma non perché mi interessa chi va con chi, ma per giustizia.
Non si può inneggiare all'odio di chi è diverso da te, non si può nemmeno essere ipocriti quando sei una persona (non un personaggio) pubblica che dice falsità.
Seguendo gli eventi poi, ho pensato, forse mi sbaglio.
Se c'è tanta gente che stimo che dice che non è giusto, allora forse mi devo fermare a riflettere.
ho riflettuto.
Non è la lista dei nazisti.
Non è nemmeno un'offesa.
Mi hanno detto: sei lesbica.
Ho risposto, purtroppo no.
Per me diffamazione non vuol dire solo che non è vero, ma che offende.
Non si è offeso nessuno.
Vero o non vero che sia.
Il punto è che con la storia dell'essere migliori di coloro che denigrano, gli stiamo facendo fare quel che vogliono.
No, non voglio essere migliore. Mi butto nel fango insieme a te.
Se fai parte del mio governo, se in qualche modo mi danneggi, allora mi butto nel fango e lotto sporcandomi.

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