C'è qualcosa in stato di coma in me.
Credo sia il mio solito modo di costruire barriere. Son un bravo muratore. Metto mattone su mattone ed ad un certo punto ritorno non sento niente.
Lascio da parte società, politica, quotidianità. Penso solo ai passi da fare giornalmente. Non faccio più bilanci. Non lascio che la speranza possa darmi qualche illusione.
Illusione poi disillusa.
Mi servirebbe un miracolo. Uno di quelli ai quali la gente crede. Qualcosa di bello. Qualcosa che mi faccia "sentire".
Nemmeno le menzogne mi scuotono, l'unica cosa che mi scuoto sono le spalle di fronte alle nevrosi della gente di internet. Le nevrosi nella vita fisica son diverse, son gestibili, son leggere. Credo che la solitudine di una tastiera tenda ad ingigantire tutte le frustrazioni.
giovedì 16 febbraio 2012
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