01.11
il vaso coscientemente lo apre
Si prende le proprie responsabilità.
Le cose sepolte sotto il tappeto le tira fuori.
Glielo hanno chiesto. Lo ha fatto.
Coscientemente ora andrà a letto, forse a dormire
ma con forza desidera ardentemente un bacio.
giovedì 17 settembre 2009
mercoledì 16 settembre 2009
In questi giorni sempre di me
La bottiglia è lì da un anno. Vino rosso. Presa quando anche io avevo ripreso ad ospitare.
Ne avevo voglia da giorni.
Ed eccola lì.
Non c'è stata occasione, non mi sono creata l'occasione.
perchè tenerla lì.
un bicchiere di vino rosso. Sola ma senza autocompiangimento.
un altro bicchiere di vino rosso.
Gira un po' la testa ma alla fine, che male c'è?
non è un miracolo dire che male c'è?
Ne avevo voglia da giorni.
Ed eccola lì.
Non c'è stata occasione, non mi sono creata l'occasione.
perchè tenerla lì.
un bicchiere di vino rosso. Sola ma senza autocompiangimento.
un altro bicchiere di vino rosso.
Gira un po' la testa ma alla fine, che male c'è?
non è un miracolo dire che male c'è?
Piove
Oggi ho voglia del mio cuore in equilibrio.
Oggi piove e in questo puzzolente ufficio sto a fremere, non ho voglia di stare seduta qui, uscirei e andrei per negozi a comperare qualcosa che tenga caldo.
Avere intimità è non soppesare le parole, non stare troppo lì a pensarci a cosa, a quando e perchè le si dicano. Le si dice sapendo che l'altro capirà ogni angolo e anche ogni singola cazzate e se si sbaglierà, alzerà la mano per spiegartelo.
Oggi sono irritata dalle mille fesserie, sono insofferente alle solite e sempre stesse frasi quotidiane che a volte ti danno quel rilevante conforto del "solito" altre vorresti andar in giro con una mazza da baseball.
Piove e piove molto. Il cielo si sta sciogliendo. Io ho ancora bisogno di sole.
Oggi piove e in questo puzzolente ufficio sto a fremere, non ho voglia di stare seduta qui, uscirei e andrei per negozi a comperare qualcosa che tenga caldo.
Avere intimità è non soppesare le parole, non stare troppo lì a pensarci a cosa, a quando e perchè le si dicano. Le si dice sapendo che l'altro capirà ogni angolo e anche ogni singola cazzate e se si sbaglierà, alzerà la mano per spiegartelo.
Oggi sono irritata dalle mille fesserie, sono insofferente alle solite e sempre stesse frasi quotidiane che a volte ti danno quel rilevante conforto del "solito" altre vorresti andar in giro con una mazza da baseball.
Piove e piove molto. Il cielo si sta sciogliendo. Io ho ancora bisogno di sole.
martedì 15 settembre 2009
I miei colpi di genio
A una battuta poco lusinghiera nei miei confronti:
Se dovessi cominciare a piacere a uomini come voi, comincerei a preoccuparmi.
Se dovessi cominciare a piacere a uomini come voi, comincerei a preoccuparmi.
lunedì 14 settembre 2009
Bolle di sapone
Ascolta i pensieri non suoi. Ascolta con attenzione.
"ognuno col suo viaggio
ognuno diverso
e ognuno in fondo perso"
Non ha molte soluzioni. Ha solo molta musica in testa di questi tempi. Canzoni che tamburellano e rimbalzano che spiegano molto meglio di lei le cose. Il prezzo delle cose.
Intanto scartabella nomi e luoghi, conversazioni, sentimenti, risate e lacinanti tradimenti. Quasi di tutti ha una foto fissa negli occhi, altri nemmeno ne ricorda le gesta o il perchè esistono in quella agendina.
Le persone se ne vanno, chissà forse c'è persino un motivo che la memoria non riesce a scorgere, ma così è. Vanno via. Come fossero bolle di sapone. Un momento ci sono, quello dopo no.
Anche lei si è avviata da sola molte volte.
Ma di quelle volte i motivi li conosce bene.
Ma c'è qualche nome, pochi a dire il vero. Rari. Che splendono ancora nei loro lettere. Di cui ricorda persino le rughe, pure quelle che si formeranno in futuro. Quelli che rimaranno giovani per sempre nella sua memoria ma che può o spera d'intuire che adulti siano ora.
Bolle di sapone. Che scoppiano. Senza spiegazioni apparenti.
E qualcuno sorprendentemente le manca. Proprio quando non se l'aspetta. Dopo anni. Per raccontarsi e per ascoltare. Come si era soliti fare. Nudi, mano per mano, sotto un albero.
"Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire"
Poi scuote la testa e ripone l'agendina.
"ognuno col suo viaggio
ognuno diverso
e ognuno in fondo perso"
Non ha molte soluzioni. Ha solo molta musica in testa di questi tempi. Canzoni che tamburellano e rimbalzano che spiegano molto meglio di lei le cose. Il prezzo delle cose.
Intanto scartabella nomi e luoghi, conversazioni, sentimenti, risate e lacinanti tradimenti. Quasi di tutti ha una foto fissa negli occhi, altri nemmeno ne ricorda le gesta o il perchè esistono in quella agendina.
Le persone se ne vanno, chissà forse c'è persino un motivo che la memoria non riesce a scorgere, ma così è. Vanno via. Come fossero bolle di sapone. Un momento ci sono, quello dopo no.
Anche lei si è avviata da sola molte volte.
Ma di quelle volte i motivi li conosce bene.
Ma c'è qualche nome, pochi a dire il vero. Rari. Che splendono ancora nei loro lettere. Di cui ricorda persino le rughe, pure quelle che si formeranno in futuro. Quelli che rimaranno giovani per sempre nella sua memoria ma che può o spera d'intuire che adulti siano ora.
Bolle di sapone. Che scoppiano. Senza spiegazioni apparenti.
E qualcuno sorprendentemente le manca. Proprio quando non se l'aspetta. Dopo anni. Per raccontarsi e per ascoltare. Come si era soliti fare. Nudi, mano per mano, sotto un albero.
"Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire"
Poi scuote la testa e ripone l'agendina.
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