sabato 7 agosto 2010

Se lo fai per me, non farlo.

Già per chi altro dovrei farlo, se fosse per me mi farei i rimanenti giorni in traquillità a casa, piscina, libri.
Che peso

mercoledì 4 agosto 2010

Io voglio essere come la signora dai capelli argento. Arruffata. Imperfetta. Anche refusa.
Mi piace questa riscoperta del non aver pudore.
Mi fanno domande, io rispondo.
Tranquillamente.
Di niente più ho quasi vergogna.

tutti i miei errori sono integrati a me stessa.
Persino i refusi qui, li lascerei.
Specie dopo 5 notti di insonnia, che non rimpiango.
Perchè ho letto, riso, parlato, scritto.
Ho fatto cose.

Mi devo innamorare delle mie imperfezioni come faccio con gli altri.
Non è il vestito, è chi indossa il vestito che conta.

E' quel che sono, anfibi, scapre da tennis, le cose che mi cadono di mano, la cenere a terra, le figuracce, il personaggio dell'ufficio, la confidente, quella che dice la verità, quella che vuol stare nella minoranza. A cui il carro dei vincitori fa un po' schifo. Che la ragione l'ha sempre portata lontano dai sogni e quella di un mondo in cui non ci si riconosca.

E' notte fonda. O quasi. Lo è per me.
Ripenso alla femminilità, a chi dà regole o detta leggi.
A volte la femminilità è spostarsi un ciuffo di capelli in un certo modo.
O il giocare alla seduzione.
Ognuno la sua, intima e propria.
Che può piacere o meno, ma è un marchio tangibile.
Omologarsi è come perdere se stessi.

E no, se ho scritto refusi lasciateli pure. Perchè mi rappresentano bene. Rappresentno queste 5 notti insonni e la pachezza con cui prendo coscienza di quel che sono.

martedì 3 agosto 2010

Io quando piove non lo voglio sapere, voglio la sorpresa.

Entra e guarda mia madre. Si salutano e cominciano a chicchierare.
Io non ci faccio molto caso, mia madre è molto socievole. Io no.
Le chiede se vuole che le passi le riviste, quelle classiche da parrucchiere.
Risponde: Oh no, signora mia. Già me le fanno vedere al telegiornale invece di dirmi le cose serie.
Il mio udito intercetta la frase e mi siedo accanto.

Lei è una signora minuta, porta pantoloni e una camicia bianca e scarpe comode.
I capelli sono argento, gli occhi vispi e attenti, sorridenti come la sua bocca.

Le dico: eh sì signora, ci vengono pure a dire che a Luglio fa caldo!
Lei sorride. Sì. E poi cosa vuole che me ne importi se la Belen fa festini.
Cri. Già, a cercarlo non c'è più un tg serio. Forse Rainews 24, a volte.
Signora dai capelli d'argento: Guardo solo quello de La7
Mia madre interviene: la signora è laureata in giurisprudenza
C. Dovrà essere ben arrabbiata allora per quel che sta succedendo adesso
S. Sono arrabbiata ma in realtà non ho mai praticato
Ed è proprio a questo punto che comincia l'incanto.

Comincia a parlare. A raccontarsi, senza timori né tentennamenti.
Ha 82 anni.
Suo marito è morto parecchi anni fa.
Racconta dello sfinimento. Della malattia del marito. Della sua vita che non le piaceva.
Racconta del dolore e della depressione.
Ho fatto uno sbaglio. Mi son sposata troppo giovane. Avevo 22 anni.
C. Perchè lo ha sposato.
S: Ossignur, era così bello
Mamma: ma avrà avuto altre qualità, no?
Ride furba e consapevole. No, era così bello.

Si capisce che il matrimonio non fu felice. Si evince che non lo amò davvero da come ne parla e ne racconta poi.

Avevo le bambine. Dovevano avere madre e padre.
Mi si avvicina attaccata alla faccia, sorniona mi dice
Non per questo non ho avuto le mie storielle, nella vita ci vuole un po' di trasgressione.

Racconta della madre presente e cattiva, di come suo padre l'ha amata invece, di come l'ha educata ad essere curiosa, famelica di arte, notizie, poesia, storie.
Io capisco che già la amo questa signora dai capelli d'argento.

Racconta delle figlie che partecipavano alle manifestazioni del 68 e del 77.
Delle serate. Dei traslochi.
Ad un certo punto si ferma,
ancora una volta si fa intima e mi dice
Sa io ho avuto un amore tardivo a 75 anni. Sogghigna. E me lo son preso più giovane di 10 anni.
Le rispondo Allora ho speranza di innamorarmi ancora.
Mia figlia era come lei. A 40 di matrimonio non ne voleva sentire parlare, diceva di star bene così. Aveva avuto una storia con un inglese. Si immagina lei, avanti ed indietro per anni Londra Milano?
La storia finì. Andò in vacanza in Thailandia quando ci chiamò disse di aver conosciuto un signore.
Io e sua sorella dicemmo: Ossignur per favore che non sia lontano. 

Era di Sidney. In un anno si son sposati. Conoscendo mia figlia avrei dato un anno di vita all'unione. Sono insieme da 12 anni. 
Racconta orgogliosa delle sue figlie. La loro quotidianità.

Poi il suo sguardo diventa triste.
Ho perso tutti gli amici, sa alla mia età muoiono tutti.
Me ne è rimasto solo uno.

Si parla ancora un po'. Con tristezza ma anche con gioia delle esperienze.
La vita è scoperta.  La vita non sai mai come va a finire. La vita è imprevvisto. L'inatteso. L'inopinato.
Ci sono queste previsioni del tempo. Io quando piove non lo voglio sapere, voglio la sorpresa.

Parrucchiera, allora Signora C. cosa le faccio oggi?
Tutto.
Trattamento completo!

*io da grande voglio essere così

lunedì 2 agosto 2010

Io e te



Mariposa mi parla della sua età e dei suoi sabati.
E' un attimo e son lì. Nella solita auto del dopo ballo.
Il solito ballo maldestro e appassionato,
il nostro ballo lento quando la musica non lo era.

In auto loro occupano i sedili davanti, loro avevano le idee più chiare e si baciano.
Noi ci guardiamo.
Loro cantavano per noi quella canzone.
io ero anna, tu eri marco.


Anna come sono tante anna permalosa
anna bello sguardo
sguardo che ogni giorno
perde qualcosa

Marco cuore in allarme
con sua madre una sorella
poca vita sempre quella

I nostri occhi si sono incollati già sapendo quanto sarebbe stato importante il nostro incontro.
Il primo incontro. Ricordo solo le risate. Le mia risa.
La tua voce che scorreva nel filo del telefono. Tre ore. Tre ore per due estranei. Ripenso alla scena. Entrambi abbiamo messo giù la cornetta, entrambi ancora con la mano appoggiata e lo stesso pensiero.
“sono fregata”
“sono fregato”

Auto. Parole. Baci. Voglio? no, non voglio.
Baciami e guardami come se avessi compiuto un miracolo.

si guardano e si scambiano la pelle
e cominciano a volare


"Ne siamo usciti vivi?"
“è da quando ti ho conosciuta che mi confondi..”
“Beh, forse semplicemente e’ da quando mi conosci che sei in fuga, ma non ti rendi conto che non ti ho mai inseguito?”
“Si ed allora sono tornato indietro...”
“Forse dovevi insegnarmi ad amare per chi arriverà dopo”
“Non ci sarà mai nessuno dopo di me”

"Io sono la donna con cui hai lottato, quella che cerchi quando stai male, perché chi se non io può lenire le tue ferite? Come se non fossi già legato a me... Guardami, mi vesto da donna, le mie mani le dipingo come quelle di una donna ma in realtà sono quelle di una bambina, come potresti essere legato ad una bambina?”
“Non voglio legami”

"Però sono bella, vero?"
"Sei bellissima"

Anna avrebbe voluto morire
Marco voleva andarsene lontano

domenica 1 agosto 2010

Il vecchio mi ha sempre dato fastidio.
Son cose appese che ingombrano e non fanno andare avanti.
Polvere
Polveroni di cose
Polveroni di gente che sta sempre tra i piedi
Fatemi largo
Devo passare
Una fila infinita davanti allo sportello della posta
Fammi passare
E' il mio turno

Io non faccio mai file.

Eccheccosè

Nonna in visita
fino ai 35 anni mi chiedeva se e quando mi dovevo sposare, con quella speranza non troppo velata nella voce.
Ora è passata a: Un bambino? quando lo fai un bambino?
Ansia

PS: con chi? perchè? quando? adozione se fosse possibile in Italia

e adesso

 Adesso ho smesso di piangere, ho smesso di mangiare,  sono in convalescenza. Ci stiamo sbagliando ragazze... ho fatto un tour delle canzoni...