mercoledì 19 marzo 2003

"Ma perchè le donne devono mandar giù bocconi amari? perchè si devono adattare? perchè tutto questo per avere un uomo? "
"Non chiederlo a me, io ho mollato il colpo ;)"

mercoledì 12 febbraio 2003

Il rito del bagno

Il bagno. Si vede che non abito più qui, ogni tappo è al suo posto, ogni barattolo è schiuso e non come quando c'ero io che lasciavo tutto aperto, ante, porte e dentrifici, shampoo, balsamo, bagnoschiuma, creme... tutto. Ma i gesti sono sempre quelli, come un rito.
Aprire l'acqua caldissima, miscelarla un po'... entrare dentro e urlare per il calore e aprire tutto il getto dell'acqua fredda.
Immergersi nell'acqua e lasciarla scorrere per un po'... la testa va giù e i rumori sono ovattati. Shampoo. Giù la testa. Balsamo. Spazzolino e dentrificio mentre il balsamo fa effetto... tirare via il tappo e lasciare un piede nel buco e lasciare che l'acqua coli piano. E poi con la doccia lavare tutta la schiuma.

domenica 12 gennaio 2003

Il branco














Tornando a casa.
Il solito tratto di strada. la strada deserta.

Pensavo che la serata è stata piacevole, il locale era bello. divani, libri, musica e pensavo se avevo mai detto all’informatico di successo quanto è bello il mio parco quando lo illuminano.

Una macchina si accosta. Sento delle voci.
La solita ingenua apro il finestrino.
A metà perché sono anche diffidente.
Vorranno delle informazioni penso

Le voci. Sono in quattro. Dai 25 ai 30 anni. Italiani.
Le voci:
dove vai bella? Dove abiti? Me lo succhi bella?

Accelero. accelerano.
Deficiente che non sono altro, vedo il semaforo rosso e rallento. Rallentano anche loro.
Le voci
voglio scoparti bella. vieni a vedere quanto ce l’ho grosso

Sento paura e rabbia. cerco una strada. una via di uscita. non ce n’è
Bip Bip
Un messaggio
Prendo il cellulare in mano

Le voci:
Ma a chi chiami scema?
Però accelerano e se ne vanno.
Mi sento indifesa. Mi sento violata.

E se non se ne fossero andati?
E se.
Ho avuto paura. Provo rabbia. Se avessi avuto una pistola avrei sparato solo per l’odore del pericolo che ho sentito.

Violenza.

domenica 17 novembre 2002

"e sai cosa ho imparato dalla mia osservazione costante delle cose mie e degli altri? che più cerchi l'amore con un'altra persona e più non lo trovi. la frenesia della ricerca non ti lascia il tempo di conoscere a fondo le persone. che non si lascia che le cose vadano avanti naturalmente. che ci si pone sempre la domanda. sarà lui? sarà lei? ma l'amore si costruisce. tutti a pensare che

arriverà il salvatore o la salvatrice che ti risolverà la vita. ma è questo lo sbaglio grave che si fa. nessuno ti salva se non noi stessi. e l'amore quello vero lo trovi solo nella conoscenza profonda e non in un colpo di fulmine banale. quello può essere solo la scintilla. ma non è detto che ti innamori dell'idea che hai dell'altro e non dell'altro. perché in così breve tempo non si può sapere niente

se non semini, se non ne hai cura, se non lo coltivi non raccogli"

lunedì 7 ottobre 2002

Le ali

Ho sempre fatto domande strane a mia madre.

Da bambina le chiedevo spesso perché avevamo le scapole dietro la schiena

La sua risposta era semplicemente deliziosa:

Sono le ali che sono cadute, e che ricresceranno quando morirai.

Ha sempre inventato favole per me :)

sabato 28 settembre 2002

La mia casa

Qual è la mia Casa. quella di là?

Mia fin da quei fiori di paglia. Alla scelta dei colori, in quella casa in cui scappavo quando c’erano ancora le macerie e me ne stavo lì a dipingere mobili?

La costruzione di un Casa. La costruzione di una vita, di un amore, di un pensiero.

In quella casa in cui ancora mancano delle cose, in cui un anno fa la mia voce rimbombava, in cui mio padre cercava di convincermi su colori che non erano i miei. I miei colori, il rosso e il bianco. Il rosso cupo del sangue e della carne e il bianco candido dell’anima.

Ma stasera ho scelto questa di Casa.
Son rimasta qui. Nella mia stanza, trasformata, questa stanza che ho fatto divenir gialla e mio padre con molta fantasia chiama studio.

Ma ci sono io qui, ogni parte, in ogni angolo ancora io.
La bambina e adolescente, ci sono in quella cassapanca dipinta, nel quadro alle mie spalle fatto e rifatto per mesi e mai riuscito come volevo io, io nel murales dietro la porta.

I miei soggetti preferiti: l’universo e il mare.

Mio padre non l’ha cancellato il murales, ha imbiancato intorno, convinto che io prima o poi lo finirò. Forse un giorno, quando completerò me stessa. Per ora no. Sono ancora un essere incompiuto.

La luce si abbassa all’improvviso, come sempre, come da anni

e adesso

 Adesso ho smesso di piangere, ho smesso di mangiare,  sono in convalescenza. Ci stiamo sbagliando ragazze... ho fatto un tour delle canzoni...