martedì 30 novembre 2010

Cala il silenzio. E sia.
Sono brava con l'autocoscienza.
Mi fermo e mi ascolto e so.

Di indole sono una di quelle che si arrabbia di più quando son gli altri ad essere presi di mira, ma le cose vengono sicuramente accentuate in questo periodaccio.
La data si avvicina ed io vado in tilt.

Oramai quando mi capita, guardo il calendario.
Spero di essere a casa settimana prossima.

lunedì 29 novembre 2010

Il mio elenco.

Ho visto un uomo grande e forte piangere dal dolore nelle mie braccia.
Ho visto troppe teste calve.
Ho visto troppi branchi sbranare il più debole, perché debole è se è uno contro tutti.
Ho visto gente piangere morti di sconosciuti e poi accanirsi contro un'amica. Perché ha già giudicato.
Ho visto appicciare quel che meglio per se stessi, ad altri accusandoli di essere incapaci di intendere e volere.
Ho visto gente che non mi piace, non mi piace solo per un like per la cattiveria.
Ho visto bambine già dedite a fare le veline a scuola pensando che fosse questo il metodo per essere amate.
Ho visto gente giustificare lo stupro, il massacro e pure il sesso con le minori.
Ho visto ignoranza ed ottusità in laureti e saggezza di chi, per curiosità, conosce.
Ho capito pure che solo la conoscenza dà il potere vero, questa regola si applica a tante cose. Dalle persone alla cultura.

Ho visto tempi bellissimi pieni di ideali per tutti
ma erano altro tempi.
Capisco il suicidio.
Non ho mai capito perché soffrire nel farlo.

domenica 28 novembre 2010

Colletta alimentare 2010

Giovedì tornando a casa ho trovato appeso questo cartello



Il ricavato andrà ai bisognosi delle NOSTRA città 

Per quale recondinto motivo questo dovrebbe indurmi a comperare più cose?
La nostra città?
Quale città?
Dato che questo cartello lo ha appeso la parrocchia, la chiesa non dovrebbe farlo normalmente ogni giorno?

Ieri non ho fatto la spesa. Di solito ogni anno ci vado apposta e non mi importa a quali bambini andrà i pannolini che compero.

venerdì 26 novembre 2010

Lo stomaco aggrovigliato, una palla sotto il petto, qualcosa di pesante che si fa sentire ogni minuto di più.
La testa sempre altrove quell'altrove che non riesco nemmeno a trovare perché son già altrove.
I vestiti sono indifferenti, anzi mi scocciano.

E quella leggerezza che mi piacerebbe ritrovare come un paio di mesi fa, che si sa, era solo una recita ma era pur sempre una bella recita.

e adesso

 Adesso ho smesso di piangere, ho smesso di mangiare,  sono in convalescenza. Ci stiamo sbagliando ragazze... ho fatto un tour delle canzoni...