Sto leggendo Vendute.
Nel luglio 1980, all'età di 15 anni, Zana partì per una vacanza nello Yemen con un amico di suo padre. La vacanza sarebbe dovuta durare sei settimane; lei partì da sola, con questi due sconosciuti per un paese straniero.
Le condizioni di vita erano spaventose: un logoro materasso di appena sei cm di spessore su cui dormire, una stanza buia e umida con un secchio che fungeva da bagno, una buca nel terreno come scarico. Pavimenti nudi sporchi di fango, mura segnate da escrementi animali e un caldo insopportabile che rendeva questi odori pungenti ancora più insopportabili.... . Ma dopotutto era solo per poche settimane,era solo una vacanza.
"Che vuol dire 'questo è mio marito'?"
"Questo è tuo marito, sei sposata."
Suo padre aveva organizzato tutto in Gran Bretagna e Abdul aveva pagato Muhtana perché lei sposasse suo figlio. 2500$.Suo padre l'aveva venduta per 2500$
Allora se è uso impiccare o torturare uomini e donne allora è giusto rispettarli?
insomma... le guerre, le guerre... beh si! Le guerre.
Se non hai altri mezzi per far finire un massacro, l'ingiustizia si le guerre.
Mi vergogno di far parte dell'umanità. Che dovrebbe voler dire anche, sentimento di fratellanza e solidarietà fra gli uomini; capacità di comprendere e condividere i sentimenti degli altri.
Quale umanità? quale? se voltiamo sempre la testa, voltiamo la testa comunque per nostra convenienza. Forse l'ho
già raccontato ma lo rifaccio.
mercoledì 22 ottobre 2003
Vendute
sabato 11 ottobre 2003
Associazioni empatiche
E questo ci rendo noi, unici.
Discorso diverso per le associazioni spirituali, fisiche, mentali con altri esseri umani.
Si dice che gli opposti si attraggono. Non credo.
I simili si accostano e si avvicinano perchè si annusano nell'aria. Forse nati da eccezioni che sono diventate regole.. non so. Forse siamo dissimili nel gestire il quotidiano, ma simili per valori, per esperienze, per "sentire"... e quindi ci avviciniamo gli uni agli altri.
E lo si può vedere nei banchi di scuola, negli uffici, per la strada... e qui nei blog.
Ci si annusa e ci si riconosce anche qui, tra le parole scritte in digitale.
domenica 5 ottobre 2003
Tram
Manager e disperati che viaggiano insieme. Studenti e segretarie. Gente diversa.
Così diversa da risultare omogenea in questo vecchio tram
Era tanto che non prendevo un tram
Milano è bella. Milano è frenetica.
Mi infastidiscono gli aliti addosso, gli zaini contro la schiena, la puzza, le urla, ma mi fermo un attimo ad osservare lasciando da parte il nervosismo di questa mattina diversa
Guardo l'uomo con la valigetta e mi chiedo se ci tiene dentro il pranzo come fa il mio collega
Guardo vecchiette sorreggersi e spettegolare, parlare di medicine spettacolari e dottori bravissimi e avrei voglia di abbracciarle
Guardo l'uomo sudicio che ho a fianco e penso che ne sarà di lui,
ma il suo odore è insopportabile
sento di detestarlo per lo sporco che mi fa respirare.
Mi soffermo sugli studenti.
15 anni belli? Ho un ricordo che mi inquieta della scuola.
Amavo studiare ma non tornerei in quegli anni di sospensione tra l'infanzia e l'essere grandi. Brufoli e mele acerbe.
Ho amato i 25 anni.
Pensare che non ho mai avuto un amore scolastico, come ora non ho mai avuto un amore d'ufficio.
Forse devo sempre mettere la mia vita in scomparti separati, mai mischiarli. Il disordine che lascio ovunque alla fine ho sempre bisogno di metterlo in ordine.
Come nello scrivere che metto in ordine i pensieri.
Ma la fermata è arrivata.
La mia vita è un'altra ora.
mercoledì 24 settembre 2003
Sposerò John Nigel Taylor
Il bagliore dei lampioni di mezza sera.
Aria umida di pioggia.
Il flashback mi porta al 1985. Io ragazzina. Io sempre innamorata di qualcuno. Io sempre da amori impossibili e non corrisposti. Avevano però un gusto strano. D’autocompiacimento nella sottile sofferenza delle cotte dei 15 anni.
Ero sempre in giro per le strade di questo paese e di Milano. Paninari, metallari, dark... le vie piene di gruppi e di colori diversi. Un pochino West Side Story.
E al mio fianco Fabrizia.
Fabrizia senza tette, Fabrizia dalle camicie con i colli enormi.
Fabrizia che arrivava a casa mia e si mangiavano toast e vino di nascosto dai genitoriFabrizia e la nostra prima sigaretta
Sempre in giro. Con il bellissimo della scuola in testa e i duran duran nelle orecchie.
Grandi sogni, grandi perché, risate e pianti. Fabrizia con i genitori liberali, io con i miei un po' severi.Ora lei vive di notte, organizza serate in giro per le discoteche e ha sempre avuto relazioni stabili
Io vivo di giorno e ho sempre avuto storie in bilico
Lei era la peste ed io l'angioletto. Io la seria, lei la sbandata.
Negli anni, nei vari incontri che abbiamo avuto, l'armonia di quegli anni di crescita si rafforzava fino a divenire un rapporto in cui le parole erano superflue
Fino all'ultimo incontro. Le cose improvvisamente ribaltate. Lei seria con progetti per il futuro di case e famiglia e lavoro
io completamente immersa nel presente, senza strade né mete, né storie serie
Lei che mi faceva le prediche
io che sbuffavo
... e non ci siamo più riconosciute.
Abituate ai nostri ruoli e ai nostri ricordi, vivevamo l'ultimo incontro come estranee.
siamo scambiate gli spiriti come si cambia pelle.
Il sincronismo perso insieme alla nostra prima sigaretta.
martedì 23 settembre 2003
Cammini sospesi
lunedì 22 settembre 2003
Incastro spirituale
che non si capisce quale è la tua e quale è la sua
domenica 21 settembre 2003
L'amore imperfetto
O per definizione l'amore è imperfetto.
Tradurlo in cassetti e catalogarlo non equivale a renderlo piccolo e insignificante?
Perché noi, io, abbiamo bisogno di catalogare le cose.
L'imperfezione rende unici.
Ma quando trovi ciò che ci è affine, che ti consola e ti adula, ciò che ti rende completo, trovi la perfezione.
La perfezione è essere insieme, condividere.
Stare soli solo per poter condividere maggiormente.
Forse dovrei mettere ad ogni frase scritta un punto di domanda.
Non c'è ragione per ogni cosa più bella che esiste a questo mondo.
C'è spiegazione per l'odio. Ma non per l'amore.
E' che forse il mio cuore non sta in equilibrio
O forse sono io che ci sto in equilibrio
e adesso
Adesso ho smesso di piangere, ho smesso di mangiare, sono in convalescenza. Ci stiamo sbagliando ragazze... ho fatto un tour delle canzoni...
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UAAR 1. Credo profondamente nel diritto di ognuno di Credere anche alla fatina dei denti se questo gli è di consolazione. 2. Che, nella bib...
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* Nella mia lunga carriera di blogger ho attaccato così tante volte la chiesa, la religione, i musulmani passando persino per intollerante,...
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Corteo a Milano, a fuoco bandiere Israele E così pure a Roma. Ed è così da sempre, cortei con bandiere della pace in mano che fanno violenza...