lunedì 19 maggio 2008

La barbie casalinga

Una tranquilla pausa pranzo.
Si parlava o si sparlava dei colleghi zozzoni.
Ad un certo sento "... gli ometti si possono capire, son meno portati alle pulizie".
Se una donna pronuncia questa frase, come ci si può ancora scandalizzare se siamo trattate diversamente?
Gli ometti non sono portati!
Gli ometti non sono portati??
Perché vivere in una fogna è un difetto genetico che va in qualche modo tollerato?
Quindi dobbiamo sempre noi alzarci per sparecchiare o per rifare i letti o quelle cose deliziose che ci allietano le giornate?

Ci sono cose squisitamente femminili o maschili e di questo sono convinta e me ne rallegro ma mio dio... MIODDIOOO pensare che un uomo non possa pulire un microonde o un frigorifero e che è normale che schizzi fuori dal gabinetto è qualcosa che mi lascia senza parole.

Ci sono donne che hanno lottato a lungo e per anni per estirpare i soliti luoghi comuni. Noi ci ritroviamo a battagliare ancora, basti pensare agli stipendi delle donne.
Eppure eccola lì. Una frase qualsiasi che la dice lunga su quanto siamo condizionate da anni e anni di maschilismo.

Facciamo pure il solito discorso Scontato.
Sfido chiunque a non pensare che una donna che si porta a letto molti uomini non sia una puttanella, che una donna senza un uomo non può vivere serenamente.
Il primo pensiero è questo.
Poi si ragiona e cerchiamo di scrollarci via cent'anni di sesso "debole".

Non c'è niente di nuovo sotto il sole.
Per sfortuna.

venerdì 18 gennaio 2008

Una borghese piccola piccola

LEI è come un merlo, attirata da qualsiasi cosa che brilla di luce effimera.

Che siano diamanti o pezzi di vetro per lei non fa differenza, basta che abbiano la parvenza di qualcosa di estremamente costoso, che faccia scena e con questo metro di misura giudica mondo e persone.

Comprare è un comandamento. Lavora solo per non annoiarsi a casa e per fare shopping di cose del tutto inutili.



Tutto intorno a lei è un disegno di disney, non importa quanti anni ha, vive tra coniglietti rosa e uccellini rubati a Cenerentola.

Biancaneve ha ucciso homer simpson nella sua cameretta da bambinetta che si porta appresso come fosse un bagaglio a mano, un vizio infantile che non la fa crescere e la rende insopportabile.



Bigotta e schiava dell’apparenza piange perché ingrassa mentre annega nelle merendine ripetendo che non è colpa sua se è così. Si aspetta che gli altri la compiangano, che le risolvino i problemi come fossero camerieri a suo servizio.
Sospira spesso e si lamenta in continuazione di come le persone son cattive con lei.

La sua merce di scambio sono le lacrime che le innaffiano la vita ribadendo che lei è una persona sensibile.

Ma dentro sé ha una vena cattiva della quale non si rende nemmeno conto.

Va a messa ma vuole sparare agli immigrati che arrivano con i barconi.
Si confessa ma non sopporta chi è diverso da lei, la povertà è una colpa ma ama il Papa come fosse Dio.

Provinciale di un sobborgo di milano che sembra un paese di stephen king in cui vive anche IT.
Ed io ho il sospetto che IT sia lei.

martedì 15 gennaio 2008

Il giorno della memoria


Interrompo il mio silenzio per un attimo.
Tralasciando di commentare le troppe notizie di un vecchio nano bastardo e del lato oscuro della forza,
che offendono la mia intelligenza, mi fermo come ogni anno.
Il giorno della memoria per farsì che non succeda più.

Così dicono.
Che non succeda più.

Ma non succede ogni giorno in ogni piccola parte del mondo? Una piccola parte di umanità che muore?

venerdì 21 settembre 2007

Un soffio di vento

Tutto diventa chiaro
scombra la mente e il cuore
capace di scansarsi davanti alla malepersone
capace di gioire per le benepersone

Soffia e il corpo si sveglia
si sente la pelle dei polpastrelli
mentre si scrive
il tocco è una tempesta di emozioni
nuove
avventurose
conosciute
ritrovate

Soffia
persino i capelli hanno vita propria
ogni organo gioisce dell'esistenza
ogni neo
ogni poro che respira

Soffia
Respiro
Ed è magnifico respirare
ed è tutto amore
amore intorno
sotto
sopra
ma sopratutto
dentro
Me
per me

martedì 18 settembre 2007

La tolleranza

Se si tollera qualcosa, diventa sopportabile
e poco tempo dopo anche normale.
Israel Zangwill


Io non sono tollerante, non mi riempio la bocca con questa parola credendo di essere tanto buona. Eppure sono una di quelle persone che vivono e lasciano vivere finché il tuo vivere non interviene con il mio, allora mi arrabbio.
Mi arrabbio molto per le ingiustizie, sia quelle quotidiane che quelle sociali.
Mi arrabbio e non le tollero.
Mi fan un po' pena tutti quelli che non hanno opinioni, di solito guardano al loro piccolo mondo egoista senza preoccuparsi dell'altrui sorte.

Ma quello che davvero mi fa accapponare la pelle sono due persone:
Quelle che ci tendono a dirti che non ti faranno mai del male (se non hai intenzione, non mi avvisi)
e quelli che sono tolleranti a tutto.

Esprimere i propri giudizi con educazione non è non essere tollerante, ma avere una testa.
Una cavolo di testa che funziona.
Non addentratevi in argomenti che non vi compete, continuate a parlare di sesso, uomini, donne, gossip. Lasciate stare le bandiere pacifiste, chi lo è non lo mette in piazza perché¨ non ha bisogno di mostrarlo al mondo. Lo è. Punto.

Diffidate di quelli che usano i luoghi comuni come frasi stereotipate da dire come pappagalli.
Ascoltate attentamente cosa dicono degli altri, come si comportano, provocateli.
Sul blog, basta lasciare un commento in disaccordo e vedrete come la tolleranza cade come la torre di babele.
I santi non sono di questo mondo e di solito le persone molto tolleranti, son quelle indifferenti.

E discriminazione trattare qualcuno in modo tollerante solo perché¨ differente.
Se sei nero e pirla, te lo dico.
Se sei arabo e cretino, te lo dico.
E piantiamola con i volemmosi bennee!

domenica 16 settembre 2007

Oriana Fallaci

Forse amiamo chi ci somiglia o forse amiamo chi vorremmo essere e sappiamo di non poter esser mai.
Io ho amato Oriana da sempre, mi ricorda la mia compagna di crescita, Fabrizia.
Fabrizia e sua madre mi fecero leggere i primi libri.

Ho amato ogni parola di Oriana, ogni gesto, ogni opinione perchè sua anche se da me non condivisa.

C'è chi gioisce, dopotutto hanno gioito anche per il crollo delle torri gemelle, hanno gioito per i deboli massacrati, hanno gioito per ogni bomba, hanno fatto foto davanti ai resti di Sharm el Sheik, cosa vuoi che sia una donna?
Di idioti ce ne sono sempre, perchè per quanto tu non possa essere d'accordo con le idee di una persona, davanti alla morte dovresti avere rispetto.
Rispetto per una donna che è stata là mentre le bombe cadevano, che non ha avuto una vita facile, che ha anche avuto il coraggio di cambiare idea, di amare chi non le conveniva, di intervistare persone che disprezzava per capire. Capire, signore e signori, non lo si fa in una poltrona del soggiorno, bisognerebbe avere il coraggio di andare sul posto e vivere.
Sono arrabbiata.

Arrabbiata per quanti oggi, 15 settembre 2006, hanno gioito, hanno detto evviva.
Sono stata arrabbiata 11 settembre per quanti hanno urlato di gioia vedendo le persone buttarsi di sotto piuttosto che morire bruciate, arrabbiata per quanti hanno pensato ai titoli di borsa invece che alle vite umane, arrabbiata per tutti quelli che hanno detto Le sta bene.
Sfugge sempre il particolare che la pietà non sta a sinistra o destra, che non sta in America o in Medioriente, la pietà è per ogni essere umano che soffre. Non importa di che razza o credo, ma son innocenti.
Innocenti i libanesi che si son visti distruggere le proprie case con le bombe, innocenti le famiglie israeliane che aspettavano i missili libanesi, innocenti i lavoratori delle Twin Towers
Non cambia niente.
Nessuno se lo merita, non chi subisce i giochi di supremazia e di soldi da parte dei potenti, non
chi fatica a comprendere le ragioni della guerra santa e vorrebbe soltanto una vita tranquilla, una vita in pace.

Oriana Fallaci.
Rispetto.
E' stata giudicata, ripudiata con la rabbia e l'orgoglio, alla fine ottenendo esattamente l'effetto contrario. Non benzina sul fuoco ma piuttosto acqua, perchè la gente inorridita da tanta rabbia non si è riconosciuta.
Perchè prevale il buonismo piuttosto che accettare la parte più cattiva di noi, la peggiore. E ci vuole coraggio per urlarlo che siamo cattivi, che odiamo il prossimo, che non condividiamo le idee.
Ogni volta il suo nome dà adito a discussioni e riflessioni. Non importa che si sia d'accordo o meno, l'importante che se ne parli delle cose importanti che succedono nel mondo, da troppo tempo siamo come anestetizzati, non ci arrabbiamo più per niente al mondo. Basta non toglierci le letterine e le partite la domenica.

Il mondo brucia.
A nessuno importa.

Condividere o meno le idee della Fallaci non importa, è il cuore, l'anima che in ogni parola traspariva. Il sangue distillato di chi dice, io sono una giornalista ma non riesco ad essere senza opinioni, la mia la dico. Non come i nostri di giornalisti, che si fanno suggerire l'opinione dal partito politico che li rappresenta e loro come marionette ubbidiscono.

«Non mi sento di essere e non mi sentirò mai come un freddo registratore di ciò che vedo e sento, scrive nella prefazione a Intervista con la storia, il libro che le ha raccolte tutte» (1974).
«Su ogni esperienza personale lascio brandelli d'anima e partecipo a ciò che vedo o sento come se riguardasse me personalmente e dovessi prendere una posizione (infatti, ne prendo sempre una basata su una precisa scelta morale)».
(Italia libri)

La morale era sua, non era un capo di stato, era una scrittrice. Poteva avere un'opinione.
Vendono ancora Mein Kampf, certo per farci rendere conto di cosa ha generato il nazismo, eppure ci sono giovani che lo esaltano ancora.
L'ipocrisia è uno dei difetti del mondo che mi ha sempre fatto perdere la ragione, ci ammazziamo a casa nostra, negli stadi, per strada eppure davanti all'opinione di una signora, perchè di signora si tratta, rimaniamo inorriditi.
Giovedì 14 settembre Santoro ha intervistato Fabrizio Gatti che ha spiegato come vengono trattati i clandestini in Italia e noi facciamo i moralisti.

Oriana Fallaci ha dato scandalo con la rabbia e l'orgoglio, appunto Rabbia, non raziocinio. Rabbia. Peccato capitale. Peccato umano, sentimento di chi ha visto crollare davanti a sè le torri.
In Europa come reagiremmo se spazzassero via la torre Eiffel? O il Colosseo?
A leggere la biografia di Oriana viene da domandarsi come faceva tanto coraggio a stare dentro ad una piccola donna come lei.
Io piango la morte di una Donna, di una Persona Vera. Con difetti e virtù, ma non per questo meno intelligente ed eroica.

venerdì 14 settembre 2007

Guardo, osservo, ascolto

In questi anni il mio percorso è stato camminare avanti.
Cambiare in qualche modo è crescere.

Ci sono persone che non cambiano mai, che non imparano.
Ci sono persone a cui piace affermare sé stessi nei piccoli dispetti quotidiani, come se far del male agli altri in piccole dosi possa in qualche modo dar loro ragione.

Io faccio domande per capire, da sempre sono una persona curiosa e quando non avrà più domande da fare vorrà dire che sarà davvero vecchia o morta. Non dico che il mio modo di vivere e di pensare sia quello giusto in assoluto, ma solo per me.
Mi posso anche appassionare nelle discussioni, ma poi non ci penso più.

Il passato esiste solo per capire meglio il presente, se ci si fossilizza in quello che siamo da sempre non si va mai avanti.
Umiliare gli altri o credere di farlo, usare giochi di parole per confondere, attirare un'attenzione che non si ha denota una debolezza di carattere che fa solo tenerezza.

I miei genitori non riescono proprio a concepire la cattiveria, non ci credono.
Io si.
Credo che le persone siano cattive e buone.
E c'è gente in cui il lato cattivo prevarica.

Credono la loro vita così meschina da offendere l'altrui opinione, da dover dare spiegazioni non richieste, da ripetersi all'infinito che hanno ragione perchè sanno perfettamente che non ne hanno.
Provo pena per queste persone, poveri e meschini esseri umani senza una personalità definita, che non riescono ad affrontare i loro mostri interni perchè nemmeno se ne accorgono di averne.
Troppo idioti o troppo pigri per farsi un esame di coscienza.

Non ho conclusioni per questo post.
Forse soffrono solo di invidia.

e adesso

 Adesso ho smesso di piangere, ho smesso di mangiare,  sono in convalescenza. Ci stiamo sbagliando ragazze... ho fatto un tour delle canzoni...