La mia vita è diventata una serie di obblighi e doveri. Faccio le cose perché le Devo fare. Cioè mi obbligo a fare solo il minimo. Non sto provando né stimoli né interessi. Il disinteresse piano piano mi ha uccisa. Un po' alla volta quell'uva ha smesso di essere desiderio. Mi sento la volpe che ha smesso di avere fame. Ripetendolo è diventato reale e vero.
Come quando mi sono convinta che è solo il presente che importa, che nel futuro si deve investire poco perché è incerto. Talmente è corso nelle vene il presente che non riesco a progettare neppure più di andare a comperare il pane.
Ho cercato il passato. Ho cercato il punto esatto in cui la mia vita ha svolto. Cercando di ricostruire quella strada ho capito che quella già intrapresa era quella giusta.
Non mi rimane molto, anzi forse mi rimane tutto. L'indignazione, l'etica, l'onestà. Ma al contempo l'assoluto bisogno di tutti si è trasformato nel non bisogno. Dovevo imparare a dire no e appreso così bene che non so più dire si.
Mi sono consumata negli altri. Sono rinata in me.
Mi guardo con una lama e mi accorgo che sicuramente, anche se non felice, mi rispetto di più così.
Sono un'intollerante? Credo di si. Ma ho principi e convinzioni così profonde che non riesco totalmente ad accettare qualcosa che non mi appartiene.
Sono talmente inflessibile con me che non potrei non esserlo con chi mi sta accanto. Non so perché ancora insistono a cercarmi, che cosa mai vedranno in me. Forse la gente ha bisogno di approvazione persino da una come me.
Ci sono cose irremovibili. Non posso essere amica di uno che ha picchiato una donna ad esempio. Non posso sorvolare se una persona appartiene ad un mondo così lontano dal mio e che io disprezzo come il mondo effimero della Milano da bere.
Avrei potuto avere molta gente intorno, ma non posso.
Non è nemmeno rabbia o rancore, è l'ndifferenza. E' è questa la fine. L'indifferenza. E la noia. La noia che mi provocate. Poi nasce l'irritazione. Poi ancora indifferenza. Ci siete o non ci siete, non ha importanza.
Per i più intimi oramai provo solo paura e preoccupazione. Queste sono le due emozioni che mi perseguitano da mesi.
Le mie notti sono piene di incubi che non ricordo.
I miei giorni di ore che non passano mai e mesi che passano troppo in fretta.
La fantascienza mi ha sempre affascinato. Il mondo che non potrò mai vedere. Le stelle, gli altri mondi. In qualche sequenza, a volte, si dice che l'umanità non ha diritto alla vita ed io mi ritrovo d'accordo. Continuo a vedere ingiustizie, furbizie, distruzione, meschinità. Sembro forte. Si! lo sembro. Ma esserlo no. Mi fa male il mondo*. Mi fa male da sempre. Mi fa male ogni spina del mondo, mi fa male ogni cosa. E tutto ciò mi rende indifferente al mondo che mi sta intorno perché il mondo in sé mi fa troppo male.
Ho bisogno che qualcuno mi schiaffeggi la vita in faccia. Che mi obblighi. Che mi travolga.
Un uomo? ma dopo un paio di mesi quello passa.
Una causa. Uno scopo. Un sogno.
ho bisogno di un sogno per cui combattere e crederci ancora.
Perché, come dicevo, mi sento vinta.
*come Gaber
lunedì 15 marzo 2010
lunedì 8 marzo 2010
La festa della donna
Da quando è diventata la festa della femminilità, un tributo di fiori per onorare la bellezza o "arricchire il profumo della vita degli uomini?"
Anche oggi mi sono informata. La festa era un tributo alle conquiste, di quando le donne in occidente non avevano diritto al voto, di la nostra opinione non era considerata.
Ed ecco che stasera mi arrivano auguri sotto forma di silhouette nude di donne sinuose, senza di voi la vita non sarebbe la stessa?
Il senso lo abbiamo già perso noi, anzi voi che andata a guardare spogliarelli come uomini o che vi commuovete per un mazzo di mimose regalato dai signori uomini.
No, mie care.
La via è ancora lunga e tortuosa. Finché continueremo a prendere stipendi minori, finchè ci faremo appendere a corde per far vedere il sedere come la ex signora corona a mo di prosciutti, finchè ci ammaleremo per rispecchiare il modello barbie, finchè non otterremo asili nei posti di lavoro, finchè ci saranno donne che vengono bruciate perchè violentate, finchè tua figlia sogna di diventare velina allora la battaglia è persa.
Passi sempre più indietro.
La festa dovrebbe esser tra noi.
Noi dovremmo discutere di nostri piccoli traguardi.
Non abbiamo proprio capito nulla.
Non omaggiarmi di fiori, dammi un aumento.
Rispetta le donne in politica senza far loro una radiografia su vestiti e tette.
Link
Anche oggi mi sono informata. La festa era un tributo alle conquiste, di quando le donne in occidente non avevano diritto al voto, di la nostra opinione non era considerata.
Ed ecco che stasera mi arrivano auguri sotto forma di silhouette nude di donne sinuose, senza di voi la vita non sarebbe la stessa?
Il senso lo abbiamo già perso noi, anzi voi che andata a guardare spogliarelli come uomini o che vi commuovete per un mazzo di mimose regalato dai signori uomini.
No, mie care.
La via è ancora lunga e tortuosa. Finché continueremo a prendere stipendi minori, finchè ci faremo appendere a corde per far vedere il sedere come la ex signora corona a mo di prosciutti, finchè ci ammaleremo per rispecchiare il modello barbie, finchè non otterremo asili nei posti di lavoro, finchè ci saranno donne che vengono bruciate perchè violentate, finchè tua figlia sogna di diventare velina allora la battaglia è persa.
Passi sempre più indietro.
La festa dovrebbe esser tra noi.
Noi dovremmo discutere di nostri piccoli traguardi.
Non abbiamo proprio capito nulla.
Non omaggiarmi di fiori, dammi un aumento.
Rispetta le donne in politica senza far loro una radiografia su vestiti e tette.
Link
ho scoperto proprio ieri che mi sono arresa. Arresa. Semplicemente. Un passo alla volta. Come la volpe e l'uva ho attraversato diversi stati d'animo in cui sono stata uva e volpe, poi solo volpe ed ora non mi ricordo più cosa sia l'uva
Discorso che, mi rendo conto, capirò solo io.
So solo che sempre in stallo non si cambia, ma non importa, sentirsi vinti è consolante in qualche modo. Ci si riposa.
martedì 16 febbraio 2010
giovedì 11 febbraio 2010
Questa mia faccia sicura mi ha portato guai, questa faccia mi ha salvato molte volte.
La gente si sofferma sempre sul primo impatto, beh a dire il vero anche chi mi conosce si sofferma su questo lato che viene fuori. Da dove viene fuori non lo so. Sicura di cosa?
Estremamente timida fin da bambina, quella bambina che veniva definita riservata... mmm... riservata col cavolo.
Ero insicura, timida, avrei sempre voluto fare come gli struzzi e nascondermi.
Ma è la stessa faccia per cui a San Firmino, io primina, nessuno ha mai osato usare un pennarello su di me.
Non so da dove venga, ripeto. Dallo sguardo? boh.
O forse come dice G. ho un cartello piantato in petto con scritto Non rompetemi i coglioni.
Ed io che sono insicura, che non mi apprezzo, che mille altre cose mi passano per la testa
a me dicono che faccio La figa, ed è proprio lì che questo mi salva e mi porta guai.
Perché io in questo non mi riconosco, ma se vedessero la mia debolezza sicuramente i più approfitterebbero di questa debolezza
Le apparenze. E' solo che sono dimentica di me. Talmente dimentica da far sembrare sicurezza quel che in realtà è solo amnesia.
Nota a margine:
Il rispetto è altra cosa.
Il rispetto lo pretendo e me lo conquisto.
martedì 9 febbraio 2010
Mi dico che c'è gente messa peggio, eppure la mia insoddisfazione continua a crescere a dismisura.
Insofferente al non rispetto verso chi non rispetta le semplici regole della buona educazione, chi sbattendo gli occhi se ne sbatte degli altri.
Ogni cosa è greve. Mi accorgo degli altri e gli altri mi irritano.
Mi irrita la leggerezza, mi irrita la gravità.
Mi irrita la neve, il disagio, il non lavorare.
Mi irritano i giornali, i politici.
Mi irritano le stronzate, i film stupidi, il grande fratello, le veline, chi affida all'aspetto fisico e allo spogliarsi il loro senso della vita.
Mi irrita che con onestà, etica, morale e sincerità non si avanzi nemmeno di un gradino in questa società ipocrita e superficiale.
Mi irrita il mondo e tutto il suo contorno.
Mi irrito io.
Iscriviti a:
Post (Atom)
e adesso
Adesso ho smesso di piangere, ho smesso di mangiare, sono in convalescenza. Ci stiamo sbagliando ragazze... ho fatto un tour delle canzoni...
-
UAAR 1. Credo profondamente nel diritto di ognuno di Credere anche alla fatina dei denti se questo gli è di consolazione. 2. Che, nella bib...
-
* Nella mia lunga carriera di blogger ho attaccato così tante volte la chiesa, la religione, i musulmani passando persino per intollerante,...
-
Ovviamente qualcosa si è rotto in me. Non so più scrivere. Ho come questo dolore addosso da sempre che adesso è diventato macigno. Non so do...