martedì 5 ottobre 2010

non so come si faccia a portare maschere pesanti sul viso
a crederci come fossero nostre
la mia si sgretola ogni secondo.
La vita non risponde, la vita ricorda.
Ricorda quello che è importante.
E nulla più di quel che ho visto stasera lo è.
E' naturale che ognuno creda di essere re del proprio dolore
come è naturale che ora io lo sia del mio.
Che non mi va di condividere con i molti ma solo con i pochi
quelli che la maschera a volte se la tolgono
anche se la condivisione è impossibile
quelli che possono restare in silenzio anche solo per 5 minuti
e pensare solo a te
e poi, magari, riprendono la loro vita come è giusto che sia.

Però non mi capacito di una cosa, questo pensiero persistenze che io possa pensare a qualcosa di diverso da quel che sto vivendo.

Allora pulizia.
Niente diplomazia,
accolgo con calore non fa viaggi inutili sulla pelle degli altri.

lunedì 4 ottobre 2010

Il dolore è solitario

È dentro le volute di fumo, sotto la pioggia appoggiato in pilastri di marmo freddo
Chiedere aiuto è un'immane perdita di tempo.

- Sei uno che non chiede mai aiuto. E questo è stupido oltre a essere sconcertante a volte.

- Hai ragione. Ti chiedo aiuto.

- Ma cosa pretendi che possa fare per te? Certe cose devi risolverle prima di tutto con te stesso.

Nove

* il dono della contraddizione, farlo in meno di 4 ore.
Io non rubo parole.
Ne ho di mie da dire, da scrivere, da inventare.
Ne ho da urlare, da massacrare, da sussurrare.
Ne ho di mie per amare, detestare.
Io non rubo parole.
Le sbaglio, le storpio, le rendo uniche refusandole.
Son le mie parole messe in sequenza per dare un senso o non darlo.
Ma sono mie e le giro come nel cubo di rubik, che le combinazioni sono molteplici, le cambio e le ripeto.
Io non rubo parole.
Forse ne ho solo troppe da dire per prenderne anche in prestito

venerdì 1 ottobre 2010

e adesso

 Adesso ho smesso di piangere, ho smesso di mangiare,  sono in convalescenza. Ci stiamo sbagliando ragazze... ho fatto un tour delle canzoni...