Lo si potrebbe chiamare ancora una volta punto e a capo, ma con l'andare del tempo però ci si accorge che i veri a capo sono stati davvero pochi, se non quasi unici.
Un punto in cui ti sei già resa conto di non volere nel tuo intimo quel che ti intima la società e la familiarità, ma che in qualche modo ti influenza ancora.
A capirlo ci hai messo molto tempo e il dubbio che ti tormenta è che magari gli altri non sbagliano, se tu brancoli ancora nel buio. Nella pancia senti che hanno torto ma la confusione persiste.
Il destino ha giocato le sue carte e tu hai scartato le migliori.
Ricominciare la partita con carte scadenti non è facile.
La zona cieca, la corda del funambolo, il punto che è sempre di non ritorno perchè non si torna mai ma non è nemmeno il punto in cui si va.
Un punto morto. In coma. Sotto tenda ad ossigeno.
mercoledì 25 marzo 2009
venerdì 13 marzo 2009
La morte in diretta
Mi ricordo quando ci fu Galileo e Giovanna D’Arco
ero presente in piazza,
provavo immenso piacere
mi sentivo bene a vedere come si muore
Pausa pranzo. Usciamo.
Subito fuori dal portone: gente, polizia, ambulanza.
"E' successo qualcosa! C'è il morto"
"Andiamo a vedere"
Io non mi sono mossa.
Qualcosa di inquietante che mi invade sempre quando vedo le persone che diventano il branco.
Ho troppo rispetto della morte perchè io possa andarla a vedere come fosse uno spettacolo o forse non ne ho per niente.
Ho detto: "C'è la polizia, ambulanza. Non possiamo fare niente. Perchè andare?"
"Per GUARDARE!"
Perchè mai guardare?
Un cadavere di un ragazzo nel naviglio.
Io immobile, che oramai è il mio status da un po', allibita a guardare chi andava a guardare
ero presente in piazza,
provavo immenso piacere
mi sentivo bene a vedere come si muore
Pausa pranzo. Usciamo.
Subito fuori dal portone: gente, polizia, ambulanza.
"E' successo qualcosa! C'è il morto"
"Andiamo a vedere"
Io non mi sono mossa.
Qualcosa di inquietante che mi invade sempre quando vedo le persone che diventano il branco.
Ho troppo rispetto della morte perchè io possa andarla a vedere come fosse uno spettacolo o forse non ne ho per niente.
Ho detto: "C'è la polizia, ambulanza. Non possiamo fare niente. Perchè andare?"
"Per GUARDARE!"
Perchè mai guardare?
Un cadavere di un ragazzo nel naviglio.
Io immobile, che oramai è il mio status da un po', allibita a guardare chi andava a guardare
martedì 10 marzo 2009
Le solite maschere
Io sono un personaggio.
Eh no, non intendo sul web. Quello sarebbe facile anche se non ne ho mai visto il fine né il beneficio.
Il personaggio pubblico, quello del sociale, di come mi rapporto a quelli che conosco così così ma alla fine anche a molti altri, quello della professionalità.
Poi c'è la persona.
Quella intima, mia e di pochissimi altri.
Mi chiedo, dove sta il reale? cos'è vero e cosa no?
Eh no, non intendo sul web. Quello sarebbe facile anche se non ne ho mai visto il fine né il beneficio.
Il personaggio pubblico, quello del sociale, di come mi rapporto a quelli che conosco così così ma alla fine anche a molti altri, quello della professionalità.
Poi c'è la persona.
Quella intima, mia e di pochissimi altri.
Mi chiedo, dove sta il reale? cos'è vero e cosa no?
domenica 8 marzo 2009
E ancora una volta
La festa della donna.
50 anni di risveglio.
50 anni di faticosi passi avanti.
E ancora siamo succubi di modelli di bellezza da riviste da quattro soldi, siamo succubi del dover fare Tutto, lavoratrici, madri, mogli, amanti, succubi dell'età e dei luoghi comuni, delle botte che in ogni angolo del mondo vengono inferte dei nostri compagni che dovrebbero amarci, di sesso che si trasforma in violenza solo a dimostrare che un fallo può ancora sottometterci.
Di stipendi ancora più bassi di quelli degli uomini, di patate che vengono comprate Solo dalle donne, di pentole e di ferri da stiro, tette rifatte e labbra come canotti.
Lavaggi del cervello che si insinuano fin dalla tenera età.
Chissà se è stato per le idee che la Clinton ha perso o se semplicemente è più facile che un nero entri alla casa bianca che una donna?
Raggiungeremo il traquardo quando non ci saranno più feste per le donne.
Perchè non è merito né deficit essere femmina, ma solo la casualità di un matrimonio di cromosomi.
50 anni di risveglio.
50 anni di faticosi passi avanti.
E ancora siamo succubi di modelli di bellezza da riviste da quattro soldi, siamo succubi del dover fare Tutto, lavoratrici, madri, mogli, amanti, succubi dell'età e dei luoghi comuni, delle botte che in ogni angolo del mondo vengono inferte dei nostri compagni che dovrebbero amarci, di sesso che si trasforma in violenza solo a dimostrare che un fallo può ancora sottometterci.
Di stipendi ancora più bassi di quelli degli uomini, di patate che vengono comprate Solo dalle donne, di pentole e di ferri da stiro, tette rifatte e labbra come canotti.
Lavaggi del cervello che si insinuano fin dalla tenera età.
Chissà se è stato per le idee che la Clinton ha perso o se semplicemente è più facile che un nero entri alla casa bianca che una donna?
Raggiungeremo il traquardo quando non ci saranno più feste per le donne.
Perchè non è merito né deficit essere femmina, ma solo la casualità di un matrimonio di cromosomi.
martedì 3 marzo 2009
martedì 17 febbraio 2009
*Indi per cui
Oggi che era una giornata alquanto pesante, gironzolavo per l'ufficio e mi sono imbattuta in Io donna e ahimè in un articolo di un certo Aldo Cazzullo.
Il tizio raccontava suadente di una certa storia avvenuta a Venezia e di caio che a furia di insistere ha sposato la ragazza in cui si era imbattuto nella suddetta città (che un bel chi se ne frega glielo vogliamo negare?) ma il parallelismo che costui, uomo di poca intelligenza emotiva, ha osato (Sì! OSATO) fare è stato lo Stalking.
Cito a memoria
Cosa e quale confine c'è tra l'insistenza e la molestia? bla bla bla e conclude con tono birbone:
Ragazzi per non incorrere in guai legali, meglio evitare.
Sì c’è differenza caro il mio Cazzullo (oddio, se il destino è scritto nel nome).
Il corteggiamento è una cosa, lo stalking tutt'altra.
Non è una cosa delicata,
una poesia lì,
un fiore lì
ma una continua e perpetua tortura.
Quel sapore di malattia mentale che aleggia per aria, di fine violenza anche psicologica che è distante dall'amore anni luce.
Non c’è tenerezza ma ricatto e possesso.
Ritorniamo ai tempi di quando si diceva
"la donna dice no con la bocca ma in realtà vuol dire si"?
No, il mio caro giornalista fortunato a non esserne mai stato oggetto.
Diventi oggetto di una delirante personalità che si costruisce un amore tutto mentale e malato, di continue attenzioni molestie Moleste che di solito hanno poco a che fare col corteggiamento.
Van gogh sarà stato pure innamorato, ad esempio, ma una donna davanti ad un pacco dono con un orecchio tagliato non fa OHHHH!!!
Non è che siamo tutte del tutto cretine, la conosciamo la differenza.
Semplicemente ci sono cose che divengono anormali.
Anormale è trovarsi sempre qualcuno che ti segue,
anormale è avere fiori che più volte hai rifiutato con bigliettini deliranti di pura immaginazione,
anormale è la violenza delle parole e le minacce.
Privare l'altro della sacrosanta libertà.
Ma lo sa, mio caro signore, che la maggior parte delle persecuzioni finiscono in violenza?
Se tu hai un solo dubbio su questa differenza dovresti avere pure il dubbio del perché tu faccia il giornalista.
INFORMATI E POI INFORMA.
*rif post precedente
Il tizio raccontava suadente di una certa storia avvenuta a Venezia e di caio che a furia di insistere ha sposato la ragazza in cui si era imbattuto nella suddetta città (che un bel chi se ne frega glielo vogliamo negare?) ma il parallelismo che costui, uomo di poca intelligenza emotiva, ha osato (Sì! OSATO) fare è stato lo Stalking.
Cito a memoria
Cosa e quale confine c'è tra l'insistenza e la molestia? bla bla bla e conclude con tono birbone:
Ragazzi per non incorrere in guai legali, meglio evitare.
Sì c’è differenza caro il mio Cazzullo (oddio, se il destino è scritto nel nome).
Il corteggiamento è una cosa, lo stalking tutt'altra.
Non è una cosa delicata,
una poesia lì,
un fiore lì
ma una continua e perpetua tortura.
Quel sapore di malattia mentale che aleggia per aria, di fine violenza anche psicologica che è distante dall'amore anni luce.
Non c’è tenerezza ma ricatto e possesso.
Ritorniamo ai tempi di quando si diceva
"la donna dice no con la bocca ma in realtà vuol dire si"?
No, il mio caro giornalista fortunato a non esserne mai stato oggetto.
Diventi oggetto di una delirante personalità che si costruisce un amore tutto mentale e malato, di continue attenzioni molestie Moleste che di solito hanno poco a che fare col corteggiamento.
Van gogh sarà stato pure innamorato, ad esempio, ma una donna davanti ad un pacco dono con un orecchio tagliato non fa OHHHH!!!
Non è che siamo tutte del tutto cretine, la conosciamo la differenza.
Semplicemente ci sono cose che divengono anormali.
Anormale è trovarsi sempre qualcuno che ti segue,
anormale è avere fiori che più volte hai rifiutato con bigliettini deliranti di pura immaginazione,
anormale è la violenza delle parole e le minacce.
Privare l'altro della sacrosanta libertà.
Ma lo sa, mio caro signore, che la maggior parte delle persecuzioni finiscono in violenza?
Se tu hai un solo dubbio su questa differenza dovresti avere pure il dubbio del perché tu faccia il giornalista.
INFORMATI E POI INFORMA.
*rif post precedente
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