lunedì 2 febbraio 2004

La rabbia e l'orgoglio

o finito di leggere La rabbia e l'orgoglio della Fallaci. Che devo dire, GRAZIE A DIO SONO ATEA. ANCHE IO.
A parte questo ho sempre pensato che chi non rispetta gli altri non merita rispetto, Chi come animale si comporta verrà trattato da animale... non sono mai stata brava a porgere l'altra guancia... Tollero tutto ma non le cazzate. La follia dettata da leggi idiote di ottantamila anni fa. Da uomini che sembrano cani.
Che difenderò, solo a parole me ne rendo conto, quell'unica innocente che magari sto maledetto Burka non lo vuole mettere e rispetterò chi per scelta lo farà e si farà anche trattare da essere inferiore, ma per la miseria per quell'unica donna che non vuole bisogna fare qualcosa.

Ieri esterrefatta per le centinaia di morti verso la Mecca... Mi sembra folle. Completamente Folle. Come se fossimo tornati peggio che allo stato selvaggio. Per un dio che mai si è visto, né dio, né allah nè altri... Ma oggi sono ugualmente esterefatta per la canditatura di bush e blair per il nobel della pace... Ora non esageriamo vero..

E' il delirio totale... il delirio... e la morte e la miseria ovunque. E' follia pura.

sabato 31 gennaio 2004

Amore e Psiche

Pensavo che l'amore avrebbe vinto tutto.

Ci si innamora sempre nello stesso modo? si ama sempre allo stesso modo?

La magia... oh si, potreste dirmi che l'amore è magia. Che il colpo di fulmine è l'incontro di anime gemelle, però strano come queste stesse anime poi si violentano di risentimenti quando il fulmine passa... Non è che l'abbagliante fulmine sono ormoni?

Quando tutto finisce e l'altro diventa un estraneo ai nostri occhi, possibile che sia davvero cambiato? o siamo noi che finalmente vediamo e ascoltiamo? Che finalmente, svestito dall'immaginazione, lo conosciamo davvero?
Ci sentiamo delusi e falliti dalle parole che ascoltiamo dall'altro "ma come? ... io non sapevo... non pensavo... non credevo tu fossi così" Davvero? Non è che prima eravamo sordi, bendati, e innamorati di noi che amavamo non l'altro ma una nostra fantasia?
Non a caso si dice che l'amore è cieco.

martedì 27 gennaio 2004

Il gelo

Il gelo e il blocco, come quando ti spogli e vuoi far l'amore e l'altra persona vuol invece guardare la televisione. E ti ritrovi da sola nella stanza tutta nuda e hai un freddo cane, e allora hai fretta di vestirti e cancellare il ricordo della solitudine di quel momento, hai freddo. Prendi una coperta qualsiasi e ti copri

e non tolleri più lo sguardo addosso di chi ti è accanto in quel momento.
Non lo tolleri ed allora apri la porta e piano piano ti allontani.

La vergogna

Shoah
La rabbia, la pena, empatia, l'incubo
mi immedesimo.
Ho sempre letto, ho sempre visto ogni documentario trasmesso, ogni film.

Come una punizione, come se dovessi convincermi che è stato reale.
Che non è un film, che è successo realmente, che alla cattiveria non c'è limite. Alla bontà e alla cattiveria umana.
Chi è stato responsabile, solo Hitler e i suoi alleati, gli uomini di potere o ogni singolo individuo che ha voltato la testa dall'altra parte, che si è sentito dio in persona perché ha voluto pensare di essere giustiziere, giudicante, che io ancora non ci arrivo a pensare che la sua religione rende un uomo diverso da me.
ed allora penso perché gli ebrei erano i più ricchi, ma non potevano semplicemente derubarli?
e penso ancora, alla miseria umana che è stata in grado di partorire e che continua a partorire malati di mente, ed io continuo ad essere un idealista imbecille e sperare in un mondo futuro in cui ci saranno essere umani illuminati, in cui non ci saranno guerre e niente fame nel mondo, in cui l'ambiente verrà rispettato e il possesso personale sarà veramente cosa da poco perché tutti vivranno bene e mai più succederanno cose del genere...
e gli innocenti saranno tutelati a costo della vita.

martedì 2 dicembre 2003

La mia casa

Ieri parlando con mia sorella è venuto fuori questo, la gelosia per i propri oggetti. Forse perché non ho il senso del possesso delle cose, sono egoista è vero, ma chi viene a casa mia deve sentirli libero di fare quel che vuole. Affido persino il computer, che qui c'è un sacco di cose scritte, email private, foto e sogni, mi fido della discrezione dell'altro. Mi piace che le persone se vogliono un caffè non abbiano timore a farselo, mi piace che si facciano la doccia, che dormano sul divano, che si sentano a casa nel limiti della buona educazione.

Senza criticare come è la mia casa però.
Avevo una mia amica che ogni volta che veniva da me, la pasta era troppo cotta, i muri non avevano la stessa tonalità delle piastrelle, era un continuo criticarmi, fumi troppo, devi mangiare quello, non fare questo, fai così che è meglio.
I consigli si, se ho una forchetta sporca perché la lavastoviglie non ha fatto il suo dovere va bene, ci mancherebbe, ma per il gusto di criticare ciò che tu non puoi avere... mmm... e no...

lunedì 17 novembre 2003

Il treno

Alla fine nulla è cambiato, mi guardo intorno e vedo lo stesso paesaggio. I passi seguono un percorso conosciuto da anni. Un percorso riconosciuto come una strada battuta nel deserto, se si potessero vedere le auree la scia luminosa che colara di me lampeggerebbe come impronte di scarpe sporche di colore fosforescente. 15 anni forse di più. lo stesso posto, le stesse scale, stessa metropolitana. Linea due verde.

Lo stesso pazzo ubriaco che urla e strepita sulla carrozza, ma non dice grandi verità come nei libri e nei film, chiede solo monetine per bere ancora un po' di alcool.

lo stesso odore nauseabondo che ti si appiccica addosso come colla fino a quando il tuo naso non lo percepisce più.

La metro mi porta fino in stazione Centrale. Sempre un grande fascino. E ricordo i miei passi di 15enne. I miei passi in questa stazione. I miei passi prima di passare pomeriggi interi davanti all'ingresso di alberghi di lusso in cui alloggiavano i cantanti... la testa piena di speranze e di sogni idioti, e ogni passo che facevo batteva il tempo di un pensiero persistente ... "Quando sarò grande..." tutto era possibile.

Ora sono grande e percorro le stesse scalinate che mi porteranno a prendere un treno stavolta.

Alla fine la ricompensa di tutto il dolore non è malaccio. La sensazione di essere adulta, di essere arrivata ad intuire un pezzo di verità.

Amo la mia stazione. Amo la gente, mi incanto a guardare il traffico di persone che corrono e vanno di fretta. I colori, lingue diverse, lucine colorate che disegnano lettere che dicono cosa può essere un viaggio. Avventura. Viaggio. Riflessione.

martedì 4 novembre 2003

L'uomo dei fiori

Sto parlando incatenata a quegli occhi sorridenti
seduta ad un tavolo di un bar all'aperto
"Rose?"
Una voce alle mie spalle.
La nostra reazione è la solita, quella che hanno i più, di fastidio e imbarazzo
Rispondiamo "No grazie"
Poi mi giro e vedo il volto di quest'uomo.
Un viso stanco e pieno di rughe, rughe che non capisci se sono state incise sulla pelle dal tempo o dalla vita.
Sento solo che ha sofferto.
Lo sento come una scarica che pervade l'anima e fa male.
Molto male.
Un secondo dopo voglio la sua rosa. La voglio bianca.
F. fa il gesto di prendere i soldi dalla giacca... ma non voglio. Voglio comperargliela io la rosa.
Gli dico che non voglio una rosa che muore subito, la voglio bella... La scelgo, la pago e gli sorrido.
Lui mi sorride e mi accarezza la faccia..
e ora ripenso a quella carezza che mi brucia ancora la pelle....

e adesso

 Adesso ho smesso di piangere, ho smesso di mangiare,  sono in convalescenza. Ci stiamo sbagliando ragazze... ho fatto un tour delle canzoni...