Oggi ho voglia del mio cuore in equilibrio.
Oggi piove e in questo puzzolente ufficio sto a fremere, non ho voglia di stare seduta qui, uscirei e andrei per negozi a comperare qualcosa che tenga caldo.
Avere intimità è non soppesare le parole, non stare troppo lì a pensarci a cosa, a quando e perchè le si dicano. Le si dice sapendo che l'altro capirà ogni angolo e anche ogni singola cazzate e se si sbaglierà, alzerà la mano per spiegartelo.
Oggi sono irritata dalle mille fesserie, sono insofferente alle solite e sempre stesse frasi quotidiane che a volte ti danno quel rilevante conforto del "solito" altre vorresti andar in giro con una mazza da baseball.
Piove e piove molto. Il cielo si sta sciogliendo. Io ho ancora bisogno di sole.
mercoledì 16 settembre 2009
martedì 15 settembre 2009
I miei colpi di genio
A una battuta poco lusinghiera nei miei confronti:
Se dovessi cominciare a piacere a uomini come voi, comincerei a preoccuparmi.
Se dovessi cominciare a piacere a uomini come voi, comincerei a preoccuparmi.
lunedì 14 settembre 2009
Bolle di sapone
Ascolta i pensieri non suoi. Ascolta con attenzione.
"ognuno col suo viaggio
ognuno diverso
e ognuno in fondo perso"
Non ha molte soluzioni. Ha solo molta musica in testa di questi tempi. Canzoni che tamburellano e rimbalzano che spiegano molto meglio di lei le cose. Il prezzo delle cose.
Intanto scartabella nomi e luoghi, conversazioni, sentimenti, risate e lacinanti tradimenti. Quasi di tutti ha una foto fissa negli occhi, altri nemmeno ne ricorda le gesta o il perchè esistono in quella agendina.
Le persone se ne vanno, chissà forse c'è persino un motivo che la memoria non riesce a scorgere, ma così è. Vanno via. Come fossero bolle di sapone. Un momento ci sono, quello dopo no.
Anche lei si è avviata da sola molte volte.
Ma di quelle volte i motivi li conosce bene.
Ma c'è qualche nome, pochi a dire il vero. Rari. Che splendono ancora nei loro lettere. Di cui ricorda persino le rughe, pure quelle che si formeranno in futuro. Quelli che rimaranno giovani per sempre nella sua memoria ma che può o spera d'intuire che adulti siano ora.
Bolle di sapone. Che scoppiano. Senza spiegazioni apparenti.
E qualcuno sorprendentemente le manca. Proprio quando non se l'aspetta. Dopo anni. Per raccontarsi e per ascoltare. Come si era soliti fare. Nudi, mano per mano, sotto un albero.
"Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire"
Poi scuote la testa e ripone l'agendina.
"ognuno col suo viaggio
ognuno diverso
e ognuno in fondo perso"
Non ha molte soluzioni. Ha solo molta musica in testa di questi tempi. Canzoni che tamburellano e rimbalzano che spiegano molto meglio di lei le cose. Il prezzo delle cose.
Intanto scartabella nomi e luoghi, conversazioni, sentimenti, risate e lacinanti tradimenti. Quasi di tutti ha una foto fissa negli occhi, altri nemmeno ne ricorda le gesta o il perchè esistono in quella agendina.
Le persone se ne vanno, chissà forse c'è persino un motivo che la memoria non riesce a scorgere, ma così è. Vanno via. Come fossero bolle di sapone. Un momento ci sono, quello dopo no.
Anche lei si è avviata da sola molte volte.
Ma di quelle volte i motivi li conosce bene.
Ma c'è qualche nome, pochi a dire il vero. Rari. Che splendono ancora nei loro lettere. Di cui ricorda persino le rughe, pure quelle che si formeranno in futuro. Quelli che rimaranno giovani per sempre nella sua memoria ma che può o spera d'intuire che adulti siano ora.
Bolle di sapone. Che scoppiano. Senza spiegazioni apparenti.
E qualcuno sorprendentemente le manca. Proprio quando non se l'aspetta. Dopo anni. Per raccontarsi e per ascoltare. Come si era soliti fare. Nudi, mano per mano, sotto un albero.
"Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire"
Poi scuote la testa e ripone l'agendina.
sabato 12 settembre 2009
Mi fa male il mondo
Invece io sono indifferente al mondo gira intorno.
Deve esserci davvero un fatto straordinario per scalfirmi in qualche modo. So che la gente va e viene, muore, trasloca, si dimentica, ti delude.
C'è un mondo intorno desolante. Anche perché so far benissimo tutto da sola. Persino abbandonarmi.
A me fa male il mondo. Come Gaber. Mi fa molto male il mondo.
Ma so, che nel mondo di barilla, veline, soldi, pubblicità, cose e apparenze ci sono altri come me. Che ci annusiamo da lontano e ci riconosciamo. Siamo in tanti o in pochi? chi lo sa? tanti son così ben mascherati che ti viene difficile individuarli.
SO, dicevo, che siccome siamo diversi dalla massa non è detto che siamo in torto.
La massa è fatta di singoli. La maggior parte trova confortante stare ed essere uguali agli altri. Riunirsi in gruppetti o nel popolo bue.
Anche in internet bisogna, per forza, tenere un paio di link di gente che è esattamente opposta a noi. Per confrontare, per capire. E se vogliamo pure per sentirsi meglio a non essere come chi reputiamo stupido e rafforzare le nostre di convinzioni. La tv è una scatoletta malefica che ti ipnotizza che a confronto del Grande Fratello di Orwell non è nulla, perché scegliamo di comportarci nel modello prefabbricato per scopi puramente economici.
Con piacere, per caso, ho visto il provino di Chiara che risponde a Morgan alla domanda "Secondo te, con un fisico come il tuo, puoi diventare una pop star" Lei ci pensa, deglutisce e poi timidamente dice
"perché no?"
Già, perché no?
Io sono femmina, mi dicono. Se sono brava ho le palle. Se si parla di relazioni sentimentali dovrei essere puttana o sposa. Ah già, pure bella e magra senza tette e culo come le modelle.
Ed invece io sono quello che sono, al punto da dimenticarmi di dire che sono single presentandomi per quanto questa situazione normale e naturale per me non lo sia per gli altri.
Di etichette ne ho avute tante come tutti. Forse qualcuna ne do pure io in giro con, a mia discolpa, il dubbio che io mi stia sbagliando.
Ma cazzo no, se l'etichetta che mi hai afflitto non ti piace non è un problema mio. Mio diventa se poi mi rompi le balle e allora ti mando a cagare alla velocità istantanea massima.
Deve esserci davvero un fatto straordinario per scalfirmi in qualche modo. So che la gente va e viene, muore, trasloca, si dimentica, ti delude.
C'è un mondo intorno desolante. Anche perché so far benissimo tutto da sola. Persino abbandonarmi.
A me fa male il mondo. Come Gaber. Mi fa molto male il mondo.
Ma so, che nel mondo di barilla, veline, soldi, pubblicità, cose e apparenze ci sono altri come me. Che ci annusiamo da lontano e ci riconosciamo. Siamo in tanti o in pochi? chi lo sa? tanti son così ben mascherati che ti viene difficile individuarli.
SO, dicevo, che siccome siamo diversi dalla massa non è detto che siamo in torto.
La massa è fatta di singoli. La maggior parte trova confortante stare ed essere uguali agli altri. Riunirsi in gruppetti o nel popolo bue.
Anche in internet bisogna, per forza, tenere un paio di link di gente che è esattamente opposta a noi. Per confrontare, per capire. E se vogliamo pure per sentirsi meglio a non essere come chi reputiamo stupido e rafforzare le nostre di convinzioni. La tv è una scatoletta malefica che ti ipnotizza che a confronto del Grande Fratello di Orwell non è nulla, perché scegliamo di comportarci nel modello prefabbricato per scopi puramente economici.
Con piacere, per caso, ho visto il provino di Chiara che risponde a Morgan alla domanda "Secondo te, con un fisico come il tuo, puoi diventare una pop star" Lei ci pensa, deglutisce e poi timidamente dice
"perché no?"
Già, perché no?
Io sono femmina, mi dicono. Se sono brava ho le palle. Se si parla di relazioni sentimentali dovrei essere puttana o sposa. Ah già, pure bella e magra senza tette e culo come le modelle.
Ed invece io sono quello che sono, al punto da dimenticarmi di dire che sono single presentandomi per quanto questa situazione normale e naturale per me non lo sia per gli altri.
Di etichette ne ho avute tante come tutti. Forse qualcuna ne do pure io in giro con, a mia discolpa, il dubbio che io mi stia sbagliando.
Ma cazzo no, se l'etichetta che mi hai afflitto non ti piace non è un problema mio. Mio diventa se poi mi rompi le balle e allora ti mando a cagare alla velocità istantanea massima.
In questo tempo assurdo in cui il primo quarto di vita sembra che sia quello veramente importante, ci sarebbe da dare obbligatoriamente la felicità.
A 20 anni è un atto dovuto.
Si, fino almeno ai 25 solo problemi di cuore infranti al massimo e di cattivi voti.
Ci dovrebbe essere un codice scritto e firmato.
Ed invece leggo la vita degli altri e me ne dispiaccio.
Vorrei che per loro fosse solo discesa, per ora.
Perchè dopo è tutta salita.
A 20 anni è un atto dovuto.
Si, fino almeno ai 25 solo problemi di cuore infranti al massimo e di cattivi voti.
Ci dovrebbe essere un codice scritto e firmato.
Ed invece leggo la vita degli altri e me ne dispiaccio.
Vorrei che per loro fosse solo discesa, per ora.
Perchè dopo è tutta salita.
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