"Sono oramai solo meteoriti, per me"
mercoledì 9 settembre 2009
La stazione
Si viene e si va, come in una stazione
Alcuni stanno salendo sul treno.
Altri ci si aggrappano mentre è già in corsa.
Altri ancora ci vorrebbero risalire.
Qualcuno rimane seduto accanto a te, al solito posto, il posto consunto di sempre quello che gli compete quello che si è meritato e che ti sei meritato.
Le fermate sono brevi per i più che ci passano accanto.
La stazione ghiacciata intristisce l'animo.
Il cuore rimane paralizzato. Si spera che il treno riparti presto.
In viaggio ci si osserva di sottecchi. Chi legge libri d'amore, chi ascolta musica.
Ognuno con la sua vita accanto, come fosse un angelo custode allacciato con un filo d'aquilone.
Ognuno convinto che il suo è il più bel libro, la più bella musica, la più grande lotta politica persi tutti nel proprio mondo per accorgersi dell'altrui mondo.
Tutti convinti che la loro storia non potrà annoiare nessuno.
Quelli diversi brillano. Io ne ho visti molto pochi, quasi nulli.
Sarà perché, si dice, di solito si sta con i nostri simili.
Alcuni stanno salendo sul treno.
Altri ci si aggrappano mentre è già in corsa.
Altri ancora ci vorrebbero risalire.
Qualcuno rimane seduto accanto a te, al solito posto, il posto consunto di sempre quello che gli compete quello che si è meritato e che ti sei meritato.
Le fermate sono brevi per i più che ci passano accanto.
La stazione ghiacciata intristisce l'animo.
Il cuore rimane paralizzato. Si spera che il treno riparti presto.
In viaggio ci si osserva di sottecchi. Chi legge libri d'amore, chi ascolta musica.
Ognuno con la sua vita accanto, come fosse un angelo custode allacciato con un filo d'aquilone.
Ognuno convinto che il suo è il più bel libro, la più bella musica, la più grande lotta politica persi tutti nel proprio mondo per accorgersi dell'altrui mondo.
Tutti convinti che la loro storia non potrà annoiare nessuno.
Quelli diversi brillano. Io ne ho visti molto pochi, quasi nulli.
Sarà perché, si dice, di solito si sta con i nostri simili.
martedì 8 settembre 2009
Eppure se ne è andato
Se avesse potuto conservare quel momento.
L'aria così presente nel respiro da sentirla quasi tattile nelle narici del naso.
Il sangue così consapevole di fluire nelle braccia, nei piedi, nelle gambe, nelle mani. Come onde. Ondate di sangue ad ogni battito assordante e sommerso del cuore.
Il caldo sulla pelle di una stella lassù che vien chiamata sole.
La percezione delle mani che toccano il palmo.
Gli occhi no. Gli occhi non appartengono a quell'istante. La visione non esiste. Come se gli altri sensi fossero troppo occupati ad essere presenti per occuparsi del vedere.
Come far l'amore con la vita dopo averci litigato.
Come se fosse stato un ultimo bacio.
L'aria così presente nel respiro da sentirla quasi tattile nelle narici del naso.
Il sangue così consapevole di fluire nelle braccia, nei piedi, nelle gambe, nelle mani. Come onde. Ondate di sangue ad ogni battito assordante e sommerso del cuore.
Il caldo sulla pelle di una stella lassù che vien chiamata sole.
La percezione delle mani che toccano il palmo.
Gli occhi no. Gli occhi non appartengono a quell'istante. La visione non esiste. Come se gli altri sensi fossero troppo occupati ad essere presenti per occuparsi del vedere.
Come far l'amore con la vita dopo averci litigato.
Come se fosse stato un ultimo bacio.
lunedì 7 settembre 2009
Mezza vita davanti.

Allora è così. E' come se tutti gli altri anni non contassero niente. Contano i primi. E li contiamo con impazienza, 7 8 9 10 con quella voglia di diventare grandi. 14 16 17 con tutti i sogni e le speranza intatte. 20 21 23 è ora di cominciare a costruire qualcosa? ma c'è ancora molto tempo davanti, abbiamo ancora tutta la vita davanti. E andiamo con calma, perché ci sembra impossibile arrivare lontano, perché abbiamo tutto il tempo del mondo e non siamo impazienti di diventare grandi. Al massimo abbiamo qualche domanda, ma per lo più non ci pensiamo.
30 31 32 Ecco è ora. Abbiamo seminato? abbiamo seminato bene?
e poi capita qualcosa. Qualcosa che non rientrava nei nostri progetti, sogni e speranze. Qualcosa a cui, come è giusto che sia, nessuno ci ha preparato. Non stiamo raccogliendo. Tic tac Tic Tac ci dicono che il tempo è poco, che bisogna sbrigarci. Che bisogna piantare almeno gli alberelli.
E arrivano, si avvicinano i quaranta. 37 38 39
Se non ci sono più alberi allora abbiamo sbagliato tutto. Non abbiamo più tempo.
Qualcuno aveva costruito poi una bufera si è portato via tutto.
Altri il campo han visto che era arido.
Altri ancora non hanno trovato i semi oppure gli hanno venduti semi diversi da quelli ordinati.
O non c'era acqua o non avevamo fertilizzanti.
Chi lo sa, ha importanza?
Abbiamo metà vita davanti.
Eppure ci sentiamo già al capolinea.
Come è possibile?
lunedì 31 agosto 2009
martedì 18 agosto 2009
Che stranezza.
E' così difficile dar voce ai nostri desideri anche se essi non sono tali?
E' così difficile accettar quel di cui non abbiamo bisogno?
E perchè mai tutte le risposte scontate sono del tutto inascoltate?
C'è stato un libro che ho letto solo per il titolo, Va dove ti porta il cuore.
L'istinto difficilmente sbaglia,
lo fa solo quando lo cammuffiamo di speranza.
E' così difficile dar voce ai nostri desideri anche se essi non sono tali?
E' così difficile accettar quel di cui non abbiamo bisogno?
E perchè mai tutte le risposte scontate sono del tutto inascoltate?
C'è stato un libro che ho letto solo per il titolo, Va dove ti porta il cuore.
L'istinto difficilmente sbaglia,
lo fa solo quando lo cammuffiamo di speranza.
lunedì 17 agosto 2009
Di un altro tipo
E poi ci sono quelli che ricordi sempre con un sorriso che arriva all'improvviso.
Quelli con cui mai hai litigato, forse discusso, forse non compreso a volte.
Quelli che ti mancano bruscamente.
Di notte.
Perchè è agosto, chissà...
o perchè han tirato fuori sempre la parte migliore di te.
Quelli che ti hanno ascoltato con attenzione e sottovoce ti hanno raccontata.
E sommessamente, timidamente si sono raccontati.
Perché di un altro tipo sono.
E un altro tipo ti fanno sentire.
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